"Se Hamas accetterà un accordo" i preparativi per l'attacco a Rafah "potrebbero essere fermati". Lo ha detto, citato da Ynet, un alto funzionario israeliano aggiungendo che tutto "è reversibile". .
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Il Gabinetto di guerra ha approvato ieri sera all'unanimità l'operazione a Rafah, di cui l'esercito ha preparato i piani. Lo hanno riferito i media secondo cui, una volta evacuata la popolazione in un'azione definita dall'Idf "limitata e temporanea", l'operazione militare dovrebbe cominciare entro pochi giorni. .
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Hamas non ha lasciato "altra scelta che cominciare l'operazione" a Rafah. Lo ha detto - secondo il suo ufficio, citato dai media - il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant al suo omologo Usa Lloyd Austin. Nella conversazione Gallant ha aggiunto che "Israele sta facendo di tutto per arrivare ad una bozza per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco temporaneo", ma "in questa fase Hamas rifiuta qualsiasi proposta che lo consenta".
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Gli americani mandano il capo della Cia per spingere sull’intesa. Tutti cercano di scongiurare l’offensiva a Rafah. Ma Israele accelera Gaza, la possibilità di un’intesa per la tregua si fa sempre più lontana. Gli americani inviano anche il capo della Cia Burns per mediare. Ma Benjamin Netanyahu alza i toni: «Combatteremo i mostri di Hamas fino a sradicarli». E Gallant allarma tutti coloro che spingono verso gli accordi: «L’offensiva su Rafah in un futuro molto prossimo».
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Città del Vaticano Nessun progresso al momento al tavolo delle trattative giunte oggi, 5 maggio, al secondo giorno al Cairo, in Egitto, dove i leader di Hamas sono a colloquio per una tregua e un accordo sugli ostaggi con i mediatori egiziani, degli Stati Uniti e del Qatar, mentre in questa fase il governo israeliano ha deciso di non inviare una delegazione. Netanyahu: richieste inaccettabili "Hamas rimane fermo sulle sue posizioni estreme, in primo luogo la richiesta di ritirare…
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Le trattative al Cairo per una tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi restano ancora in bilico e nulla è dato per scontato, dopo che Hamas ha gelato i colloqui. Un alto funzionario di Hamas ha infatti sottolineato che il gruppo “non accetterà in nessuna circostanza” una tregua a Gaza che non includa esplicitamente la fine completa dell’offensiva sulla Striscia
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Accordo imminente, accordo fatto, anzi no. Resta sospesa nell’iperuranio la svolta che il mondo chiede, la tregua a Gaza con la liberazione degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi, il ritorno a casa degli sfollati, l’arrivo degli aiuti e la fine, almeno per qualche settimana, delle operazioni militari. A far circolare la voce che Hamas avrebbe acconsentito alla prima fase, con la liberazione di 33 ostaggi in cambio di una tregua di 40 giorni, del…
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TEL AVIV. La tattica militare “della pentola a pressione” (un dispiegamento di forza crescente) usata ieri dalle forze israeliane per stanare i ricercati palestinesi in Cisgiordania, ben si addice alle spinte che i mediatori internazionali - Usa, Egitto e Qatar - stanno esercitando su Israele e Hamas per costringerli all’accordo su Gaza. A momenti, ieri, l’intesa è sembrata cosa quasi fatta, ques…
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