Prima di essere trovato morto, Khalid Lakhrouti aveva già avvertito le forze dell'ordine perché sottoposto a esorcismi da parte dei parenti. “Khalid aveva il diavolo dentro" avrebbe detto l’imam di Cuorgnè in una conversazione intercettata dopo la scoperta del cadavere del 43enne a Salassa il 10 febbraio scorso.
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Khalid aveva paura di morire durante quei riti di esorcismo. Aveva paura che il fratello gli facesse del male con la scusa di liberarlo dal demonio secondo le formule previste dall’Islam. C’è una telefonata al 112 - registrata - nella quale lo dice. Era il 23 di gennaio. Khalid parla con l’operatore: «Se mi succede qualcosa di brutto è colpa di mio fratello». Khalid Lakhrouti, 44 anni è morto l…
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Morto legato in casa come un animale, per un fantomatico “esorcismo islamico”. Mani e piedi legati, un abito, in particolare il bottone di un vestito, a soffocarlo, la cocaina trovata in corpo. Una fine assurda quella di Khalid Lakhrouti, per la quale un mese dopo sono state arrestate tre persone (lo zio imam, l’ex moglie e il fratello) e sulla quale i carabinieri stanno indagando, coordinati dalla Procura di Ivrea
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«So chi mi ha fatto la magia nera. Non mangio più cibo cucinato da altri per paura di essere avvelenato». E ancora: «Se mi accade qualcosa è colpa di mio fratello». È il 22 gennaio quando Khalid Lakhrouti, 43 anni, telefona al 112 affidando a quella chiamata tutte le paure verso i suoi familiari, la ex moglie Sara Kharmiz, 36 anni, il fratello Nourddine Lakhrouti 45 anni, e lo zio Abdelrhani Lakhrouti, di 52, attuale Imam di…
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Salassa Un bottone. È stato un piccolo oggetto in plastica bianca, del diametro di neppure un centimetro, a far scattare le indagini per omicidio. È stato trovato nella gola della vittima, Khalid Lakhrouti, 43 anni, originario di Khouribga in Marocco, sposato e separato da qualche tempo, padre di due bambini. Khalid Lakhrouti è stato soffocato in un esorcismo durante il quale è stato legato mani e piedi e messo in condizioni di non urlare o chiamare aiuto.
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Si è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di convalida Abdelrhani Lakrouti, l’imam di Cuorgnè accusato di omicidio con dolo eventuale per aver praticato un esorcismo fatale al nipote Khalid, di 43 anni, insieme a Nourdinne Lakhrouti e a Sara Kharmiz, fratello ed ex moglie della vittima. «Il mio assistito respinge l’accusa ma potrebbe chiarire davanti al pm la sua posizione» …
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Meno di duemila abitanti che da due giorni sono diventati famosi in tutta Italia. Salassa, microscopico comune del Canavese, si è svegliata sotto shock dopo l’orrore di via Cavour, con la drammatica e assurda morte di Khalid Lakhrouti, 43enne marocchino deceduto nella sua casa per un esorcismo finito male. Morte per la quale sono stati arrestati l’ex moglie Sara, il fratello Nourdinne e soprattutto Abdelrhani Lakhrouti, l’imam di Cuorgné.
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Sarebbe morto per soffocamento durante un esorcismo con rito islamico e non per overdose di droga il 43enne deceduto a Salassa, nel Torinese. È quanto appurato dai carabinieri di Ivrea, che dopo l’esame autoptico, nelle scorse ore, hanno fermato l’ex coniuge, ora ai domiciliari, il fratello e lo zio del 43enne, entrambi in carcere. La morte dell’uomo risale allo scorso 10 febbraio, con la vittima che aveva già partecipato ad almeno due sedute di esorcismo perché ritenuto dai propri familiari…
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«Aveva il diavolo dentro» e per questo motivo era stato sottoposto a sedute di esorcismo con rito islamico da parte dei parenti. E' la drammatica storia emersa ieri, a Salassa, dopo che i carabinieri di Cuorgnè, grazie ad una minuziosa indagine, hanno fatto luce sulla morte di un 43enne originario del Marocco, trovato senza vita il 10 febbraio scorso nella propria abitazione di via Cavour (nella foto l'esterno della casa).
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L’arresto dell’imam Abdelrhani Lakhrouti ha suscitato scalpore a Cuorgnè e non senza motivo: la notizia è stata infatti resa nota nella giornata di sabato 23 marzo quando in città era previsto un momento d’incontro fra la comunità islamica ed il territorio canavesano. Una bella iniziativa, organizzata con il patrocinio del Comune, che ovviamente è stata annullata. L’evento, insieme culturale e conviviale, si sarebbe dovuto svolgere a partire dalle 17 nel…
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Al telefono parlavano di rito. Ma era un omicidio. Lui se ne stava in terra, con le mani e i piedi verosimilmente legati con una corda. Aveva una maglia sul viso. Poi il respiro dell’uomo immobilizzato in quel modo si è bloccato. Forse per un bottone staccato coi denti dalla maglia schiacciata su naso occhi e bocca, e finito in gola. «Gli ho messo le mani in fronte e ho recitato il Corano» diceva…
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Sottoposto a un rito di esorcismo islamico, muore soffocato durante le operazioni. Tragedia a Cuorgnè, comune del Canavese. Muore soffocato durante un esorcismo, arrestate tre persone Come racconta Prima il Canavese, i carabinieri della Compagnia di Ivrea, coordinati dalla Procura della Repubblica eporediese, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto tre persone di origine nordafricana, ritenute presunte responsabili di aver provocato la morte di un loro parente a seguito di un esorcismo effettuato…
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Era stato rinvenuto privo di vita all’interno di un’abitazione al civico 20 di via Cavour a Salassa, comune del Canavese, lo scorso 10 febbraio, dopo un intervento dei carabinieri di Cuorgnè. Tutta faceva presupporre che il 43enne, nordafricano, fosse morto a seguito di un’overdose di droga. Ma gli accertamenti autoptici hanno fatto venire a galla una verità molto diversa. L’uomo è morto a causa di soffocamento.
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«Se mi succede qualcosa è stato mio fratello». Il 23 gennaio, poche settimane prima di morire durante un esorcismo, Khalid Lakhrouti aveva chiamato il 112. Quel presagio, rimasto impresso in un nastro registrato del numero unico delle emergenze, è stato uno dei tanti dettagli che hanno portato i carabinieri a capire che il 10 febbraio a Salassa, comune di 1800 anime vicino a Cuorgnè, poteva esser…
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Torino — «Era posseduto, aveva il diavolo dentro». Tutti in famiglia credevano che Khalid Lakrouti, 43 anni di origine marocchina, fosse diventato aggressivo per colpa di quei demoni che dovevano essere cacciati via. E per questo ogni volta chiamavano lo zio Abdelrhani Lakhrouti, l’imam di Cuorgnè, che arrivava con il Corano in mano e procedeva a un rito di esorcismo. «Gli leggevo la prima Sura d…
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«Mio nipote era posseduto dal diavolo, gli parlava e gli diceva “Dammi tua moglie”». Queste le parole che l’imam del Canavese, Abdelrhani Lakhrouti, ha detto ai carabinieri di Cuorgné quando, durante l’interrogatorio, i militari gli hanno chiesto lumi su fantomatici “esorcismi” da lui praticati nei confronti di Khalid Lakhrouti, il 43enne marocchino morto nella sua abitazione di via Cavour, a Salassa
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Muore soffocato durante un rito di esorcismo islamico in famiglia. Ritenevano il parente posseduto dai demoni e lo aveva già sottoposto a due sedute. Muore soffocato durante un rito di esorcismo islamico in famiglia Omicidio in famiglia durante un esorcismo con rito islamico. E’ accaduto a Salassa, centro del Canavese. I carabinieri della compagnia di Ivrea l’altro giorno hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto tre persone di origine nordafricana, ritenute responsabili di aver provocato la…
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Legato mani e piedi, soffocato con un cuscino sulla bocca, morto per insufficienza respiratoria acuta. Non è stata, evidentemente, un’overdose di cocaina come si era sospettato all’inizio e come i parenti avevano spinto a credere. C’era di mezzo il diavolo, si è trattato di un omicidio in famiglia durante un esorcismo con rito islamico per scacciare Shaytan e le sue legioni tenebrose dal corpo posseduto di un uomo di origine marocchina di 43 anni.
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«Aveva il diavolo dentro» e per questo motivo era stato sottoposto a sedute di esorcismo con rito islamico da parte dei parenti. Una di queste si è trasformata in tragedia. Tre persone, originarie del Marocco, sono state fermate dai carabinieri di Cuorgnè, nel Torinese, per la morte di un connazionale di 43 anni, trovato senza vita al piano terra della sua abitazione di Salassa lo scorso 10 febbraio.
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"Aveva il diavolo dentro" e per questo motivo era stato sottoposto a sedute di esorcismo con rito islamico da parte dei parenti. Una di queste si è trasformata in tragedia. Tre persone, originarie del Marocco, sono state fermate dai carabinieri di Cuorgnè, nel Torinese, per la morte di un connazionale di 43 anni, trovato senza vita al piano terra della sua abitazione di Salassa lo scorso 10 febbraio.
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Salassa, 43enne morto durante esorcismo: tre arresti 23 marzo 2024 Tre persone sono state arrestate con l'accusa di omicidio a Salassa, nel Torinese. Un 43enne di origine nordafricana è morto per sofforcamento dopo un esorcismo effettuato con rito islamico. Ad essere coinvolti sono l'ex coniuge, il fratello e lo zio della vittima che è anche l'imam di Cuorgnè. Le prime verifiche svolte dai carabinieri hanno accertato che nel mese precedente l’uomo era stato sottoposto ad almeno due sedute di esorcismo, perché…
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Tra i fermati per l'omicidio di Salassa, in Canavese, scoperto dai carabinieri della compagnia di Ivrea, c'è anche l'imam di Cuorgnè, un 52enne originario del Marocco, Abdelrhani Lakhrouti, figura di riferimento della comunità islamica della zona. Abdelrhani Lakhrouti è l'uomo che avrebbe condotto il rituale dell'esorcismo che ha costretto il nipote, Lakhrouti Khalid, 43 anni, di Salassa, a ricorrere alle cure ospedaliere.
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Credevano fosse posseduto da demoni, per questo gli avevano praticato un esorcismo con rito islamico per “liberarlo”: così è morto un uomo di di 43 anni a Salassa, in provincia di Torino, una brutta storia che ha trovato una svolta con l’arresto di tre persone. L’uomo era deceduto il 10 febbraio in circostanze che lasciavano pensare a un’overdose, ma gli esiti dell’autopsia hanno raccontato tutt’altra storia.
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Credevano fosse posseduto dai demoni. E l’esorcismo a cui l’hanno sottoposto, con rito islamico, l’ha ucciso. Sembra sia morto soffocato ingerendo un bottone di un indumento, mentre qualcuno gli premeva un cuscino sul viso. Era legato mani e piedi. È l’incredibile retroscena che hanno scoperto i carabinieri di Ivrea che indagavano sulla morte di un uomo di 43 anni di nazionalità marocchina deceduto lo scorso 10 febbraio in casa, a Salassa, comune del canavese
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