Il Copenaghen in 10 ferma il Napoli sul pari, complicando il passaggio del turno per gli azzurri, che si aggrappano all'ultima partita, in casa contro il Chelsea. Il Corriere dello Sport analizza quanto accaduto al Parken: approccio giusto per la squadra di Conte che, seppur senza 9 uomini, parte con piglio propositivo donando l'illusione della vittoria con il gol di McTominay. Ma fatale è l'errore di Buongiorno, che condanna il Napoli.
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Enrico Varriale, giornalista, su X ha commentato il pareggio del Napoli contro il Copenaghen in Champions. "Beffa per il Napoli che domina il primo tempo ma in vantaggio di un gol e di un uomo si fa raggiungere dal Copenaghen su rigore concesso per un'ingenuità di Buongiorno. Ora solo una vittoria col Chelsea può tenere la squadra di Conte nella Champions. Inter travolta da Arsenal".
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Non gli basta McTominay. Antonio Conte torna in panchina dopo due partite saltate a causa della squalifica e pareggia contro il Copenaghen al Parken. Un fallo da rigore di Buongiorno condanna gli azzurri a vincere settimana prossima contro il Chelsea, altrimenti la qualificazione ai playoff sarà difficile e dipenderà dai risultati delle altre. Queste le parole dell'allenatore azzurro alla fine della partita ai microfoni di Sky: «Ci deve essere delusione…
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Il Napoli non va oltre il pareggio in Danimarca. La formazione di Conte chiude sull’1-1 in casa del Copenaghen nel match valido per la settima giornata della fase campionato di Champions League. I partenopei non riescono a sfruttare la superiorità numerica dovuta all’espulsione di Delaney nel primo tempo (35′). McTominay sblocca il risultato quattro minuti dopo, ma nella ripresa Larsson trova il pareggio ribattendo in rete dopo il rigore parato da Milinkovic (72′).
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"La sensazione di una squadra concentrata, che sa la partita che dovrà affrontare. Sappiamo benissimo in che situazione di classifica siamo. La squadra è conscia della situazione e dell'eemergenza, pronta a superare qualsiasi difficoltà come sta facendo da inizio anno. Perché Vergara? Perché lo merita più di altri e gioca lui. Io sono molto meritocratica, può avere 18 anni o 35 ma l'età non importa"
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Quella del Napoli è diventata una vera patata bollente, che nessuno in Serie A sembra voler tenere tra le mani. Il caso dell’unica società italiana con il mercato parzialmente bloccato per il mancato rispetto dell’indicatore del “costo del lavoro allargato” ha riacceso tensioni interne alla Lega e complicato i rapporti con la Federcalcio. A ricostruire il quadro è Giorgio Marota sul Corriere dello Sport, che parla apertamente di uno scontro politico prima ancora che regolamentare.
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