Se Biden, fin dall’insediamento, aveva fatto della sua relazione sentimentale con la vecchia Europa un tratto fondativo della sua presidenza, con Harris sarà il contrario: rappresentante di un’America nuova, multietnica, che affonda le sue radici in un altrove rimasto per decenni in secondo piano, la candidata del Partito democratico segna a suo modo un cambio di passo che non può e non deve cogliere l’Unione Europea di sorpresa.
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New York — Nel settembre del 1970 «c’era una bambina in California che faceva parte della seconda classe coinvolta nell’integrazione delle scuole pubbliche. Veniva portata in aula con l’autobus ogni giorno. Quella bambina ero io». Questa frase, pronunciata da Kamala Harris durante un dibattito del 2019 nelle primarie democratiche, aveva rappresentato l’attacco più drammatico contro Joe Biden, qua…
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L’ingresso della vicepresidente Kamala Harris nella corsa alla presidenza, il mese scorso, ha fatto lievitare la raccolta fondi dei democratici. A luglio le campagne per l’elezione di Biden e Harris, messe assieme, hanno raccolto più del quadruplo rispetto a quella di Donald Trump e hanno cancellato il divario in termini di denaro rispetto all’ex presidente. E i democratici dicono che i gruppi che sostengono Harris hanno raccolto più di 500…
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Nel 2008 gli americani fecero storia eleggendo Barack Obama, il primo afro-americano a presidente. Adesso con la nomination di Kamala Harris gli Usa hanno l’opportunità di confermare il progresso fatto con Obama ma anche di ampliarlo. La Harris, se eletta a novembre, diverrebbe non solo la seconda afro-americana con radici asiatiche ad accedere alla Casa Bianca ma riempirebbe un’altra lacuna―la prima donna ad essere eletta nel Paese più importante e potente.
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Ma: e se facessimo un po’ di debunking, preso atto di tutto questo rebranding? Ovvero: dobbiamo per forza di cose aderire anche fanaticamente alla gigantesca operazione di marketing che lo staff di Kamala Harris è stato incaricato di intraprendere all’indomani del ritiro di Joe Biden con l’obiettivo di rendere “appealing” (dal punto di vista politico) quella che fino a ieri era stata definita come la vicepresidente più incolore nella storia degli Stati Uniti, così da invogliare gli americani che a novembre si…
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È l’estate della cortesia pentita. L’estate brat, che significa monella, ragazza impertinente, e demure, che invece significa modesta, compita. Sbraco e continenza. Due opposti che, anziché annullarsi, respingersi o attrarsi, ambiscono a fare decisamente di meglio: collaborare. È un nuovo capitolo della fluidità, l’attributo che finalmente ci consente di riconoscere e tutelare la mutevolezza dell’identità anche quando diventa contraddittoria.
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Prima vice presidente donna alla Casa Bianca. Prima donna di colore eletta procuratore distrettuale della California. Prima donna di colore eletta procuratore distrettuale della California. Prima senatrice di origine indiana e ora a un passo dal diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti. Le barriere per lei sembrano fatte per essere abbattute, ma se diventasse la guida dell’America, altro che tetto di cristallo.
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La grande notte di Kamala Harris: "Andremo oltre l'amarezza di Trump" Dal desiderio di rafforzare la classe media alla situazione in Medio Oriente. La candidata democratica ha chiuso la convention di Chicago promettendo di voler essere la presidente di tutti gli americani e lanciando il guanto di sfida a Donald Trump
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Dopo il successo travolgente di Chicago, per Kamala Harris inizia una nuova, decisiva fase nella corsa verso la Casa Bianca. La vicepresidente americana cerca di sfruttare lo slancio della Convention democratica, il vantaggio nei sondaggi e il fiume di donazioni raccolte da quando è scesa in campo, ma allo stesso tempo deve concentrarsi sulla concretezza, soprattutto in vista del dibattito televisivo del 10 settembre contro Donald Trump
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La vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris è tornata a Washington dopo aver accettato formalmente di essere la candidata democratica alla presidenza durante la convention nazionale del partito a Chicago. E' scesa dall'aereo accompagnata dal marito Doug Emhoff.
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Non solo sulle donazioni, ma anche in audience tv Kamala Harris batte Donald Trump. Il suo discorso di accettazione della nomination ha attirato una media di 28,9 milioni di spettatori sulla televisione via cavo, secondo i dati Nielsen, circa 500.000 spettatori in più rispetto a quelli sintonizzatisi per ascoltare l’ex presidente alla convention repubblicana. Il confronto con la convention repubblicana Secondo le stime, oltre 26 milioni di spettatori hanno guardato la quarta serata di programmazione della convention in generale…
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I media italiani si sono accodati alla retorica d’oltre Atlantico, magnificando Kamala Harris con toni estasiati. Sul piano della realtà, tuttavia, l’agenda della candidata non ha nulla di rassicurante per l’Occidente.Con la Convention di Chicago che ha «incoronato» Kamala Harris è rinato in Italia ...
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New York Kamala Harris promette di essere una «presidente per tutti gli americani», che non anteporrà mai il partito o gli interessi personali a quelli della Nazione. La candidata democratica, accettando la nomination dal palco della Convention di Chicago tra il pubblico in delirio, lancia un appello esplicito agli elettori indipendenti e ai repubblicani contrari a Donald Trump. «Sarò una presidente che ci unisce attorno alle nostre più alte aspirazioni, che guida e ascolta, che è realista, pratica, che ha buon…
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Non fatevi ingannare dal chiasso euforico in arrivo da Chicago. Kamala Harris non ha ancora vinto le elezioni. È vero, giovedì sera, a chiusura di una settimana di allegria ed entusiasmo alla Convention democratica, ha fatto il discorso della sua vita. È vero, Michelle Obama è stata fantastica e suo marito Barack – a prescindere da quello che pensate di come gestì la Primavera araba – oggi cont…
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Che cosa resta della convention di Chicago? I centomila palloncini rossi, bianchi e blu che il mattino di venerdì coprono la platea e gli spalti dell’United Center raccontano di una nottata di colori, musica ed euforia, l’ultima notte del grande raduno democratico, culminata nel discorso di accettazione della nomination da parte di Kamala Harris. Abel López, addetto della squadra di pulizia, è fiero di mostrarsi in una foto in cui, armato di un ago, buca uno per uno i palloncini.
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Passata la paura, potremmo dire l’autentico terrore, per una sconfitta che solo un mese fa sembrava certa, con il declinante Biden costretto a fare i conti con le incertezze e i malanni provocati dall’età e il combattente Trump, scampato a un attentato, che incitava la folla dei suoi sostenitori a combattere fino alla fine, ecco che alla Convention di Chicago i democratici hanno celebrato la propria resurrezione.
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Il clou arriva quando da un altoparlante è stato chiesto a 50mila persone - i delegati ufficiali che sono 4.700, più i sostenitori - di rimanere perfettamente immobili per scattare la foto ufficiale della Convention democratica con una macchina fotografica “vecchia di cent’anni, e con l’obiettivo molto sensibile”, e un intero stadio l’ha fatto per davvero. Tutti i media del mondo hanno raccontato un partito democratico riunificato per davvero a Chicago per l’investitura ufficiale di Kamala…
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Prima di prendere la parola per accettare ufficialmente la candidatura democratica nella corsa alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, Kamala Harris si è posta un obiettivo ben preciso: Quello di convincere gli americani che la sfida per la Casa Bianca inizi soltanto ora, giunti ultimo chilometro della campagna elettorale. Ora, giunti al termine di una convention che aveva l’obiettivo preciso e immancabile di sostituire chirurgicamente la campagna elettorale portata avanti fino ad oggi – al prezzo di…
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Kamala Harris Moglie, figlia, donna, procuratrice, vicepresidente, presidente. Kamala Harris si è presentata ai delegati Democratici all’America e al mondo in questo ordine: il ringraziamento al marito Doug come prima tappa di un discorso che ha declinato la sua biografia in chiave elettorale, una grande storia americana, una risposta a Donald Trump che l’aveva accusata di scegliere la propria identità in modo tattico (prima indiana, poi afroamericana).
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Con il suo discorso di accettazione della nomination alla convention di Chicago, che ha concluso la convention di Chicago, Kamala ha portato a compimento un'operazione straordinaria, quella che gli esperti di marketing potrebbero forse definire un rebranding la ridefinizione dell'immagine di un prodotto sul mercato. Ha reinventato sé stessa. Ha detto delle cose davvero poco banali o addirittura clamorose.
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Con l'acclamazione di Kamala Harris nella serata del 22 agosto, si è conclusa ufficialmente la convention dei Democratici a Chicago. Il partito democratico degli Stati Uniti ha così scelto ufficialmente la sua candidata per le elezioni presidenziali il prossimo novembre che, anche se non c'erano dubbi a riguardo, era proprio Harris. Dallo scorso lunedì hanno sfilato sul palco i pezzi grossi del partito, a partire dallo stesso presidente (ed…
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