Subire un attacco informatico oggi non significa soltanto dover affrontare un problema tecnico, ma può incidere anche sul rapporto con le banche e sull’accesso al credito. Secondo un documento pubblicato il 19 gennaio dalla Banca d’Italia, il rischio cyber di un’azienda sta entrando a pieno titolo nella valutazione del merito creditizio. In altre parole, la capacità di un’impresa di proteggersi dagli attacchi informatici e di gestirne le conseguenze può incidere sulla…
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Subisci un attacco informatico? Macchine ferme, persone in cassa integrazione, ricavi sfumati, danno reputazionale con i clienti. In più, come se tutto questo non bastasse già, diventi per le banche un potenziale cattivo pagatore. Potrebbero chiederti interessi più alti per i prestiti o negare quel prestito così necessario per rinnovare gli impianti, ad esempio. È lo scenario verso cui l’Italia …
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La Banca d’Italia ha pubblicato uno studio innovativo che quantifica la vulnerabilità al rischio cibernetico delle imprese non finanziarie italiane attraverso un indicatore costruito con tecniche avanzate di intelligenza artificiale. Il lavoro, parte della collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento”, analizza un campione ampio ed eterogeneo di società utilizzando elaborazione del linguaggio naturale applicata a bilanci aziendali, notizie di stampa e rapporti…
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Per anni il rischio cibernetico è rimasto confinato nei capitoli “IT” o “operativi” dei documenti aziendali. Un incidente informatico era considerato un problema tecnico, da risolvere con patch, backup e consulenti specializzati. Oggi quel confine salta. La Banca d’Italia ha fissato il cambio di paradigma in un testo pubblicato il 19 gennaio: il cyber risk è un fattore strutturale di rischio di credito e può – anzi deve – entrare nei modelli con cui le banche valutano l’affidabilità delle…
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Banca d’Italia, ha pubblicato lo studio n. 75 di gennaio 2026, per la collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento“, incentrato sull’inclusione del rischio cibernetico delle imprese non finanziarie nella valutazione del merito creditizio delle banche. Il lavoro, in particolare, propone un indicatore di vulnerabilità al rischio cibernetico per le imprese non finanziarie italiane, costruito impiegando tecniche di elaborazione del linguaggio naturale e modelli avanzati di intelligenza…
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La crescente esposizione delle imprese italiane al rischio cibernetico pone una nuova sfida per le banche: integrare il cyber risk nelle valutazioni del merito creditizio. Una recente pubblicazione della Banca d’Italia propone quindi un indicatore di vulnerabilità cyber basato su AI e Large Language Model, capace di trasformare informazioni non strutturate in segnali quantitativi utili per il risk assessment.
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La Banca d'Italia pubblica oggi "Il rischio cibernetico delle imprese non finanziarie", il nuovo numero della collana "Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento". Il lavoro propone un indicatore di vulnerabilità al rischio cibernetico per le imprese non finanziarie italiane, costruito impiegando tecniche di elaborazione del linguaggio naturale e modelli avanzati di intelligenza artificiale applicati a bilanci, notizie di stampa e rapporti del settore della sicurezza cibernetica
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