Le mani libere sugli aiuti di Stato per sostenere i settori più colpiti. Con soldi europei. Fino a 25 miliardi, pescando dal Pnrr e i fondi di coesione. Quando al mattino i ministri coinvolti in prima linea nel dossier sui dazi si sentono al telefono, l’etichetta posta sulla strategia degli aiuti alle imprese italiane recita così: paga l’Europa. Perché - ragionano i titolari di Imprese, Es…
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Neanche il tempo di annunciare l'accordo sui dazi tra Ue e Stati Uniti che è partito l'ordine di scuderia dei partiti della sinistra italiana: attaccate Giorgia Meloni. Così, nella giornata di ieri, è stato un profluvio di dichiarazioni da parte degli esponenti del Pd, del M5S, di Avs e perfino dei centristi. Le accuse alla premier sono molteplici ma non tengono in considerazione un elemento fondamentale, il commercio internazionale è competenza dell'Unione europea e la trattativa è stata portata avanti da Ursula…
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Un accordo tra Europa e Stati Uniti che mette fine a mesi di incertezza, ma che lascia sul campo ombre e preoccupazioni. E l’economia cuneese, che dal 2018 al 2024 è cresciuta nell’export verso gli Usa del 62,4%, passando da 436 a 708 milioni, la miglior performance a livello regionale, guarda con attenzione e apprensione ai possibili scenari dei nuovi accordi internazionali. Il compromesso raggi…
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Viene giudicato “non soddisfacente”, dalla Cna, l’accordo sui dazi raggiunto tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Il giudizio arriva dal presidente nazionale di Cns, l’imprenditore piacentino Dario Costantini, secondo cui un livello dei dazi al 15% provocherà effetti comunque molto pesanti sull’export italiano che vanno a sommarsi all’apprezzamento degli ultimi mesi dell’euro sul dollaro di quasi il 15%.
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Parigi boccia l'accordo sui dazi. Il premier francese Bayrou parla di 'un giorno buio' per l'Europa che si è 'sottomessa' a Trump, mentre Bruxelles difende l'intesa sulle tariffe al 15% siglata ieri in Scozia. 'È la migliore possibile', dice il commissario Ue al Commercio Sefcovic. 'Eravamo partiti dal 30%. La presidente von der Leyen è stata maestra nel gestire i negoziati, abbiamo evitato il baratro', aggiunge.
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Una capitolazione europea al golf di Turnberry, nella sala da ballo che il proprietario – Donald Trump – ha intitolato a se stesso? Oppure il meno peggio che la Ue poteva ottenere, il 15% di dazi di base sulle merci (non riguarda i servizi), senza nessuna reciprocità, dopo la minaccia di subire il 30%, che avrebbe messo a rischio 5 milioni di posti di lavoro in Europa? L’”accordo” non è ancora stato firmato ufficialmente, e non è neppure scritto.
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Agroalimentare, vini, alcolici, acciaio, alluminio e derivati, ma anche le effettive modalità con cui avverrebbero gli aumenti di importazioni di energia Usa da parte dell'Europa, per centinaia di miliardi (750), strombazzati dal presidente Usa Donald Trump, così come gli aumenti non meno massicci di investimenti Ue verso gli Usa (600 mld). E poi chi entrerà, alla fine, nell'esclusivo "club privé" delle merci a dazi zero, preannunciato dalla presidente della Commisione Ue, Ursula von der…
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Se per l’Italia i dazi al 15 per cento “sono sostenibili”, ben diversa è la reazione di Francia e Germania. Né Parigi né Berlino hanno apprezzato il negoziato finale tra il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Tranchant la reazione del premier transalpino François Bayrou, che parla apertamente di “sottomissione”. Più soft ma deluso il cancelliere tedesco Friedrich Merz
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Il cancelliere: "Non potevamo ottenere di più, danni non solo per Germania ed Europa ma anche per gli Stati Uniti". Parigi: "Giorno triste quando un'alleanza di popoli liberi si sottomette". Usa esultano: "Intesa storica" La Germania, la più grande economia dell'Unione europea, subirà "danni sostanziali" a causa dei dazi statunitensi concordate come parte dell'accordo commerciale raggiunto ieri tra Ue e Usa dopo l'incontro tra Donald…
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Solo in provincia di Brescia, i dazi al 15% sommati a una svalutazione del dollaro intorno al 12% comporteranno una contrazione dell'export di 339 milioni di euro, secondo le stime di Confindustria, dopo l'accordo annunciati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e dalla presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, di cui ancora non si conoscono tutti i dettagli. Incertezze che riguardano interi settori, come quello della farmaceutica e dei vini: non è certo se e in quale misura…
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Ursula Von der Leyen ha dovuto mangiare l'amara minestra dell'infelice accordo sui dazi tra Europa e Stati Uniti. Per la presidente della Commissione europea, d'altronde, l'alternativa era saltare dalla finestra, come insegna la saggezza popolare. Ovvero andare allo scontro frontale con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. E con tutti i suoi amichetti che risiedono nel condominio Ue…
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Gian Marco Centinaio, vicepresidente del Senato, già ministro delle Politiche agricole. Leghista di vecchia scuola, abituato a tenere i rapporti con il territorio. In particolare con gli operatori del settore agroalimentare. Senatore, che giudizio dà dell’accordo sui dazi nel suo complesso? Il 15 per cento è sostenibile dall’economia italiana? La mia valutazione …
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L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo di massima sui dazi fissando l’asticella al 15%. Ma quale sarà l’impatto sui consumatori? Secondo Carlo Alberto Carnevale Maffè, professore della School of management della Bocconi «l’impatto complessivo per le famiglie italiane ed europee potrebbe essere un piccolo contributo positivo al potere d’acquisto». I consumatori europei e italiani avranno dunque dei “vantaggi” da questi dazi.
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“Da una parte tu hai il presidente Trump, che è il presidente eletto del numero uno, e dall’altra parte c’è la signora von der Leyen che chiaramente non capisce nemmeno quello che sta dicendo e che soprattutto non rappresenta assolutamente i 27 paesi“. Così Lucio Caracciolo, direttore di Limes, apre il suo intervento a Coffee Break, su La7, tracciando un giudizio tranchant sull’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Unione Europea
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L’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea (UE) in Scozia il 27 luglio è un cattivo accordo, completamente squilibrato a favore della parte americana, che è riuscita a imporre la propria narrativa e la propria agenda. Il lato europeo invece ha assunto una posizione estremamente difensiva e reattiva, focalizzata sulla riduzione delle perdite. Si sarebbe forse potuto ottenere un risultato meno sbilanciato? Pensiamo di sì, se l’UE avesse adotato una strategia diversa e non avesse commesso una serie di errori…
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Von der Leyen celebra l’intesa sui dazi con gli Usa, ma Orban la irride: “Trump l’ha mangiata a colazione” La presidente della Commissione: "Intesa che crea certezza in tempi di instabilità per cittadini e imprese su entrambi i lati dell'Atlantico" dal nostro corrispondente Alessio Pisanò BRUXELLES – Dopo mesi di negoziati Unione europea e Stati Uniti tra le colline della Scozia hanno trovato l’accordo sui dazi, fermi al…
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Il Ceo di Edoardo Freddi International propone di destinare parte dei fondi del PNRR o dell’OCM Vino al sostegno dell’export verso gli Stati Uniti. Secondo l’esportatore, il dazio rappresenta un ostacolo serio, ma superabile con unità e strategie condivise tra produttori, istituzioni e importatori. «Un dazio del 15% è pesante, certamente. Ma non è la fine del mondo». Così Edoardo Freddi, CEO di Edoardo Freddi International, commenta le ultime evoluzioni sul fronte dei dazi tra Unione Europea e Stati Uniti.
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Tra le tante stangate, alcune faranno meno male, mentre su altre si attende un chiarimento. Il punto sulle (poche) buone notizie e sui nodi irrisolti dopo l’accordo tariffario tra Usa e Ue Per la maggior parte dei settori varrà il dazio flat al 15%, con un impatto complessivo per l’economia italiana paria 22,6 miliardi di perdite in termini di export. Un negoziato che ha lasciato molti insoddisfatti e pochissimi fortunati, sempre che di reale fortuna si possa parlare.
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’accordo tra Stati Uniti e Ue nella mattinata di lunedì 28 luglio, a margine di un evento internazionale ad Addis Abeba, in Etiopia. «Una escalation commerciale tra Europa e Stati Uniti avrebbe avuto conseguenze imprevedibili, potenzialmente devastanti», ha detto Meloni, riferendosi alla possibilità per l’Ue di imporre dazi sulle importazioni di merci statunitensi.
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Quello annunciato domenica da Donald Trump e Ursula Von der Leyen è un buon accordo per l'UE? "Probabilmente no. Il risultato è fortemente asimmetrico e lascia i dazi statunitensi sulle merci importate dall'UE a livelli molto più elevati rispetto ai dazi UE sulle importazioni dagli Stati Uniti". Lo scrivono gli strategist di UniCredit in una nota sul tema.Inoltre, poiché molti dettagli non sono stati ancora definiti, e data l'imprevedibilità di Trump, "è improbabile che l'incertezza…
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«Se da una parte è negativo avere limitazione al libero commercio, dall’altro è pur vero che sarebbe una cosa positiva avere comunque delle certezze…» L’avvocato Pier Maria Saccani, presidente del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana Dop, punta a vedere il bicchiere mezzo pieno. Per quanto la situazione permetta di vederlo. I suoi colleghi degli altri due Consorzi di tutela delle Dop Parmigiano Reggiano e…
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Opposizioni all'attacco il giorno dopo l'accordo Trump-Von der Leyen. E la Commissione si giustifica: «L'alternativa era la guerra commerciale» C’è chi stringe la mano di Donald Trump con un sorriso soddisfatto, chi è consapevole del passo e già prepara le prossime mosse e chi attacca a tutto spiano l’accordo raggiunto a pochi giorni dal gong: l’intesa trovata tra Unione europea e Stati Uniti sui dazi al 15% ha frantumato il panorama…
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Dopo una lunga serie di annunci, alla fine i dazi voluti da Trump per l’Europa saranno del 15%, ed entreranno in vigore dal primo di agosto. Dopo mesi di tensioni, Usa e Unione europea hanno trovato una quadra sui “dazi reciproci” sulle merci europee. In realtà, come spiega l’analisi dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, di reciproco hanno ben poco dato che l’Ue ha fino a ora applicato un dazio medio dello 0,9% sulle merci a stelle e strisce.
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"Versiamo tasse in Italia quanto Tesla, Meta e Google". Sandro Bottega accusa: "È un giorno triste".
Il giorno dopo l’accordo tra Stati Uniti e Unione Europea sul tema dazi, in attesa di chiarimenti sul fronte alcolici, le reazioniu del mondo del vino non si fanno attendere. Tra le più nette, spicca quella di Sandro Bottega, Presidente di Bottega Spa, cantina di Vittorio Veneto molto esposta sulle vendite di Prosecco verso gli Usa. Eclatante, in questo senso, il paragone che mette in campo tra le cantine rispetto ai colossi Tech Usa che operano…
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Parigi si era smarcata dall'intesa di Bruxelles con gli Usa. Per il governo italiano invece è una decisione da sottoscrivere “L’accordo lo ha fatto tutta l’Europa, quindi anche la Francia”. Ora di pranzo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani esce dalla sede di Forza Italia di San Lorenzo in Lucina per andare alla Farnesina e replica duro al governo francese secondo cui l’Unione Europea si sarebbe “sottomessa” agli Stati Uniti sui dazi al 15%.
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L'accordo sui dazi è una vittoria? I tanti obblighi dell'Ue e il pessimismo della Francia La guerra commerciale tra gli Stati Uniti e l'Unione europea è stata sventata con l'accordo sul 15%. Ma forse è ancora troppo presto per parlare di pace
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"Ci auguravamo di poter tenere il 10%, ovviamente il 15% non è l'ideale, però abbiamo bisogno di stabilità. La cosa più importante per le imprese che importano in Usa è capire quali sono i costi perché gli ultimi mesi sono stati particolarmente difficili con prezzi temporanei in attesa dei dazi. La percentuale dei dazi aiuta a stabilizzare i listini e a decidere le politiche commerciali in funzione dei dazi".
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"Un accordo che ci preoccupa molto per l'elevato impatto che avrà sulle nostre principali esportazioni e, di conseguenza, sulla produzione. Scongiurare una 'guerra commerciale' non può significare un'accettazione totale delle condizioni che gli USA intendono imporre. È indispensabile prevedere sostegni e compensazioni per le imprese colpite, insieme con una rapida riattivazione del tavolo sull'export per mettere concretamente a…
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Nel giorno successivo all’annuncio sull’atteso accordo sui dazi tra Stati Uniti e Unione europea, siglato tra Donald Trump e Ursula von der Leyen in Scozia, arrivano le reazioni delle cancellerie europee e i mercati rispondono aprendo in netto rialzo. Da Addis Abeba, Giorgia Meloni traccia la posizione italiana: “Intesa di base sostenibile, ora aiutare i settori più colpiti”. Oggi il presidente Usa incontrerà il premier britannico Keir Starmer
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Se con un dazio al 30% sul prodotto finito abbiamo rischiato di azzerare le esportazioni di mobili verso gli Stati Uniti, la riduzione al 15% comunque non ci fa stare tranquilli. A sottolinearlo è Confartigianato sottolineando che l’Italia è il primo paese dell’Ue per export di legno e mobili negli Stati Uniti, mercato che vale 1.790 milioni di euro nel 2024, di cui 1.605 milioni in mobili e 185 milioni in prodotti in legno, beni per cui siamo, rispettivamente, al primo ed al quinto posto come…
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Savona – Anche le imprese del Savonese seguono con apprensione le trattative in corso attorno all’ipotesi che i dazi Usa-Ue si attestino a una quota base del 15%. Il tessuto produttivo agroalimentare e industriale della provincia, infatti, supera il 13% rispetto alla media nazionale del 10%. «È evidente che se i dazi si aggireranno sul 10-15% si tratterà di una misura media sopportabile per la nostra provincia, il cui export, comunque, ricordo che è leggermente…
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Sarà pure un grande accordo, servirà pure a riequilibrare le storture commerciali, come dicono Donald Trump e Ursula von der Leyen, ma i dazi generalizzati Usa al 15% sono comunque un brutto colpo per il Made in Italy. Anche se molto dipenderà dai regimi speciali con zero dazi reciproci, previsti dall’intesa di massima siglata ieri, ma che devono ancora essere concordati e definiti per alcuni prodotti.
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I dazi preoccupano – e non poco – gli imprenditori nell’imperiese. I più colpiti sono il settore agroalimentare e quello florovivaistico. «Sono aziende che fanno un export di lusso, meno sensibile al prezzo. Ma la preoccupazione rimane, soprattutto perché il dollaro è molto debole» spiega Luciano Tesorini, presidente Confindustria Imperia. «Per quanto ci riguarda– conclude– rimarremo accanto alle aziende.
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“Non sarà l’ottimale, ma almeno l’incertezza è finita. Detto questo ci saranno, ahimè, ripercussioni dirette sul consumatore finale americano e molto dipenderà, proprio dalle modalità con le quali gli importatori americani decideranno di applicare il dazio sulla merce in arrivo dall’Europa. Da questa decisione dipenderà l’impatto reale del dazio”. E’ il commento a caldo di Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo in…
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A prima vista, il nuovo record negativo registrato dagli Stati Uniti nella bilancia commerciale agricola sembrerebbe soltanto un problema interno americano. Eppure, per un Paese come l’Italia, tra i principali esportatori di prodotti agroalimentari di qualità verso gli Usa, si tratta di un segnale da osservare con estrema attenzione: potrebbe infatti essere l’anticamera di un rischio concreto – ma anche di una potenziale opportunità strategica.
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"È importante proseguire l'iter del dialogo per arrivare ad un accordo, anche per evitare pericolosi effetti inflattivi già verificatisi in passato con la precedente amministrazione Trump. Siamo però certi che il primo agosto non sarà una data definitiva". Lo afferma all'ANSA il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, alla vigilia dell'incontro in Scozia della presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen e del presidente degli Stati Uniti Donald Trump
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“È una banalità dire che se i dazi non ci fossero saremmo tutti più contenti. Ma se verrà confermato, mi auguro nel più breve tempo possibile, quel 15 % che leggiamo oggi sui giornali, almeno avremmo una percentuale definita e le aziende comincerebbero a prendere le dovute contromisure su un dato certo”. Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo commenta così lo scenario in evoluzione legato alle trattative fra Usa ed Unione Europea
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VARESE – Le piccole imprese sono le più esposte agli effetti dei dazi Usa. L’allarme giunge da Cna Lombardia Nord-Ovest. «In bilico – dice il presidente Pasquale Diodato – il comparto dell’arredamento della Brianza e del tessile comasco, ma anche la metalmeccanica di Lecco e il manifatturiero di Varese non se la passano bene». L’export verso gli Usa Oltre 100 miliardi di euro è il valore del mercato degli Stati Uniti per l’export italiano tra flussi diretti e…
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Cosa rischia il sistema legno, arredo, design dai dazi di Trump 24 luglio 2025 Marco lo Conte É una delle colonne del Made in Italy: il sistema italiano dell’arredamento, che coinvolge anche il design e il legno, è tra quelli che più rischia dai minacciati dazi di Donald Trump, che dovrebbero entrare in vigore da agosto. L’Italia è al quinto posto tra i fornitori Usa del settore, con un fatturato miliardario e decine di migliaia di addetti che riflette su contromisure, prezzi e diversificazione dei…
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Oltre 100 miliardi di euro. È il valore del mercato degli Stati Uniti per l’export italiano tra flussi diretti e indiretti, secondo un’analisi realizzata dalla CNA su indicatori e dati Ocse, Banca Mondiale e Istat. La questione dazi impatta dunque su una fetta consistente del fatturato all’estero del Made in Italy e in termini relativi è il sistema delle piccole imprese a essere il più esposto sul mercato a…
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Von der Leyen si piega agli Usa per sostituire il gas russo. Dentro all'accordo sui dazi raggiunto qualche giorno fa in Scozia, c'è l'impegno di Bruxelles ad acquistare gnl, petrolio e combustibile nucleare per 750 miliardi nei prossimi 3 anni. 250 miliardi all'anno, che però sono una cifra indicativa: gli acquisti di energia e gli investimenti li fanno compagnie private, e nessuno può obbligare…
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Le importazioni superano le esportazioni: è stato un anno in deficit commerciale il 2024 per l’alluminio in Europa. Lo scorso anno, infatti, l’Ue ha importato alluminio e articoli...
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Di Fulvio Rapanà Il termine “internazionale” è uno di quelli che le destre proprio non digeriscono in quanto stride con gli ideali sovranisti e nazionalisti che stanno alla base dei loro movimenti . E’ sempre stato così . Negli anni ’30 non vi era alcuna Internazionale fra la Germania nazista, l’Italia fascista e la Spagna franchista. Molte differenze culturali e caratteriali fra i tre leaders facevano si che se di giorno manifestavano amicizia e condivisione in privato disfacevano tutto rimarcando le differenze in…
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