C'era chi parlava di mediatore "improbabile". Eppure il Pakistan avrebbe passato messaggi, fatto da intermediario e sarebbe riuscito a portare al mondo una tregua tra Stati Uniti e Iran, annunciata dopo più di un mese di operazioni americane e israeliane che hanno martellato la Repubblica islamica e a cui Teheran non ha mancato di rispondere con obiettivi nei Paesi del Golfo nel mirino. Nelle ore precedenti l'annuncio, ricostruisce la Bbc, c'erano…
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Chi ha portato questa bizzarra tregua tra Washington e Teheran? Bizzarra perché assomiglia molto all'ennesima tattica TACO di Trump: minaccia totale, poi proroga, poi si vedrà. Non è stata la Nato, nemmeno l'Onu, non la sola Cina, figuriamoci la Turchia e neanche l'Egitto, anche se tutti hanno partecipato al coro. L'ha spinta, almeno per due settimane, il feldmaresciallo Syed Asim Munir Ahmed Sha…
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La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha fatto emergere un ospite inatteso nell'arena della diplomazia internazionale: il Pakistan. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Washington e Teheran hanno annunciato martedì sera una tregua di due settimane, a condizione della riapertura dello Stretto di Hormuz. Da venerdì, secondo il governo iraniano, i dettagli dell'accordo saranno discussi proprio nella capitale del "Paese dei puri", Islamabad
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Il cessate il fuoco che ha sospeso temporaneamente i combattimenti nella Terza guerra del Golfo è stato mediato con il ruolo decisivo del Pakistan, Paese che si candida con il risultato ottenuto a un ruolo di potenza regionale capace di azioni politiche profonde. In sponda con Turchia ed Egitto, Islamabad ha guidato una partita di mediazione cruciale per la sua stessa sicurezza e per quella regionale.
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Una Tregua Fragile Dopo Quaranta Giorni di Conflitto Dopo quaranta giorni di intensi scontri armati, una tregua fragile e significativa ha finalmente interrotto i bombardamenti americani e israeliani sull’Iran, così come le pesanti risposte iraniane in tutta l’Asia occidentale. L’accordo è stato raggiunto in extremis, a meno di un’ora e mezza dalla scadenza dell’ultimatum lanciato da Donald Trump, il quale aveva avvertito di possibili ritorsioni devastanti in mancanza di un accordo.
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