“Il 30 agosto lo avevamo promesso, bloccheremo tutto, faremo gli scioperi generali, arriveremo allo sciopero internazionale” dichiarano i portuali genovesi all’indomani dello sciopero di ieri 6 febbraio. E così è stato: “Oggi è stata una giornata importante, tra i 25/30 porti sono stati interessati a questa mobilitazione internazionale”. Sono state infatti numerose le navi cariche di armamenti che ieri sono state bloccate dallo sciopero dei portuali.
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"I portuali non lavorano per le guerre". Il messaggio in uno striscione che contiene il senso della manifestazione, tra bandiere e fumogeni rossi, ad Ancona per lo sciopero internazionale dei porti convocato dall'Unione sindacale di base (Usb) e dall'Unione portuali autonomi dorici (Upad). "Oggi è uno sciopero che coinvolge tante realtà portuali in Italia e non solo. dice all'ANSA un attivista dell'Upad - L'economia di guerra leva i soldi ai cittadini, al welfare e alla sanità.
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«Fuori le armi dalla Sardegna» è il grido che si è levato questo pomeriggio da via Roma, dove circa 150 persone tra sindacati e attivisti si sono ritrovati in occasione della giornata internazionale di sciopero dei portuali contro il trasporto di armi e le guerre. Una mobilitazione che ha coinvolto porti in tutta Europa e negli Stati Uniti, ma che a Cagliari ha assunto una forma diversa: qui le banchine non si sono fermate, mentre la protesta si è spostata in piazza.
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