Roberto Formigoni 22 gennaio 2024 Se Putin vince la guerra con l’Ucraina, entro poco tempo scatenerà una nuova guerra di conquista contro i Paesi baltici. Ne sono sicure le diplomazie occidentali, e il presidente russo neppure finge di nascondere queste nuove mire imperialiste. Certo, non può muoversi finchè non ha realizzato la conquista di Kiev, non avrebbe le forze sufficienti e non è sicuro di quale potrebbe essere la risposta europea.
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Per la prima volta i servizi segreti militari di Kiev hanno detto di avere colpito la Russia con i droni fino nella regione di San Pietroburgo, la città di Vladimir Putin, a quasi mille chilometri dal fronte, colpendo un deposito di petrolio. Mentre la Nato ha ufficialmente lanciato l'esercitazione 'Steadfast Defender 2024', alla quale parteciperanno 90.000 militari e che sarà la “più massiccia da decenni a questa parte”.
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L'Ucraina è il presente, i Paesi Baltici il futuro, ma non è una partita a Risiko. Putin starebbe infatti ponendo condizioni per una destabilizzazione dei Paesi Baltici con l'obiettivo di indebolire la Nato, senza perdere di vista la possibilità di un'invasione vera e propria. A delineare il caso è l'Institute for the Study of War (Isw), che nei giorni scorsi aveva già prospettato una nuova offensiva russa in Ucraina nelle prossime settimane.
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«Una minaccia diretta alla nostra sicurezza»: a due anni dall’invasione russa dell’Ucraina, Vladimir Putin punta il dito sui Paesi Baltici, proprio mentre i militari di Berlino confermano di non escludere i piani di un nuovo attacco di Mosca. Che il presidente russo non solo non tenta di smentire, ma sembra quasi confermare, utilizzando un linguaggio minaccioso…
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Il presidente russo Vladimir Putin ha incaricato il governo, insieme al ministero degli Esteri e al Consiglio presidenziale per i diritti umani, di elaborare proposte per «proteggere i diritti dei connazionali all’estero e di adottare misure in caso di deportazione illegale entro il 1 luglio». Ieri, il leader del Cremlino aveva avvertito che l’espulsione dei russi dalla Lettonia e altri Paesi baltici rappresenta « una minaccia alla sicurezza…
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MOSCA – C’è una frase detta dal presidente Vladimir Putin durante il suo lungo incontro con i sindaci della Federazione mandato in onda dalle tv russe ieri sera che non è sfuggita al think tank Institute of Study of War. Facendo risalire “la tragedia che stiamo vivendo oggi” alle porte aperte nel 2008 dalla Nato all’Ucraina e alla Georgia e alla rivolta di Kiev del 2014 che lui chiama “colpo di S…
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Il primo ministro estone Kaja Kallas prevede che la Nato avrà dai tre ai cinque anni per prepararsi a un potenziale conflitto militare con la Russia. «La nostra intelligence stima che ci vorranno dai tre ai cinque anni e ciò dipende in gran parte da come manteniamo la nostra unità e la nostra posizione sull’Ucraina», ha sottolineato in un’intervista pubblicata lunedì dal quotidiano britannico The Times
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