La frenesia dei mercati non deve provocare panico Mi sembra che il mercato stia dicendo "crisi", ma non sono sicuro che ci sia una crisi vera e propria. Il rischio, come sempre, è che questo tipo di previsioni possa auto-avverarsi. Il commento di Sébastien Page, CIO e Head of Global Multi-Asset, T. Rowe Price La volatilità del mercato è aumentata durante la sessione di trading di lunedì 5 agosto. La debolezza dei mercati azionari asiatici, caratterizzata da un calo di oltre il 12% dell’indice giapponese Nikkei…
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Chi è stato colto dall'uragano dei giorni scorsi con posizioni a leva è contento di essere ancora vivo e non ha bisogno che gli si raccomandi prudenza nelle prossime settimane. Ha avuto un'esperienza di quasi morte e non ha voglia di riprovarci, almeno subito.Chi ha bisogno di prudenza, ora, è il compratore automatico su ribasso, quello che dà per scontato che siamo in un bull market cosmico e per il quale qualsiasi discesa è un'ovvia occasione di acquisto.
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Il listino giapponese ha registrato il più grande drawdown della durata di 3 giorni nella storia dei mercati. Cosa è successo e cosa ci stanno dicendo i mercati? Ribassi di mercato di questa portata sono tipicamente associati a eventi economici importanti e inaspettati, come ad esempio il crollo di Lehman Brothers, il terremoto e maremoto del Tōhoku, la crisi legata alla pandemia e così via. In questo caso, più che di un iceberg economico inatteso, sembrerebbe si tratti di un effetto farfalla caratterizzato da complicate…
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Tokyo Nikkei 225 Euro contro la valuta nipponica Euro nei confronti della divisa cinese Euro contro il Dollaro hongkonghese obbligazione decennale giapponese titolo di Stato decennale cinese Sessione debole per il listino di, sulla scia del finale in calo registrato a Wall Street e dopo che la Banca del Giappone ha prospettato un ulteriore stretta monetaria.L'indice giapponesechiude con un calo dello 0,65%, mentre al contrario, Shenzhen procede a piccoli passi, avanzando dello 0,28%.
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Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi – L’eccezionale aumento del debito pubblico e privato a livello globale, in particolare negli Stati Uniti, è un’ovvia causa d’instabilità dei mercati internazionali. Se a ciò si aggiungono i rischi di guerra, allora le fibrillazioni finanziarie sono e saranno all’ordine del giorno. Le tensioni, annunciate nelle settimane scorse sono esplose da est a ovest, stanno colpendo tutte le borse.
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Gestore di portafoglio azionario di Capital Group - ha commentato lo scivolone subito dalle principali piazze finanziarie internazionali nelle scorse sedute. Secondo l'esperto, abbiamo assistito a un periodo di iperconcentrazione in cui il mercato suggeriva che solo poche società meritavano di essere scambiate a multipli più elevati. A suo avviso, gli investitori erano infatti molto focalizzati sui temi.
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Cos’è il carry trade e perché il rilancio dello yen è tra le cause principali del sell-off azionario
Archiviata una seduta all’insegna del rosso, la peggiore dal ‘Black Monday’ del 1987, oggi la Borsa di Tokyo è risalita. Il Nikkei ha infatti chiuso in rialzo del 10,23% a 36.675,46 punti, facendo registrare così la sua più grande impennata della storia in una singola seduta. Un risposta positiva che però non sta coinvolgendo gli altri principali indici mondiali, che viaggiano sulla parità o in terreno negativo.
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Ieri è stata la peggior seduta dal 1987 a oggi per l’indice Nikkei in Giappone, con un crollo del 12%. Oggi, martedì 6 agosto, la borsa di Tokyo recupera all’incirca il 10%, facendo segnare invece la miglior seduta da 34 anni a questa parte. È la prova che, come spiegato anche da HuffPost, quanto visto in questi giorni non è esattamente la “tempesta perfetta” paventata da alcuni analisti, ma piuttosto una “correzione…
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Finlabo Non è una semplice correzione estiva, ma qualcosa che ricorda la crisi delle “dotcom” dell’inizio del millennio, avverte Alessandro Guzzini, fondatore e ceo della società di investimenti Finlabo Sim e presidente della sezione di Macerata dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti. Bastano i cattivi dati sul lavoro negli Stati Uniti a giustificare questi crolli delle Borse? I numeri diffusi venerdì scorso da Washington, con la contrazione dei nuovi posti di lavoro e l’aumento della disoccupazione, sono stati…
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Il lunedì nero delle borse mondiali, ieri, è iniziato con il crollo della Borsa di Tokyo sui timori di una imminente recessione Usa, e la rivalutazione dello yen: -12,4%, la maggiore flessione giornaliera di sempre. Oggi in apertura delle contrattazioni il rimbalzo, con un +8% dell'indice Nikkei. Male anche le piazze europee, con un nuovo tonfo di Piazza Affari che chiude a -2,27% e brucia altri 15 miliardi, che portano a quasi 55 miliardi le perdite in tre sedute.
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Abbiamo assistito a un aumento significativo della volatilità del mercato azionario e vogliamo contestualizzare i recenti movimenti. La situazione attuale Gli investitori globali si dimostrano preoccupati per la salute dell’economia statunitense in seguito alla pubblicazione di alcuni dati più deboli del previsto. Giovedì scorso è stato pubblicato il sondaggio ISM sul settore manifatturiero, e venerdì il Bureau of Labor Statistics ha condiviso il suo rapporto mensile sull’occupazione.
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(in fase di scrittura) A Wall Street il Nasdaq Composite scivola in fase di correzione, mentre in Asia l’azionario assiste all’ennesimo tonfo della borsa di Tokyo, che vede l’indice Nikkei 225 a chiudere con un tonfo del 12%, così come il listino Topix. Il trend ribassista, in una situazione caratterizzata dalla forte volatilità dei mercati tipica dell’estate, acuita dal timore improvviso che l’economia Usa rischi la recessione, va…
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