Sabato 11 aprile 2026 Di Luca Franceschi /// La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia, presidente della commissione di vigilanza Rai, ha lanciato dure critiche al governo Meloni riguardo alla gestione della tutela dei minori sui social network. Secondo Floridia, dalle recenti dichiarazioni del sottosegretario all’innovazione Alessio Butti emerge chiaramente l’enorme ritardo con cui l’esecutivo sta affrontando questa…
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La tutela dei più giovani nell’era digitale torna al centro dell’agenda politica in Veneto. La Prima commissione del Consiglio regionale ha avviato l’esame del progetto di legge statale n. 6, che punta a regolamentare l’accesso ai social network e ai servizi di messaggistica per i minori di 16 anni. A presentare il testo è stato il consigliere regionale Alessio Morosin, che ha illustrato una proposta costruita per introdurre limiti chiari e strumenti di controllo.
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Il dibattito italiano sulla regolazione dei social media si è acceso nelle ultime settimane, anche per effetto delle prime battute d’arresto giudiziarie di Meta e Google negli Stati Uniti e di una serie di proposte legislative presentate in Parlamento in ordine sparso. In un clima simile, il rischio è sempre lo stesso: intervenire sull’emergenza e lasciare intatto il meccanismo che la produce. Il DDL 1859 parte invece da una scelta precisa.
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A fare «sintesi» ci penserà Giorgia Meloni, ma l’obiettivo condiviso, parola di Alessio Butti, è arrivare a «costruire un ecosistema digitale più sicuro per i minori». Per riuscirci, spiega il sottosegretario all’Innovazione tecnologica, servirà «garantire più canali di attivazione delle tutele». Con il coinvolgimento dei genitori e delle piattaforme, ma anche dei rivenditori e dei gestori telefonici.
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Mentre il governo è al lavoro per vietare l’accesso ai social network da parte dei minori di 15 anni, Giorgia Meloni punta l’indice sui doveri dei genitori, ma non dei colossi dal fatturato miliardario. La premier non nega i rischi della dipendenza tecnologica, per i più giovani e gli adulti. Ma la consapevolezza “impone un’assunzione di responsabilità, che ricade prima di tutto sulle spalle di chi dovrebbe avere maggiori strumenti e anticorpi per difendersi da quelle insidie.
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“Il governo studia i meccanismi più efficaci per intervenire” spiega la premier, indicando come obiettivi quello di offrire protezione e sicurezza, non “introdurre divieti aggirabili”. Con un monito all’ascolto dei più giovani e più consapevolezza da parte degli adulti sulle responsabilità da assumersi davanti a strumenti come social e IA che, oltre alle opportunità, nascondono insidie “Il governo sta lavorando per individuare i meccanismi più efficaci per intervenire”…
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Minori e piattaforme digitali: il tempo delle raccomandazioni sembra essere finito, ora è giunto il momento di passare ai divieti ma soprattutto alla loro applicazione. Questo è l’orientamento che stanno seguendo molti Stati nazionali, a partire dall’Australia, e che sembra essere prossimo a concretizzarsi anche in Italia., Dopo la stretta sugli smartphone a scuola, banditi fino alle superiori…
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Quanta responsabilità hanno i genitori rispetto all'uso eccessivo e per nulla controllato dei social network da parte dei ragazzi? Enorme, ma fanno spallucce: sono i primi a mettere uno smartphone in mano ai figli e a smontare i filtri. Ecco allora la proposta provocatoria (ma non troppo) di Matteo Flora di multarli La scorsa estate, mentre si presentavano le proposte di legge per normare l’accesso a Internet per quel che riguarda i documenti obbligatori, ha acceso il dibattito con il suo…
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'Mondo adulti non fa abbastanza, serve scatto in avanti' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 apr - "Il digitale, i social, l'intelligenza artificiale, ormai pervasiva e diffusa praticamente in ogni strumento tecnologico ci offrono grandi opportunita', ma nascondono - avverte Meloni - pericolose insidie che impattano su tutti. Adulti, ragazzi, bambini. Nessuno e' immune, e sbaglia chi sostiene che le conseguenze negative del digitale o dei social siano un problema che…
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'Governo al lavoro, diverse opzioni allo studio' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 apr - "I social media, il digitale, la tecnologia non sono problemi in se'. Sono sintomi di problemi molto piu' vasti, che non riusciamo a comprendere o che probabilmente non vogliamo guardare. Gli strumenti tecnologici amplificano fragilita' esistenti, ne creano di nuove e le estremizzano. E' il motivo per il quale il Governo sta lavorando per individuare i meccanismi piu' efficaci per…
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"I social media, il digitale, la tecnologia non sono problemi in sé. Sono sintomi di problemi molto più vasti, che non riusciamo a comprendere o che probabilmente non vogliamo guardare. Gli strumenti tecnologici amplificano fragilità esistenti, ne creano di nuove e le estremizzano" ed "è il motivo per il quale il governo sta lavorando per individuare i meccanismi più efficaci per intervenire. L'obiettivo non è introdurre divieti facilmente aggirabili, ma offrire…
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Il Movimento italiano genitori (Moige): “Parliamo con le istituzioni, ma a noi non risulta pervenuta alcuna bozza del provvedimento, né siamo stati convocati per un confronto". Nei prossimi giorni incontro al Ministero delle Imprese con le piattaforme tecnologiche
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Ieri (9 aprile) la commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento del governo al decreto Pnrr che consente, a chi abbia compiuto 14 anni, di utilizzare il portafoglio digitale. Vuol dire che lo potrà fare senza più l’autorizzazione dei genitori. Vuol dire anche, guardando «al contrario» il nuovo limite anagrafico, che per i minori di quell’età sarà vietato l’accesso alle piattaforme online.
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Il dibattito sulla proposta del presidente regionale Alberto Stefani, che ipotizza il divieto di social per gli under 14, divide l’opinione pubblica tra chi la considera una misura utile e chi la vede come una limitazione dei diritti o una responsabilità da lasciare a famiglia e sistema scolastico. Da un primo riscontro appare chiaro: in molti si dichiarano favorevoli. Luca, 33 anni, sottolinea il valore…
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Porta a porta Social vietati ai minori di 15 anni anche in Italia? 2 min In Italia esiste già una legge che limita l'accesso ai social network ai minori: sotto i 14 anni è necessario il consenso dei genitori per l'iscrizione, ma il governo sta studiando restrizioni più severe per un divieto ai minori di 15-16 anni col fine di contrastare il cyberbullismo, i messaggi violenti e fuorvianti e la dipendenza da social, in linea con iniziative adottate già da altri Paesi europei e in…
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Il governo promette tecnologie miracolose per escludere i minori dai social. Ma i dati dicono una cosa molto semplice: per ogni filtro che costruisci, ci sarà sempre un genitore pronto a smontarlo. E finché non si ha il coraggio di multare chi consegna lo smartphone a un bambino di otto anni, ogni discussione sulla "responsabilità delle piattaforme" è puro e semplice teatro. L'avvertimento di Matteo Flora per la rubrica Tech Policy C’è un…
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Nel dibattito nazionale sull’accesso dei minori ai social media e sulla sicurezza giovanile interviene Antonio Belmonte , a nome dell’Osservatorio sulle Nuove Povertà, ponendo l’accento sulla dimensione sociale ed educativa del fenomeno, con particolare riferimento alla Calabria. “Non basta vietare” Secondo l’Osservatorio, la questione non può essere affrontata solo attraverso la regolamentazione tecnologica, ma richiede un intervento più ampio sul fronte…
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È stata deposita a Palazzo Ferro Fini la proposta di legge ordinaria di iniziativa regionale che prevede il divieto dei social network e dei servizi di messaggistica istantanea per i minori di 14 anni, mentre tra i 14 e i 16 l'uso delle piattaforme è subordinato al consenso dei genitori o tutori legali Una volta approvata dal consiglio veneto, la proposta verrà incardinata in parlamento riprendendo uno degli ultimi atti firmati da Alberto Stefani come deputato prima…
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