Agenzia Roma, 24 set. “Quella dei cinquemila euro chiesto ai migranti per pagarsi la libertà sa tanto di pizzo di Stato, questo si , richiamato a sproposito dalla Meloni qualche tempo fa. Una miseria politica che ci renderebbe pari agli scafisti: si paga per la libertà di scappare dalla distruzione del proprio paese, si paga per la libertà quando si arriva in italia. Di lager in lager , di mostruosità in mostruosità.
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I circa 5mila euro di cauzione richiesti dall'Italia ai migranti, attraverso un fondo di garanzia con fidejussione bancaria o una polizza assicurativa, non riguarderanno i profughi accompagnati nei Centri di permanenza per il rimpatrio. E nemmeno tutti gli altri stranieri irregolari, ma soltanto a coloro che provengono da Paesi considerati «sicuri», ovvero inseriti nella lista di quelle nazioni che rispondono agli…
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Per i richiedenti asilo arriva la "tassa sulla libertà": qualora non vogliano attendere nei centri preposti l’esito della loro domanda di protezione, dovranno fornire una cauzione di quasi 5 mila euro. "La cauzione – spiegano fonti del Viminale – non riguarda in alcun modo i soggetti trattenuti nei centri di permanenza e rimpatrio, i Cpr. La cauzione dei 4.938 euro riguarda esclusivamente i richiedenti asilo provenienti da ‘Paesi sicuri’ (come la Tunisia, l’Ucraina, la…
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Bisognerebbe riuscire a mettersi nella testa di chi l’ha pensata, una norma del genere. Cercare di capire quale deserto morale possa concepire un meccanismo di questo tipo: a un migrante che arriva in Italia chiedendo protezione umanitaria, in caso parta da uno di quei Paesi che noi consideriamo sicuri, lo Stato chiederà di scegliere se andare in un Cpr o se restare lib…
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Una “cauzione” da (quasi) cinquemila euro. Con la quale i migranti che provengono da un Paese considerato sicuro potranno evitare di essere trattenuti in uno dei nuovi centri previsti dal decreto Cutro, in attesa di un responso sulla loro richiesta d’asilo. La novità è contenuta in un decreto attuativo firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, e dai colleghi di Giustizia ed Economia Carlo Nordio e Giancarlo Giorgetti.
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Cinquemila euro per non finire in un Cpr. E’ la cifra che lo Stato Italiano chiede, quale garanzia finanziaria, ai migranti provenienti da “Paesi sicuri” e destinati a essere rinchiusi nei Centri di permanenza e rimpatrio in attesa del rapido esame della richiesta di asilo. Lo prevede l’ultimo decreto del Governo Meloni sulla gestione delle procedure accelerate di frontiera pubblicato in Gazzetta…
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