Siani, 40 anni fa l’omicidio del cronista. Mattarella: “L’assassinio dei giornalisti è un assassinio delle nostre libertà” Il presidente della Repubblica: "La sua testimonianza vive nella società che rifiuta l'oppressione delle mafie" ROMA – “Giancarlo Siani venne barbaramente ucciso da killer della camorra perché aveva acceso la luce sulle attività criminali dei clan, svelato i loro conflitti interni…
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto ricordare in una dichiarazione il giornalista Giancarlo Siani, "barbaramente ucciso da killer della camorra perché aveva acceso la luce sulle attività criminali dei clan, svelato i loro conflitti interni, le viltà che li caratterizzano". "Ricordare il sacrificio della vita di Siani - ha proseguito Mattarella - porta inevitabilmente alla mente i numerosi giornalisti morti perché colpevoli di testimoniare la verità, di…
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Quarant'anni dopo il suo assassinio, la memoria di Giancarlo Siani è più viva che mai, e il 23 settembre, anniversario della sua tragica fine, partono una miriade di iniziative per ricordarne la figura, la storia, i valori umani e professionali. Nel servizio le interviste a Ottavio Lucarelli, presidente OdG Campania e a Paolo Siani, fratello di Giancarlo.
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"Giancarlo Siani venne barbaramente ucciso da killer della camorra perché aveva acceso la luce sulle attività criminali dei clan, svelato i loro conflitti interni, le viltà che li caratterizzano. Sono trascorsi quarant’anni da quell’agguato. La sua testimonianza vive nella società che rifiuta l’oppressione delle mafie e dei gruppi di criminalità organizzata e tra i suoi colleghi giornalisti fedeli all’etica della professione e impegnati ogni giorno in una…
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Oggi ricorre il quarantennale dell'omidicio del giovane cronista del Mattino, parla la preside Nora Rizzi che nel 1993 riuscì a dare il suo nome alla scuola media di Gragnano. Era la prima volta. "Per questo anche io fui intimidita e malmenata". Nora Rizzi è una signora di quasi 83 anni che vive a Sorrento. Nel 1993 fu la preside che chiese ed ottenne di intitolare la propria scuola a Giancarlo Siani
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Siani, Fico: “Ricoridamo impegno e passione civile, la lotta alle mafie deve vederci in prima linea”
Lo striscione della pace portato dagli studenti degli istituti Siani e del Vico sfila in testa al corteo per la tradizionale deposizione della corona di fiori in memoria di Giancarlo Siani, il cronista assassinato dalla camorra quarant'anni fa, il 23 settembre 1985, per i suoi articoli e le sue inchieste di denuncia. "In questa giornata importante per ricordare un giornalista simbolo della libert…
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Avrei imbarazzo e un’emozione di profonda vergogna se oggi incontrassi Giancarlo Siani, cronista, 26 anni per sempre, ucciso 40 anni fa da un gruppo di fuoco di un clan della camorra affiliato a Cosa Nostra. Un omicidio di mafia camorrista per fermare un cronista che riusciva a mettere insieme le tessere, ricomporre i puzzle e raccontare la metamorfosi del potere. Ancora oggi rileggendo i suoi articoli, non solo quelli che trattano vicende di camorra e cronaca nera, sembra esista un…
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Oggi nessuno ucciderebbe Giancarlo Siani. Non sarebbe necessario, perché ormai il potere – che sia politico, economico o criminale - è del tutto indifferente agli strali del buon giornalismo. Potrà sembrare una considerazione cupa ma è la cruda verità dei fatti. Volete un esempio? «Report», la trasmissione Rai condotta da Sigfrido Ranucci, racconta con varie testimonianze le controverse scelte imprenditoriali di Daniela Santanchè, attuale ministro del Turismo, durante l’emergenza Covid.
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Ho sempre pensato alle vittime innocenti delle mafie come dei semi sparsi nel grande Giardino del Cielo. Storie di dolore e di violenza e di soprusi, certo, ma lacrime che non sono state versate invano e ferite che si sono trasformate in feritoie attraverso le quali si vedono nonostante tutto i crepuscoli di rinascite sociali e di riscatti comunitari. Ho sempre pensato che in quel grande Giardino c'è un angolo riservato ai semi sotterrati "in odium veritatis".
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«Era bello tornare a casa a quell’ora con la musica. La radio stava tramettendo una canzone di Vasco Rossi. Quella sera a Napoli c’era il suo concerto e ci sarei dovuto anche andare. Certo, se avessi saputo che fra cinque minuti mi avrebbero ammazzato, forse non avrei ascoltato quella canzone. Chissà». Il 23 settembre 1985, 40 anni fa, il giornalista de Il Mattino Giancarlo Siani veniva ucciso dalla camorra
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Il 23 settembre del 1985 la camorra uccise in un agguato sotto casa a Napoli il giovane corrispondente del Mattino. Aveva 26 anni. Per ricordarlo, la sua macchina da scrivere Olivetti M80 - con la quale realizzò oltre 650 tra articoli e inchieste dal 1979 al 1985 - sarà portata in giro per l'Italia ascolta articolo Sono passati quarant'anni dalla notte in cui un giovane e talentuoso cronista del Mattino venne ucciso dalla camorra a soli 26 anni: il suo nome era Giancarlo Siani e…
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Quarant’anni non bastano a spegnere la voce di chi ha raccontato la verità con coraggio. Giancarlo Siani, cronista napoletano ucciso dalla camorra a soli 26 anni il 23 settembre 1985, continua a "parlare", a ispirare e a ricordare quanto sia importante il giornalismo libero e coraggioso. La sua penna affrontava le ingiustizie del Sud, denunciava…
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Giancarlo Siani è il simbolo di una generazione di giornalisti italiani che fa questo mestiere per passione e cerca la verità a prescindere dai rischi. È un faro per tutti. Il suo giornalismo di inchiesta mette a nudo la Napoli del malaffare di quarant’anni fa, esprime il rigore della denuncia e lo paga con la vita eliminata da una brutalità assassina. Oggi il suo lavoro prezioso parla al Paese intero e rappresenta una lezione per il futuro.
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Con l’inaugurazione del murale di comunità, Arnara ha concluso un percorso intenso di eventi che, tra agosto e settembre, ha saputo unire cultura, arte, musica, volontariato e partecipazione civica. La manifestazione “Due Giorni all’Ombra del Castello”, svoltasi l’8 e 9 agosto, ha riportato la vita collettiva nel cuore del borgo con giochi, incontri letterari, concerti e momenti di condivisione, raccogliendo una grande partecipazione da parte di cittadini e visitatori.
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Bruxelles – Un quarto di secolo a casa con i genitori, poi addio, verso una vita autonoma. Secondo i dati Eurostat i giovani europei si allontanano dal nido materno solo dopo aver compiuto 26 anni. Nell’Unione, però, non è per tutti la stessa cosa. Al sud del continente si salutano i genitori più tardi, intorno ai 30 anni, mentre in Scandinavia già a 22 si è “vecchi” per stare con loro. E le ragioni economiche hanno un peso determinante.
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