Nei giorni di COP30, mentre a Belém si discute del futuro del pianeta, c’è un’altra “conferenza” che non si ferma mai: quella dei grandi player dell’intelligenza artificiale. Da una parte, negoziati multilaterali lenti, faticosi, messi in discussione da analisti che definiscono sempre più “irrilevanti” i summit Onu sul clima di fronte alla corsa all’AI. Dall’altra, migliaia di miliardi di dollari pronti a essere investiti in data center, modelli generativi, infrastrutture digitali che…
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Mentre il mondo e i migliori analisti si chiedono se stiamo vivendo una bolla generata da AI pronta a scoppiare, il mercato e la finanza dell’intelligenza artificiale non si fermano: per Nvidia la crescita esponenziale di AI significa produrre abbastanza GPU per soddisfare una domanda che sembra tendere all’infinito, invece Microsoft rileva che attualmente il vero limite di AI non sono le GPU, e nemmeno data center e server, bensì l’elettricità.
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Quando si parla di intelligenza artificiale, "il problema maggiore che stiamo affrontando oggi non è un eccesso di calcolo, ma l'energia". Lo ha detto Satya Nadella, ad di Microsoft, nel corso di un'intervista al podcast americano Bg2 Pod, insieme a Sam Altman di OpenAI. Nadella ha sottolineato la necessità delle big tech di concentrarsi su come ridurre i costi di gestione dell'intelligenza artificiale.
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L'intelligenza artificiale sta divorando energia elettrica a ritmi insostenibili, tanto che persino i colossi tecnologici faticano a tenere il passo. Durante un'intervista congiunta con Sam Altman di OpenAI, il CEO di Microsoft Satya Nadella ha rivelato un paradosso preoccupante: l'azienda possiede processori grafici destinati all'intelligenza artificiale che giacciono inutilizzati nei magazzini, non per mancanza di domanda, ma perché non c'è abbastanza energia elettrica per alimentarli.
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