Egregio Direttore, tra i titoli dedicati alla caduta del regime siriano trovo anche questo: « Damasco in mano ai jihadisti, il regime di Assad è finito... Le forze ribelli in Siria hanno annunciato, il popolo siriano libero ha rovesciato il regime di Bashar Al Assad». Penso che ne siamo tutti contenti di questo evento, inaspettato e fin troppo facile come avvenuto, senza alcuna reazione da parte delle forze…
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L’imprevedibile caduta di Bashar al-Assad e l’inerzia dell’Europa La caduta improvvisa del regime di Bashar al-Assad l’8 dicembre 2024 è un evento che non solo sconvolge il panorama geopolitico mediorientale, ma evidenzia una carenza endemica nella capacità di previsione delle classi dirigenti e degli esperti internazionali. Il rapido avanzare del gruppo Hayat Tahrir al-Cham (HTC), che in undici giorni ha conquistato Damasco e messo fine a 50 anni di regime del partito…
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Il termine Levante, che deriva dalla parola francese lever, si riferisce alla regione orientale del Mediterraneo dove il Sole sorge ogni giorno. Viene comunemente usato per descrivere un'area che comprende Libano, Israele/Palestina, Siria, Turchia e Giordania. Stati che nel tempo hanno vissuto insieme periodi di fioriture sociali e culturali e poi periodi - apparentemente infiniti - di conflitti mortali.
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Cautela, dialogo e pragmatismo. Sono queste le tre linee strategiche sulle quali si stanno muovendo e si muoveranno nei prossimi giorni, con tutta probabilità, gli attori regionali che sono risultati sconfitti dopo la caduta del regime siriano di Bashar Al-Assad, per mano dei ribelli del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (Hts), sostenuti dall'esercito siriano libero (Fsa). L’Iran…
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Con la fine del regime di Bashar al-Assad, la nuova realtà siriana potrebbe rivelarsi vantaggiosa per alcuni attori, ma dannosa per altri PUBBLICITÀ Probabilmente, pochi avevano previsto ciò che stava per accadere a Damasco. Non più di due settimane fa, i ribelli di Hayat Tahrir al-Sham (Hts), che si oppongono al regime di Bashar al-Assad, hanno ottenuto in Siria successi che non si vedevano dallo scoppio della guerra civile nel 2011
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Roma, 9 dic. – All’indomani della caduta di Damasco e della rocambolesca fuga di Bashar al Assad a Mosca, la Siria “liberata” dalle forze antigovernative si interroga già sul suo futuro. Ed è in buona compagnia. Tutte le principali cancellerie europee e internazionali sono al lavoro perché la transizione dei poteri sia quanto più rapida, lineare e pacifica possibile. La parola d’ordine è “evitare il caos” in un Paese dilaniato da anni di guerra civile e facilmente penetrabile da chi intenda…
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Con un'operazione lampo gli jihadisti del gruppo Hayat Tahrir al Sham (Hts) hanno preso Damasco e spodestato il presidente Bashar al-Assad. I ribelli, dopo aver conquistato Aleppo, Hama e Homs, sono entrati nella capitale siriana, al culmine di un'offensiva che quasi non ha incontrato resistenza da parte dell'esercito regolare siriano. Assad intanto aveva già abbandonato il Paese per rifugiarsi in Russia, dove Vladimir Putin gli ha concesso asilo politico
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In arrivo una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Dalla Russia all’Iran, dagli Stati Uniti alla Turchia e Israele, sono diverse le Nazioni in qualche modo presenti e interessate agli sviluppi nel Paese
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Il mondo è cambiato con la caduta di Assad, non solo il Medioriente. La ragione sta in un subitaneo crollo delle tessere del domino dell’asse del Male l’una sull’altra, in un movimento continuo che arriva a toccare Mosca, chiede risposte dall’Occidente, dal lontano Oriente, dall’Africa. I malvagi uno a uno perdono, e allora forse non è tempo di cambiare strategia, di puntare alto, un po’ per tutti? I leader degli assassini, i terroristi di Hamas (come Sinwar) e di Hezbollah, (come…
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