Anticipare dal 2026 a inizio 2025 la clausola di revisione del regolamento Ue sulle emissioni auto per evitare che le proteste dei trattori lascino il posto a quelle dei produttori di auto. Adolfo Urso vola a Bruxelles per presentare in anteprima a eurodeputati e portatori di interesse la sua visione strategica per l'industria europea e cercare la sponda di quanti più Paesi possibile per riaprire il divisivo dossier sulle…
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Gli amministratori delegati e i dirigenti di 50 aziende europee hanno chiesto all'UE di non ridiscutere l'obiettivo di vendita di sole auto e furgoni a emissioni zero per il 2035. In un appello pubblico rilasciato oggi, i manager della filiera automotive, del settore delle tecnologie pulite, dei trasporti e dell'energia - tra cui Volvo Cars, Uber e la societa di leasing Ayvens - affermano che l'obiettivo e «praticabile e necessario».
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«Penso che abbiano fatto il peggio che si potesse fare da tutti i punti di vista» ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini, a margine del convengo di Anci Lombardia «Strategie, sfide e prospettive per la tutela e la gestione sostenibile dell'acqua in Lombardia», rispondendo a una domanda sull'annuncio di Stellantis di un cosidetto profit warning sul 2024. «Mi preoccupo di salvare i posti di lavoro rimasti, affrettando la revisione della messa al bando delle…
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Stellantis, Salvini: hanno fatto il peggio sotto tutti i punti di vista Milano, 30 set. "Penso che abbiano fatto il peggio che si potesse fare da tutti i punti di vista". Così il vice premier, Matteo Salvini, a chi gli chiedeva un commento su Stellantis che oggi ha annunciato un profit warning sul 2024. "Mi preoccupo di salvare i posti di lavoro rimasti - ha proseguito il ministro delle Infrastrutture e trasporti, a margine di un evento di Anci Lombardia - affrettando la…
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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Noi non siamo pregiudizialmente contro l’elettrico, ma siamo contro i divieti. La scelta dell’auto dev’essere una scelta di libertà”. Queste le parole di Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento Europeo, in merito alla proposta del ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso di anticipare le revisione del regolamento sui motori dei veicoli leggeri al 2025.
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Il ministro dell'Impresa e del Made in Italy ha presentato al Consiglio Competitività dell'Unione Europea la proposta di una nuova politica industriale. Il Governo italiano propone alla Commissione Europea una nuova strategia di politica industriale europea, con semplificazioni e sostegni per le PMI e una legge su misura (European Automotive Act) per anticipare la revisione del Regolamento sulle emissioni di Co2 al fine di rinviare lo stop ai motori endotermici previsto per il 2035.
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Parte in salita la richiesta italiana di rivedere, in anticipo, le regole per lo stop alla vendita al 2035 delle auto a benzina e diesel. La Germania è contraria e conferma il rispetto della scadenza. E la richiesta non è stata inserita all’ordine del giorno dell’incontro a Bruxelles sulla competitività Europa. Il ministro Urso tiene una porta aperta e in alternativa chiede fondi per il rilancio del settore… Non proprio un successo, per usare un eufemismo
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Il titolare del ministero delle Imprese e del Made in Italy ha raccolto l’appoggio di oltre 10 paesi, tra cui Germania, Spagna e Polonia, sulla necessità di rivedere la tabella di marcia europea per il taglio delle emissioni di auto e furgoncini via depositphotos.com La proposta dell’Italia per rivedere la tabella di marcia europea verso lo stop alle auto diesel e benzina nel 2035 potrebbe aver già raccolto abbastanza consensi.
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La proposta italiana di anticipare dal 2026 al 2025 la clausola di revisione del bando delle endotermiche scatena un giallo ai massimi livelli delle istituzioni europee. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, si è detto certo di aver ottenuto il sostegno di una decina di Paesi, un numero sufficiente per portare la stessa proposta all'attenzione della Commissione nel tentativo di ottenere uno specifico emendamento all'attuale regolamento.
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Auto: no di Germania, Francia e Spagna alla proposta italiana di ritardare lo stop al motore termico
La crisi di competitività del delicato settore automobilistico è stato oggetto ieri di un dibattito tra i ministri europei dell’Industria. L’Italia sta facendo pressione sia per anticipare la revisione di un discusso regolamento sulle emissioni nocive delle vetture, sia per posticipare eventualmente la data di entrata in vigore di una messa al bando delle auto a motore termico, oggi prevista nel 2035.
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SALERNO. Nelle ultime settimane, è tornata in voga la discussione sul new green deal. Il ministro italiano dello Sviluppo Economico, Adolfo Urso, aveva chiesto una revisione anticipata dei termini dell’accordo che porterà l’UE al blocco ai motori endotermici entro il 2035. Un’iniziativa accolta con grande favore da politici ed imprenditori, in maniera trasversale, sia in Italia che nel resto d’Europa.
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Germania, Francia e Spagna dicono no alla revisione dello stop alle endotermiche nel 2035. Confindustria chiede la revisione del Green Deal. Urso prevede vendita ex Ilva entro marzo, Metinvest in pole. Papa: Serve una conversione ecologica. La rassegna Energia Germania, Francia si schierano contro la proposta avanzata dal Ministro delle Imprese e del Made…
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