La scuola internazionale di alta formazione e business school IPE interviene in merito alla notizia della crisi Inps dovuta ai prepensionamenti e ai bassi salari dei giovani. Emerge un evidente dato... Leggi tutta la notizia
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Anche nel 2024, il XXIII° Rapporto annuale dell’ Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si configura come un documento di riferimento fondamentale per l’analisi delle dinamiche previdenziali; sociali ed economiche che di anno in anno caratterizzano l’ Italia. In un contesto segnato da sfide significative, quali invecchiamento della popolazione , calo demografico e transizioni ecologica e digitale, il Rapporto offre un istantanea del mercato del lavoro e del sistema…
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“È l’occasione per fare i conti con le grandi sfide sistemiche”. Lo spiega la direttrice generale dell’Inps, Valeria Vittimberga in un’intervista al Sole 24 Ore. A suo avviso, “il sistema previdenziale è sostenibile. Sono fondamentali le politiche di sostegno del lavoro femminile, l’educazione previdenziale dei giovani e il contrasto al lavoro nero”. Vittimberga sottolinea: “I dati dei primi 6 mesi dell’anno, che migliorano le prospettive di crescita del mercato del lavoro e che evidenziano un’occupazione…
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In Italia ci sono circa 16 milioni di pensionati che ricevono un importo medio di pensione, aumentato del 7,1%. Questi alcuni dei numeri che arrivano dal Rapporto annuale dell’Inps per il 2024, un documento di riferimento fondamentale per l’analisi delle dinamiche previdenziali, sociali ed economiche che caratterizzano l’Italia. Inps: sistema previdenziale a rischio? Ma il Rapporto dell’Istituto guidato da Gabriele Fava sottolinea come l’età effettiva di uscita dal lavoro è di 64,2 anni…
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Inps: calo del potere d’acquisto, aumento della disparità di genere e rischio squilibrio del sistema previdenziale. Questi sono i principali dati emersi dal XXIII Rapporto dell’Istituto di Previdenza Sociale nazionale. Diminuisce il potere d’acquisto dei lavoratori italiani e aumenta la disparità del trattamento pensionistico e salariale tra uomini e donne. La pensione media degli uomini è superiore del 35% rispetto a quella donne che risultano penalizzate anche in caso di maternità…
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Una precisazione arrivata dopo che in mattinata era stato presentato il XXIII Rapporto annuale dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, con una coda di polemiche più o meno centrate su alcuni dei suoi contenuti. A far discutere, in particolare, era stato il seguente passaggio: «Le previsioni Eurostat per l’Ue relative agli andamenti demografici fanno presagire un peggioramento del rapporto tra pensionati e contribuenti, con rischi crescenti di squilibri per i sistemi previdenziali, soprattutto per quei Paesi, come…
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"Il Rapporto Annuale dell’Inps fornisce un quadro preciso delle sfide che il nostro sistema previdenziale deve affrontare, tra cui l’invecchiamento della popolazione e il fenomeno dell’inverno demografico. Nonostante ciò, l’aumento degli assicurati, che ha raggiunto 26,6 milioni nel 2023, rappresenta un segnale incoraggiante per la sostenibilità del nostro sistema". Lo sottolinea all'Adnkronos Valeria Vittimberga, direttore generale dell'Inps, sottolineando come…
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Il consueto rapporto annuale dell’INPS sulle pensioni in Italia offre spunti di riflessione che possono essere interpretati in modi diversi. E che aprono a scenari altrettanto vari per il futuro. Un futuro ancora da definire, soprattutto considerando la necessità di riformare il sistema pensionistico. Una questione che potrebbe essere affrontata già con la prossima Legge di Bilancio o con quelle successive.
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"Il dato delle retribuzioni non fotografa il potere d’acquisto". Luca Mocarelli (nella foto), professore di storia economica all’Università di Milano Bicocca, fa ordine. "Duemila euro al mese possono essere tanti o pochi: se gli affitti arrivano a 1.200 euro al mese non resta poi così tanto, considerando le spese necessarie per vivere". Quello lombardo è un primato “svuotato“? "In Lombardia le retribuzioni sono più alte, ma vivere costa di più.
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Sono spesso le statistiche dell’Istat a tracciare i contorni all’Italia, un Paese a più velocità, dove quello che funziona da qualche parte non è detto lo faccia anche altrove e viceversa, mentre le disuguaglianze e il precariato valgono ovunque. Parlando di lavoro, poi, le differenze si fanno macroscopiche, e per riassumere tutto in un solo concetto stringato, secondo il Rapporto annuale 2024 dell’Istituto di statistica i giovani lavorano meno e anche quando riescono a farlo, hanno stipendi decisamente più…
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La scuola internazionale di alta formazione e business school IPE interviene in merito alla notizia della crisi Inps dovuta ai prepensionamenti e ai bassi salari dei giovani. Emerge un evidente dato... Leggi tutta la notizia
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La scuola internazionale di alta formazione e business school Ipe interviene in merito alla notizia della crisi Inps dovuta ai prepensionamenti e ai bassi salari dei giovani. Emerge un evidente dato in controtendenza e un gap salariale a favore delle nuove generazioni rispetto alle precedenti. A un anno dal titolo, la retribuzione mensile netta è, in media, pari a 1.384 euro per i laureati di primo livello e a 1.432 euro per i laureati di secondo livello, in calo, in…
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Introduzione Secondo il Rapporto annuale dell’Inps nel nostro Paese l'età effettiva di uscita dal lavoro è di 64,2 anni. Questo dipende anche dalle varie forme di anticipo introdotte negli ultimi anni - come Quota 103, Opzione Donna o l’Ape sociale - che hanno contribuito a far aumentare il numero di chi sceglie di ritirarsi prima. E, in tema di previdenza, fra i fattori che preoccupano c’è l’andamento demografico: tra il 1960 e il 1965 sono nati circa un milione di bambini l'anno mentre…
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– I giovani lavorano meno e guadagnano di meno. È questa la conclusione alla quale arriva il Rapporto dell'Inps nel capitolo su salari e classi di età. A fronte di una retribuzione media annua di fatto pari nel 2023 a quasi 26 mila euro per i lavoratori dipendenti (pubblici e privati, esclusi lavoratori domestici e operai agricoli), gli under 30 guadagnano poco più di 14mila euro, quindi poco più della metà.
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Nel 2021, l'ultimo anno in cui sono disponibili dati confrontabili, la spesa previdenziale italiana si è attestata al 16,3% del PIL, un livello inferiore solo a quello della Grecia, a fronte di una media europea del 12,9% In Italia nonostante l’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia sia a 67 anni – il livello più alto nell’Unione europea – l’età effettiva di pensionamento è ancora relativamente bassa (64,2), a causa…
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«Il sistema previdenziale è sostenibile. Sono fondamentali le politiche di sostegno del lavoro femminile, l’educazione previdenziale dei giovani e il contrasto al lavoro nero». Il direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, lo ribadisce in modo netto. «I dati dei primi 6 mesi dell’anno, che migliorano le prospettive di crescita del mercato del lavoro e che evidenziano un occupazione di qualità, rappresentano un elemento di forte riequilibrio per il sistema previdenziale»…
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Servono risposte urgenti per il lavoro, la previdenza e le politiche sociali. Sono questi, in estrema sintesi, i dati che emergono dal XXIII Rapporto annuale dell’Inps. Per la Cgil questi dati “evidenziano le gravi lacune nell'approccio di questo governo”. Innanzitutto, dal Rapporto si evince che “permangono preoccupanti segnali di precarietà e disuguaglianze, specialmente per i giovani e le donne.
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Il sogno delle uscite anticipate a pioggia, propagandato in campagna elettorale, lascia il campo a un duro risveglio: non solo la legge Fornero è viva e vegeta. Ma ora il governo, piuttosto che mandare a riposo anzitempo i lavoratori, farà di tutto per trattenerli in servizio oltre i limiti dell'età pensionabile. «Le previsioni Eurostat per l'Ue relative agli andamenti demografici fanno presagire un peggioramento del rapporto tra pensionati e contribuenti, con rischi crescenti di squilibri per i sistemi…
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In Italia i lavoratori vanno in pensione mediamente a 64,2 anni. È quanto emerge dal Rapporto annuale dell'Inps. "L'elevato livello di spesa per pensioni riflette due caratteristiche del sistema previdenziale italiano. La prima – spiega il Rapporto – riguarda l'età di pensionamento: nonostante l'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia sia a 67 anni, il livello più alto nell'Unione europea, l'età effettiva di pensionamento è ancora…
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Dopo anni di rassicurazioni del governo e dell’Inps sulla sostenibilità del sistema previdenziale nel medio-lungo periodo, affiorano nel Rapporto Inps 2024 presentato ieri preoccupazioni su questo fronte, dopo quelle già espresse dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Per carità, nessun allarme. «La tenuta dei conti è assolutamente in equilibrio nel breve-medio periodo», dice il presidente dell’Istituto, Gabriele Fava, che però aggiunge che una…
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Le pensioni continuano a incidere sul bilancio Inps, ma l'istituto assicura che i conti sono sostenibili nonostante le misure di flessibilità abbassino l'età di ritiro dal lavoro. L'età media effettiva di pensionamento in Italia, infatti, è ancora troppo bassa e «le previsioni Eurostat per l'Ue relative agli andamenti demografici fanno presagire un peggioramento del rapporto tra pensionati e contribuenti, con rischi crescenti di squilibri per i sistemi previdenziali, soprattutto per quei paesi, come l'Italia, dove la spesa…
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