Non è un fulmine a ciel sereno. Mi riferisco alla più che significativa condanna di Google da parte del giudice americano dal nome evocativo di Amit Metha. Ha compiuto quattro anni di indagini e nella sua sentenza, un volume di quasi 300 pagine, ha scritto una definizione inequivocabile: Google è un monopolista. Punto. Ma appunto non è un fulmine a ciel e sereno...
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Questa settimana, un tribunale federale ha stabilito che l’accordo tra Google e Apple, che rende Google il motore di ricerca predefinito sui dispositivi Apple, viola le leggi antitrust. Sebbene il colosso della ricerca abbia annunciato l’intenzione di appellarsi, questa decisione potrebbe significare la fine di un accordo pluriennale che ha fruttato miliardi di dollari a entrambe le aziende. Advertising Da anni, Google versa somme enormi ad Apple per assicurarsi di essere il motore di ricerca…
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Quella fra Bill Gates e Steve Jobs è una delle rivalità storiche della Silicon Valley: il primo ha fondato Microsoft nel 1975 insieme con Paul Allen, il secondo ha fondato Apple nel 1976 insieme con Steve Wozniak e per la successiva ventina d'anni i due si sono affrontati professionalmente e confrontati senza esclusione di colpi, con accuse di plagio, discussioni a distanza e temporanei riavvicinamenti che però non hanno mai davvero colmato la distanza che li separava.
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Mi rendo conto che non è elegantissimo esordire un articolo rivendicando uno stentoreo «l’avevamo detto!». Eppure questa punta di vanità sembra concessa date le eccezionali circostanze della vicenda, ossia la clamorosa sentenza sul caso Google appena pubblicata. Che, come avevano predetto il sottoscritto e Guido Stazi nel saggio del 2021...
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Un accordo miliardario sul quale potrebbe presto calare il sipario. La redditizia intesa tra Apple e Google che rende il motore di ricerca della seconda quello predefinito sui dispositivi della prima potrebbe essere in pericolo dopo che un giudice statunitense ha stabilito che il gigante della ricerca di proprietà di Alphabet gestisce un monopolio illegale. Come sottolinea l'agenzia Reuters, questa decisione potrebbe infatti portare a cambiamenti significativi nel…
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FILADELFIA. Google annuncia che ricorrerà in appello contro la sentenza del giudice distrettuale Amit Mehta che lunedì ha affermato che il colosso di Mountain View ha speso decine di miliardi di dollari per assicurarsi una posizione dominante nel mercato dei motori di ricerca su smartphone e browser. La battaglia non solo non è finita ma ha tutte le sembianze di essere un momento di passaggio in …
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“Dalle evidenze accertate in questo procedimento potrebbero scaturire altre grane per Google. Questa sentenza potrebbe costituire la base per altri interventi di regolazione delle Big Tech, anche in Europa”. L’imprenditore e informatico Stefano Quintarelli commenta la sentenza storica emessa contro Mountain View, prospettando conseguenze future: questa decisione potrebbe dare vita a nuove regolamentazioni per Google, Apple e soci, anche fuori dagli…
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La battaglia Antitrust di Google «non è finita» con la storica sentenza del giudice distrettuale americano Amit Mehta che ieri sera ha affermato che il colosso di Mountain View «ha violato la Sezione 2 dello Sherman Act» spendendo decine di miliardi di dollari per assicurarsi una posizione dominante come fornitore di ricerca predefinito a livello mondiale su smartphone e browser web. Ora si guarda alla «fase successiva che sarà altrettanto significativa».
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Condividi questo articolo La sentenza sulla posizione dominante di Google nel settore delle ricerche è stata la prima decisione antitrust dell’era moderna di Internet in un caso contro un gigante della tecnologia. Google ha agito illegalmente per mantenere il monopolio nella ricerca online, così ha stabilito lunedì un giudice federale: una decisione storica che colpisce il potere dei giganti della tecnologia nell’era moderna di…
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