Le forze di terra israeliane hanno attraversato nel fine settimana la zona demilitarizzata al confine tra Israele e Siria e sono entrate nel Paese per la prima volta dalla guerra dello Yom Kippur dell'Ottobre 1973: lo scrive il New York Times, che cita due anonimi funzionari israeliani. Il dispiegamento è avvenuto nel mezzo dell'avanzata dei ribelli che ieri hanno conquistato Damasco e costretto il presidente Assad a fuggire.
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Domenica mattina le Israel Defense Forces (Idf) hanno dispiegato nuove unità «nella zona cuscinetto e in diversi altri luoghi necessari per la sua difesa, per garantire la sicurezza delle comunità delle Alture del Golan e dei cittadini di Israele». Questa una delle prime reazioni ufficiali da parte di Israele davanti al crollo del regime di Bashar Assad in Siria. Con la fuga all’estero del presidente siriano, cala il sipario su un sistema di potere che ha fatto della minoranza alauita, la stessa a cui…
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Dopo la caduta della città meridionale siriana di Quneitra in mano jihadista, ieri Tel Aviv ha dispiegato altre forze militari, di terra e d’aria, al confine con cui lo Stato di Israele separa se stesso dalla Siria, sulle Alture del Golan. Un confine artificioso e illegittimo, come ha ribadito il 3 dicembre l’Assemblea generale dell’Onu: l’occupazione israeliana del Golan è «nulla e priva di qualsiasi validità» e va rimossa.
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Cosa pensa Israele di quanto sta accadendo in Siria? L’equazione potrebbe apparire semplice: il crollo del regime di Bashar al-Assad è la fine di un governo alleato dell’Iran. Ed essendo Teheran il grande avversario dello Stato ebraico in questa sfida per gli equilibri in Medio Oriente, tutto farebbe pensare che quello che succede al di là del confine tra Israele e Siria sia un bene per l’Idf e per Benjamin…
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