Ci vorrebbe davvero un amico sempre pronto ad ascoltarci e rassicurarci. Non si è ancora placato il clamore della morte di Adam Raine, suicida a 16 anni dopo mesi di fitte conversazioni con ChatGPT, mentre scopriamo che l’AI sta seducendo i giovanissimi italiani grazie a una sorta di ‘conforto emotivo’. E a dircelo è un sondaggio inedito sul rapporto tra adolescenti e intelligenza artificiale contenuto nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo ‘Senza filtri’, diffuso oggi…
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Il 41,8% degli adolescenti italiani si è rivolto all'Intelligenza Artificiale per chiedere aiuto quando era triste, solo o ansioso. Un confidente a portata di click, a costo ridotto. Una scorciatoia per chi ha timore a chiedere aiuto, soprattutto in condizioni di fragilità. Ma che non può e non deve, secondo gli psicologi, sostituirsi alle relazioni umane. «Il problema è che tendiamo ad attribuire all’IA un profilo umano.
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Intelligenza artificiale sempre più a portata di adolescenti. Oltre il 92% tra i 15 e i 19 anni ne fa uso, contro il 47% degli adulti. È la fotografia scattata dall'Atlante dell'Infanzia a rischio pubblicato da Save the Children. Molti ragazzi affermano di essersi rivolti all'intelligenza artificiale per chiedere aiuto in momenti in cui si sentiva triste, solo o ansioso; oltre il 42% per domandare consigli su cosa fare in ambito lavorativo, sentimentale o scolastico.
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Giovani e AI: il conforto emotivo arriva dall'intelligenza artificiale Milano, 14 nov. - L'intelligenza artificiale usata dai giovani come strumento di conforto emotivo e di confronto per scelte importanti. È quanto emerge dall'Atlante dell'Infanzia a rischio in Italia, diffuso da Save the Children, che ha dedicato un sondaggio al rapporto fra adolescenti e AI.Si scopre così che il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni ha usato un chatbot per chiedere aiuto in momenti in…
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Il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni dice di essersi rivolto a strumenti di Intelligenza artificiale per chiedere aiuto in momenti in cui si sentiva triste, solo/a o ansioso/a. Una percentuale simile, oltre il 42%, per chiedere consigli su scelte importanti da fare (relazioni, sentimenti, scuola, lavoro). Il 92,5% degli adolescenti ascoltati utilizza strumenti di IA, contro il 46,7% degli adulti.
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Il dato emerge dalla XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo "Senza filtri", diffuso da Save the Children. Nove ragazzi su 10 usano l'algoritmo, per gli adulti la percentuale si dimezza
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Il 41,8% degli adolescenti italiani si è rivolto aIl’Intelligenza Artificiale per chiedere aiuto quando era triste, solo o ansioso. Più del 42% per chiedere consigli su scelte importanti da fare. Oltre il 92% dei 15-19enni intervistati usa strumenti di IA contro il 46,7% degli adulti. Solo la metà ha visitato mostre o musei in un anno, con percentuali più basse nel Mezzogiorno, e quasi 1 su 5 non fa alcuna attività fisica.
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L'Intelligenza Artificiale (IA) sta emergendo come una figura chiave di supporto emotivo e guida decisionale per gli adolescenti italiani, un fenomeno che segnala un cambiamento radicale nelle dinamiche di riferimento di questa generazione, secondo la XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia (a rischio) “Senza filtri” di Save the Children, pubblicato oggi. L'Organizzazione sottolinea che l'IA non è solo uno strumento didattico, ma un vero e proprio confidente in anticipo…
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Il 41,8% degli adolescenti italiani si è rivolto all'intelligenza artificiale chiedendo aiuto quando era triste, solo, ansioso. Più del 42% per un consiglio su scelte importanti. Sono dati del 16° Atlante dell'infanzia a rischio di Save the Children, intitolato "Senza filtri". Usa l'IA il 92% dei 15-19enni, contro il 46,7% degli adulti: "E' sempre disponibile" (28,8%); "Mi capisce e mi tratta bene"(14,5%); "Non mi giudica"(12,4%).
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Più della metà dei 15-19enni intervistati dice di aver chiesto aiuto ai chatbot per prendere decisioni importanti di vita Più di quattro adolescenti su dieci (il 41,8%) hanno chiesto aiuto all’intelligenza artificiale quando si sentivano tristi, soli o ansiosi. E la stessa percentuale si è rivolta sempre ai chatbot per chiedere consigli quando si è ritrovata a dover compiere scelte importanti di vita.
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Il 60% degli adolescenti è soddisfatto o molto soddisfatto di sé; i ragazzi al 71%, al 50% le ragazze. I dati sono nel sedicesimo Atlante dell'infanzia a rischio, diffuso da Save the Children in vista della Giornata mondiale, il 20 novembre. Psicofarmaci non prescritti per uno su 8, soprattutto fra le ragazze. Solo una su 3 mostra di avere buon equilibrio psicologico, contro il 66% dei maschi: il divario di genere è il più alto rilevato tra tutti i Paesi europei.
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Introduzione In Italia il 41,8% degli adolescenti si è rivolto aIl'intelligenza atificiale per chiedere aiuto quando era “triste, solo o ansioso”. E quasi un giovane su dieci si è isolato volontariamente per problemi psicologici. A rivelarlo è l'Atlante dell'Infanzia (a rischio) dedicato all'adolescenza dal titolo “Senza Filtri”, realizzato da Save the Children a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza (che si celebra il 20…
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Quasi la metà degli adolescenti italiani si rivolge all'intelligenza artificiale per chiedere supporto emotivo nei momenti di ansia, tristezza o solitudine. Il dato, contenuto nella XVI edizione dell'Atlante dell'Infanzia a rischio diffuso da Save The Children, indica che il 41,8% dei ragazzi tra quindici e diciannove anni ha utilizzato chatbot e strumenti digitali per cercare conforto o per provare a orientarsi.
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– Il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni intervistati afferma di essersi rivolto a strumenti di Intelligenza artificiale per chiedere aiuto in momenti in cui si sentiva triste, solo/a o ansioso/a. Una percentuale simile, oltre il 42%, per chiedere consigli su scelte importanti da fare (relazioni, sentimenti, scuola, lavoro). Il 92,5% degli adolescenti ascoltati utilizza strumenti di IA, contro il 46,7%…
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Il nuovo Atlante dell’Infanzia fotografa una generazione “onlife”: sempre connessa, più fragile, ma in cerca di ascolto e riconoscimento. L'intelligenza artificiale ha un ruolo sempre più centrale nella vita delle persone, in particolare tra gli adolescenti. Il 92,5% dei ragazzi utilizza degli strumenti di IA, quasi il doppio degli adulti (46,7%). Ed è all'IA che vengano demandate le mansioni di consigliere, amico e confidente in molti casi.
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Il mondo va veloce e i ragazzi e le ragazze riescono a stare al passo, ma rischiando di perdere qualche pezzo nella corsa. Si potrebbe riassumere così il quadro che emerge quest’anno nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Senza filtri”, diffuso oggi da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, a pochi giorni dalla Giornata Mondiale…
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Il miglior amico con cui confidarsi? L’intelligenza artificiale. Oltre 4 adolescenti su 10 si rivolgono a Chat Gpt quando hanno bisogno di un consiglio o di sostegno emotivo oppure quando vogliono capire se sono innamorati o se invece devono lasciare il fidanzato. È quante emerge dalla XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Senza filtri”, diffuso da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre…
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La XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia (a rischio) in Italia dal titolo "Senza Filtri"accende i riflettori sull’adolescenza, tra iperconnessione, isolamento e disuguaglianze sociali. La fotografia che emerge è complessa: adolescenti che vivono in una dimensione onlife, alla ricerca di ascolto e spazi di condivisione, ma spesso a rischio di isolamento. Oltre il 92% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni utilizza strumenti di IA, e il 41,8% li ha usati per…
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L’Intelligenza Artificiale rappresenta una delle trasformazioni più significative del nostro tempo e i giovani ne sono al centro, sia come utenti che come futuri protagonisti del suo sviluppo. La prima immagine che viene in mente quando si parla di Intelligenza Artificiale è quella di un robot capace di comprendere e agire come un uomo. Ma cosa succede quando l’Intelligenza Artificiale si interfaccia con i più giovani? Quali sono i rischi? C’è un modo per educare a un utilizzo…
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Veronica Ruggeri è riuscita a identificare e intervistare il ragazzo che avrebbe raccontato alla sorella di Nora, la 15enne trovata morta in un alloggio occupato a San Bonifacio, come e perché fosse stata uccisa. Droga e prostituzione minorile erano entrati nella vita di Nora da quando aveva iniziato a frequentare una ragazza chiamata "la brasiliana" più grande di lei. La tua lista
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Alessio (nome di fantasia) ha quasi 14 anni ed è un ritirato sociale. Il suo banco, nella scuola media di una città di provincia, è pronto, ma lui non è ancora riuscito a presentarsi in classe. Le bocciature, arrivate per le troppe assenze, hanno messo il carico definitivo sulla sua condizione, e Alessio e la sua famiglia sono bloccati in questo loop per il quale più il tempo s’accumula più difficile diventa invertire la rotta.
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Pazzo, psicopatico, narcisista, sociopatico, bipolare, schizofrenico, depresso e così via: sono tutte etichette che vengono usate quotidianamente online e offline per sostanziare il proprio giudizio sull’altro. Perché ha idee diverse, perché ci fa paura, perché lo percepiamo come una minaccia, perché non comprendiamo, o semplicemente ci risulta antipatico. Facciamo la nostra superficiale diagnosi e la scagliamo come un insulto, ignorando la complessità e le vulnerabilità.
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La solitudine di un adolescente che parla con uno chatbot. Dobbiamo preoccuparci? Sì, ma prima di preoccuparci cerchiamo di capire. Sarebbe comodo minimizzare e considerare l’eventualità talmente remota da non toccare direttamente la nostra vita familiare. Invece, come sempre, è opportuno verificare, parlare, interrogarsi. Le evidenze purtroppo non sono tali da rassicurarci. Sappiamo che negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di rapporti a rischio tra adolescenti e intelligenza artificiale
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Avete mai sentito parlare di “psicosi da intelligenza artificiale”? Un video diventato virale su Tiktok affronta il problema: un ragazzo, Anthony, ha raccontato la sua storia riconoscendo in Chat Gpt il “problema” principale. “Sento come se le mie interazioni con Chat Gpt mi avessero rovinato la vita”, ha spiegato Anthony nel lungo video in cui parla di…
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