LECCE – Pochi giorni fa un uomo originario del barese, qualche settimana prima un ragazzo senegalese, entrambi detenuti nel carcere di Lecce, entrambi hanno deciso di togliersi la vita. Una situazione allarmante che riflette le condizioni sempre più al limite all’interno anche dell’istituto di Borgo San Nicola Condizioni drammatiche rimarca l’avvocato Davide Piccirillo di Antigone Puglia, al termine dell’ultima ispezione nel reparto precauzionale e nell’infermeria.
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È notte fonda. Mentre il compagno di cella dorme, un detenuto costruisce un cappio rudimentale con un lenzuolo e lo usa per togliersi la vita. Succede a Lecce, una manciata di giorni fa, protagonista un uomo originario del barese che scontava la sua pena nel carcere di Borgo San Nicola. Sabato mattina, alle 10, le volontarie e i volontari del penitenziario hanno organizzato un sit-in davanti ai cancelli dell’istituto.
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Un detenuto di origini baresi è morto dopo essersi impiccato con un lenzuolo nel carcere di Lecce. Ne dà notizia Federico Pilagatti, segretario del Sindacato della polizia penitenziaria (Sappe). Il dramma Il detenuto si è tolto la vita - spiega Pilagatti - «mentre il compagno di stanza dormiva» ed era in servizio «un solo poliziotto addetto all'intera sezione anziché due», come previsto quando bisogna gestire detenuti particolari.
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In pochi giorni due suicidi nel carcere di Lecce. L'allarme sulla situazione arriva dal Sappe, il sindacato autonomo polizia penitenziaria. «Abbiamo inviato un'accorata lettera alle massime autorità politiche ed amministrative del territorio per chiedere un aiuto per il carcere di Lecce che sta vivendo il momento più drammatico e critico della sua storia, a causa del sovraffollamento dei detenuti che ha superato i 1400 ristretti, di cui molti…
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