Da oltre trent’anni Benjamin Netanyahu recita ossessivamente lo stesso copione: l’Iran è sul punto di sviluppare un’arma nucleare, e il mondo – sotto la regia degli Stati Uniti – deve intervenire per fermarlo. Un disco rotto che ha accompagnato ripetute crisi internazionali, elezioni israeliane e operazioni militari, ma che, alla prova dei fatti, si è puntualmente infranto contro la mancanza di prove.
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Approfondimenti:
ROMA "L'Aiea ha informazioni secondo cui due impianti di produzione di centrifughe in Iran, l'officina Tesa di Karaj e il Centro di Ricerca di Teheran, sono stati colpiti. Entrambi i siti erano precedentemente sottoposti a monitoraggio e verifica da parte dell'Aiea nell'ambito del Jcpoa". Lo scrive l'agenzia Onu su X. "Nel sito di Teheran, è stato colpito un edificio dove venivano prodotti e testati rotori per centrifughe avanzate.
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Due impianti di produzione di centrifughe in Iran, un'officina a Karaj e il Centro di ricerca nucleare di Teheran, sono stati colpiti da attacchi israeliani. Lo ha scritto su X l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), precisando che nel sito di Teheran è stato colpito un edificio in cui venivano prodotti e testati rotori avanzati per centrifughe, mentre a Karaj sono stati distrutti due edifici in cui venivano prodotti componenti per centrifughe.
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"La situazione degli impianti nucleari è buona". Lo ha affermato il capo dell'Organizzazione iraniana per l'Energia Atomica, Mohammad Eslami, nel contesto del conflitto tra Iran e Israele e dei raid dello Stato ebraico contro i siti nucleari iraniani.
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Chissà se i superpagati opinionisti un tanto al chilo, “prezzemolini” nei talk show o al seguito di qualche ministro più ignorante di loro, avrà dato un’occhiata a questa mini-inchiesta dell’americanissima Cnn. Vi viene scritto più o men quello che anche da queste parti andiamo dicendo, grazie al contributo inestimabile di scienziati non asserviti che hanno messo le mani sul “dossier nucleare” iraniano.
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Ci sono stati "impatti diretti" sulla parte sotterranea del sito nucleare iraniano di Natanz durante gli attacchi di Israele. Lo ha reso noto l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. "Sulla base della continua analisi delle immagini satellitari ad alta risoluzione raccolte dopo gli attacchi di venerdì, l'Aiea ha identificato ulteriori elementi che indicano impatti diretti sulle sale di arricchimento sotterranee di Natanz", si legge in un comunicato diffuso dall'Agenzia.
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Israele ha colpito in profondità l'impianto di Natanz, uno dei pilastri del sistema nucleare dell'Iran. Esplosioni vengono segnalate a Isfahan, nel centro dell'Iran, dove si trova un centro di arricchimento dell'uranio. "Diverse esplosioni sono state avvertite a est e a nord di Isfahan e la difesa antiaerea è stata attivata per contrastare gli obiettivi ostili", ha riferito l'agenzia iraniana Mehr, nel mezzo del conflitto tra Israele e Iran.
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"Sulla base di analisi continue di immagini satellitari ad alta risoluzione raccolte dopo gli attacchi di venerdì" sull'Iran, "l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha individuato ulteriori elementi che indicano impatti diretti sulle sale di arricchimento sotterranee di Natanz". Lo riferisce la stessa Aiea su X, aggiungendo che non c'è "nessun cambiamento da segnalare a Isfahan e Fordow". .
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L’intelligence Usa sbugiarda Israele: “No, l’Iran non sta cercando di produrre armi nucleari” Lo riportano varie fonti alla CNN: "In ogni caso ci sarebbero voluti ancora almeno tre anni per essere in grado di farlo" Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – No, l’Iran non stava “attivamente” cercando di dotarsi di un’arma nucleare. E in ogni caso ci sarebbero voluti fino a tre anni ancora, prima di essere in grado di realizzarne una.
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Natanz è il fulcro dell'infrastruttura nucleare iraniana, il sito in cui è stata prodotta gran parte del combustibile a base di uranio. Qui ci sono alcune delle centrifughe più sofisticate I funzionari israeliani hanno descritto gli attacchi come un’operazione preventiva volta a paralizzare la capacità dell’Iran di costruire un’arma nucleare, a seguito di quella che hanno definito una forte e allarmante espansione dell’arricchimento…
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Ora, dice Donald Trump, “praticamente l’Iran è al tavolo dei negoziati” e “sarebbe pazzo a non firmare” un nuovo accordo sul nucleare. Ma un’intesa c’era già e stava funzionando. Lo ha certificato più volte nel corso degli anni l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Era il Joint Comprehensive Plan of Action, firmato nel 2015. Sottoponeva il programma nucleare iraniano a uno stringente programma di monitoraggio sull’arricchimento dell’uranio.
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Arpa Piemonte ha dato il via a un’attività di monitoraggio della radioattività dell’aria in tutta la regione. O meglio: ha aumentato la sensibilità delle apparecchiature di rilevamento, che si trovano nella stazione di Ivrea. Lo ha fatto dopo gli ultimi bombardamenti di Israele in Iran, che avrebbero colpito alcuni siti nucleari, in seguito ai quali potrebbero essere state rilasciate sostanze radioattive nell’aria.
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Al Mayadeen. La Russia convoca una seduta di emergenza dell’IAEA dopo gli attacchi israeliani agli impianti nucleari iraniani, mentre Grossi avverte che l’escalation militare mette a repentaglio gli sforzi globali di non proliferazione. Il rappresentante iraniano presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha dichiarato ad Al Mayadeen che il continuo impegno di Teheran verso il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) è subordinato all’evolversi…
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NEW YORK. L’operazione “Raising Lion”, iniziata da Israele la notte tra il 12 e il 13 giugno, ha l’obiettivo di «smantellare il programma di armamento atomico dell’Iran», colpendo siti nucleari, vertici militari e scienziati di rilevanza strategica. Secondo le forze di Difesa israeliane l’Iran era a un passo dal dotarsi della bomba nucleare, considerazione nata sulla base di un rapporto della Age…
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Bene fa chi ricorda, come ha fatto oggi Pietro Graglia su Huffpost, che un accordo capace di prevenire che la Repubblica Islamica si dotasse di un’arma atomica esisteva già e funzionava, ed è stata la prima amministrazione Trump ad abbandonarlo nel 2018, mentre Teheran lo stava rispettando. Su questo blog l’ho scritto più volte e in tutte le salse, nella convinzione che - come aveva compreso un’Europa molto più lungimirante di quanto non sia oggi – sciogliere il…
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