Il petrolio è sotto pressione oggi nel mercato delle materie prime, dopo che nel fine settimana l’Opec+ ha aumentato i livelli di produzione mensile più del previsto, proprio mentre nuovi timori sui dazi alimentano le aspettative su un calo della domanda. Il Brent è scivolato fino a 1,6 punti percentuali prima di recuperare gran parte delle perdite e attestarsi intorno ai 68 dollari al barile a metà mattinata.
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Altre informazioni:
Chiusura del 4 luglio Contenuto ribasso per il Light Sweet Crude Oil, che archivia la sessione in flessione dello 0,56%. Lo status tecnico di breve periodo del greggio WTI mette in risalto un ampliamento della performance positiva della curva con prima area di resistenza individuata a quota 67,67. Rischio di eventuale correzione fino al target 65,12. Le attese sono per un aumento della trendline rialzista verso l'area di resistenza 70,22.
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I prezzi del petrolio sono scesi lunedì dopo che l'OPEC+ ha sorpreso i mercati annunciando un aumento della produzione per agosto superiore alle aspettative, mentre l'incertezza sui dazi statunitensi e il loro potenziale impatto sulla crescita economica globale hanno pesato sulle prospettive della domanda. I future sul Brent sono calati di 47 centesimi, pari allo 0,69%, a 67,83 dollari al barile alle 03:27 GMT, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate si…
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Petrolio, il vero rischio è l’eccesso di offerta? Oggi il rischio per il petrolio si presenta in modo bimodale: da un lato, la possibilità di un'interruzione dell'offerta che potrebbe far salire i prezzi e alimentare l'inflazione; dall'altro, la prospettiva di un eccesso di offerta. L'analisi di Guillaume Tresca, Senior Emerging Market Strategist di Generali Investments. Le tensioni nel Medio Oriente, in particolare tra Israele e Iran, hanno sollevato timori di interruzioni dell’offerta di petrolio, ma solo le grandi…
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La maggior parte dei mercati azionari del Golfo ha chiuso in rialzo DOMENICA, mentre gli investitori guardano alle decisioni sulle tariffe statunitensi previste per la fine della settimana e valutano la mossa dell'OPEC+ di aumentare la produzione di petrolio il mese prossimo. I partecipanti al mercato stanno osservando attentamente Washington, dove MERCOLEDì scade una sospensione di 90 giorni delle tariffe punitive sulle…
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Opec+ ha raggiunto un accordo di principio per aumentare la produzione giornaliera di petrolio di 550mila barili al giorno a partire da agosto. L'incremento supera le previsioni degli analisti, che si attendevano un rialzo analogo a quelli avallati a maggio, giugno e luglio, pari a 411 mila barili in più al giorno. L'organizzazione, attiva dal 2016, di cui fa parte anche la Russia, ha deciso dunque di aumentare la produzione, nonostante i rischi di un eccesso di offerta che potrebbe deprimere i…
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L'Arabia Saudita, la Russia e altri sei produttori di petrolio dell'Opec+ hanno concordato di aumentare la loro produzione di petrolio di 548mila barili al giorno ad agosto, più di quanto previsto dal mercato e dagli analisti che si aspettavano un aumento più contenuto. La mossa dell'organizzazione, che da aprile ha abbandonato anni di tagli alla produzione, punta a sfruttare la domanda robusta dei mesi estivi nell'emisfero nord e a riconquistare quote cedute a rivali…
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Petrolio: Opec+ verso un aumento di 550.000 barili da agosto (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 lug - L'Opec+ si appresta ad aumentare la quota di produzione di petrolio gia' da agosto. E' la linea che trapela dopo un confronto da remoto questa mattina tra otto membri del gruppo, Arabia Saudita, Russia, UAE, Kuwait, Oman, Iraq, Kazakistan e Algeria. L'OPEC+ ha concordato in linea di principio di accelerare ulteriormente gli aumenti dell'offerta il mese prossimo, mentre il gruppo guidato…
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MILANO L'Opec+ ha raggiunto un accordo di principio per aumentare la produzione giornaliera di petrolio di 550 mila barili al giorno a partire da agosto. L'intesa, di cui riferisce Bloomberg citando alcuni delegati, dovrebbe essere assunta nel corso del meeting che si terrà oggi in modalità virtuale. L'incremento è superiore a quanto atteso dagli analisti, che si aspettavano un rialzo analogo a quelli di 411 mila barili al giorno annunciati a maggio, giugno e luglio e conferma la determinazione dell'Opec+…
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Il Brent è poco mosso e si avvia a completare la settimana con un timidissimo rimbalzo, in risposta al -12% di quella precedente dovuto al cessate il fuoco tra Israele e Iran, che sembra funzionare. Da inizio anno, la perdita delle due principali tipologie di petrolio, Brent e WTI, sfiora il -9%, (-20% considerando la quotazione in euro). Barclays è più ottimista Barclays ha alzato le sue stime sul petrolio.
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Il prezzo del petrolio è in calo anche oggi nel mercato delle materie prime, con il Brent che si posiziona a 68,50 dollari al barile e il West Texas Intermediate viaggia sui 66,80 dollari. Il volume degli scambi comunque è sottile, in quanto negli Stati Uniti è il Giorno dell'Indipendenza. I trader sono in attesa della riunione dell' OPEC + di questo fine settimana, nel corso della quale probabilmente verrà deciso un altro importante aumento della produzione.
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Seduta invariata per il petrolio, mentre il derivato sul metallo giallo scambia in leggero rialzo. L'oro nero ha iniziato a trattare a 66,81, con una variazione di soli -0,02 dollari per barile rispetto alla chiusura della vigilia, mentre il future sull'oro vale 3.342,77, dopo aver aperto a 3.327,94. Le indicazioni non costituiscono invito al trading.(A cura dell'Ufficio Studi Teleborsa)
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Chiusura del 3 luglio Ribasso composto e controllato per il Light Sweet Crude Oil, che archivia la sessione in flessione dell'1,05% sui valori precedenti. Allo stato attuale lo scenario di breve del greggio WTI rileva una decisa salita con obiettivo individuato a 67,92. In caso di momentanea correzione fisiologica il target più immediato è visto a quota 65,37. Le attese sono tuttavia per un innalzamento della curva fino al top 70,47.
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Nella seduta di giovedì 3 luglio il petrolio (E-Mini Crude Oil future) ha tentato di confermare la ripresa di un pattern positivo, allontanandosi dai massimi relativi della settimana precedente. Il quadro tecnico di breve termine rimane, comunque, neutrale ma sta lentamene volgendo ad un moderato ottimismo, che potrebbe presto esaurirsi a meno di nuovi shock geopolitici. Pericolosa una eventuale discesa sotto il recente minimo a 64 dollari, con potenziale discesa verso l’area 62,20-62$.
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I prezzi del petrolio sono leggermente diminuiti giovedì mentre gli investitori temono che i dazi statunitensi possano rallentare la domanda di energia, proprio alla vigilia di un previsto aumento dell'offerta da parte dei principali produttori di greggio. I future sul Brent hanno chiuso in calo di 31 centesimi, ovvero dello 0,45%, a 68,80 dollari al barile. Il greggio statunitense West Texas Intermediate è sceso di 45…
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Nel 2024, i prezzi del Brent – greggio di riferimento internazionale – hanno oscillato all’interno della banda 70-95 dol/bbl rispondendo principalmente ad aspettative relative a due variabili chiave: da un lato la geopolitica che, con l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, ha aggiunto criticità ad un contesto già instabile sostenendo le quotazioni, o meglio definendo un floor minimo intorno ai 70 doll/bbl; dall’altro il rallentamento della domanda cinese, primo driver dei consumi da circa un ventennio…
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I prezzi del petrolio perdono quota e i colossi del settore stringono i cordoni della borsa. Saudi Aramco e Abu Dhabi National Company (Adnoc) arrivano da anni di iperattività sul mercato, in cui si sono lanciati in investimenti pesanti: l’impegno è di circa 50-60 miliardi di dollari a testa. Tuttavia, secondo il Financial Times, la caduta del greggio sta spingendo le due società - tra i maggiori produttori al mondo -…
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Prosegue anche questa mattina la tendenza in calo del petrolio. Il contratto Wti con consegna ad agosto è quotato 64,85 dollari al barile, in calo dello 0,40%, mentre il Brent scende dello 0,33% a a 66,52 dollari. . Tutte le news di Breaking News
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MILANO – Mentre i mercati si interrogano se la tregua tra Israele e Iran sia in grado di durare nel tempo, il termometro del prezzo del petrolio indica che per il momento la crisi è temporaneamente archiviata, con le quotazioni tornate ai livelli precedenti all’attacco israeliano a sorpresa contro Teheran. E secondo quanto ricostruito da Bloomberg e Reuters l’Opec+, l’associazione che riunisce i…
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