La crisi elettrica come anticamera della pressione americana. Cuba torna a essere ciò che è sempre stata nella geografia profonda del potere statunitense: non soltanto un’isola caraibica, ma una frontiera simbolica. A poca distanza dalla Florida, l’Avana rappresenta da oltre sessant’anni l’anomalia politica che Washington non ha mai davvero accettato. Oggi, però, quella anomalia appare più fragile che mai.
Leggi
Altre informazioni:
In questa edizione: Papa Leone in visita nella terra dei fuochi, Accordo Usa-Iran, resta il nodo del nucleare, Il governo proroga il taglio delle accise, Mattarella: "Capaci segnò la storia d'Italia", Space X, debutto positivo per il nuovo razzo, Serie A, pari tra Fiorentina e Atalanta La tua lista
Leggi
Ora la prigione e le basi navali di Guantánamo Bay dell’amministrazione americana potrebbero rappresentare la ragione per invadere l’isola, alla luce di alcune indiscrezioni fatte circolare: ovvero l’acquisto di 300 droni militari da parte del regime castrista. Su questo Trump ha messo in guardia: “Se attaccati, reagiremo”.
Leggi
Cuba è tornata al centro del dibattito internazionale: il blocco navale annunciato dall’amministrazione Trump, l’incriminazione di Raúl Castro, il parallelo che molti commentatori tracciano con la strategia adottata in Venezuela. Ma fra le analisi geopolitiche raramente trova spazio la voce di chi Cuba l’ha lasciata davvero. Sadiel Gonzalez è arrivato in Alto Adige da ragazzo, con un visto turistico e la decisione netta di non tornare indietro.
Leggi
È il fuoco dei manifestanti a illuminare le strade buie dell'Avana. Nella capitale cubana c'è tensione. Testimoni raccontano che anche la polizia castrista sembra ormai aver paura del futuro. Il regime comunista sente il fiato sul collo degli Stati Uniti e le ore contate. "Cuba è una minaccia e le probabilità di un accordo pacifico sono basse", ha detto il segretario di Stato Marco Rubio. Le immagini dell'arrivo della portaerei Nimitz nel Mar dei Caraibi rafforzano l'idea di un'azione muscolare…
Leggi
Non c'è due senza tre, dopo il Venezuela e l'Iran ora tocca a Cuba? Il mondo indignato per Ben Gvir, il ministro più estremista d'Israele Gli ascensori guasti, l'odissea dei residenti di Villa Gordiani a Roma A 88 anni ha milioni di follower, nonna Luigina è la star dei social Non c'è due senza tre, dopo il Venezuela e l'Iran ora tocca a Cuba? Informazione quotidiana con le notizie dall'Italia e dal mondo per il telegiornale di Rete 4.
Leggi
Roma, 18 mag. – Cuba difende la pace, ma si prepara a fronteggiare qualsiasi aggressione esterna in esercizio del diritto alla legittima difesa riconosciuto dalla Carta delle Nazioni unite. Lo ha affermato il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez. “Senza alcuna scusa legittima, il governo degli Stati uniti costruisce, giorno dopo giorno, un dossier fraudolento per giustificare la spietata guerra economica contro il popolo cubano e l’eventuale aggressione militare”, ha scritto Rodriguez su X.
Leggi
