Amen. Per una Roma vergognosa, senza anima, senza cuore, senza niente. Un disastro. Annunciato. Annunciato nei mesi precedenti da una serie di ciclopiche nefandezze da parte di proprietà, dirigenti, allenatori, calciatori che hanno portato la squadra, dopo un mercato da oltre centodieci milioni, in una situazione ben oltre i confini di una crisi di nervi. La Roma non c’è e purtroppo si vede. C…
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Fine. Alla stagione della Roma e all 'avventura di Juric sulla panchina giallorossa, scrive Lorenzo Pes su Il Tempo . Umiliata, maltrattata, calpestata, inerme. Una stagione devastata dall' esonero di... Leggi tutta la notizia
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Il Tempo (T. Carmellini) – Cos’altro deve succedere per far capire ai piani alti di Trigoria quello che tutti hanno già capito da tempo? Quando si sbaglia (e ci può stare) bisogna avere la capacità e la lucidità di ammetterlo. E mandare via un quel modo De Rossi per prendere Juric (che dopo 5 partite ha gia mezza squadra contro), è stato molto più di un errore: è stata una vera e propria follia. E il campo, come se lo spogliatoio e la piazza non lo avessero già detto abbastanza, ha dato la sua sentenza: ennesima.
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La batosta rimediata al Franchi lascia la Roma all'undicesimo posto in classifica, a quota 10 punti dopo 9 giornate: un rendimento peggiore persino di quello della passata stagione, quando i giallorossi hanno fatto registrare il loro peggior girone d'andata (in termini di punti) nell'era dei 3 punti a vittoria. Dal 1993-94, e cioè da quando appunto si assegnano i 3 punti per i successi, soltanto una volta la Roma aveva fatto peggio dopo 9 giornate: era la stagione 2008-09, in panchina…
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Tra poche ore si giocherà Fiorentina-Roma, sfida valida per la nona giornata di campionato. Mentre la squadra di Palladino vive un momento tutto sommato positivo, anche dal punto di vista offensivo essendo la Viola il sesto miglior attacco della graduatoria, non si può dire lo stesso dei giallorossi. Il dato preoccupante per la Roma Il dato della squadra di Juric è preoccupante, non tanto per i gol fatti (8) quanto per quelli che sono…
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In 11 partite stagionali la Roma ha segnato solo 10 volte. Un raccolto tanto scarso non si ricordava dall’annata 1991/92, con Ottavio Bianchi in panchina e una faticosa transizione societaria in atto. In quel caso, allo stesso punto della stagione, i gol erano appena 9. Erano altri tempi, le vittorie valevano due punti e i giocatori indossavano le maglie dall’1 all’11 senza nomi sulle spalle. Insomma, un latro calcio.
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La Roma non sta attraversando un gran periodo. La stagione dei giallorossi non è decollata per adesso, come dimostrano anche i numeri. Sia le gestione De Rossi che quella Juric non sono riuscite a risolvere alcuni problemi. Il primo è quello della lontananza dall'Olimpico. Nessuna vittoria in trasferta, 4 pareggi in A e la cocente sconfitta in Svezia in Europa League. Mentre l'altro difetto cronico è quello dei gol, la Roma non segna spesso e non produce spesso occasioni concrete da gol.
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Il Messaggero (P. Liguori) – Il posto più scomodo nella Roma, in questo momento, è quello dell’allenatore, chiamato a ricoprire molti ruoli diversi a mettere la faccia al posto della proprietà. Juric ha nervi saldi ed esperienza, ma i problemi sono evidenti e si moltiplicano. De Rossi, si è capito bene, è stato rimosso perché non poteva nascondere confusione ed errori nel mercato e nella gestione della rosa.
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AS ROMA NEWS – L’uno a zero striminzito ottenuto giovedì scorso contro la Dinamo Kiev non può bastare. Il vero test da superare è quello che di questa sera al Franchi di Firenze, campo storicamente ostico per i giallorossi. La Roma è chiamata a dare quelle risposte che il suo allenatore pretendeva a gran voce prima della gara di Europa League, quando aveva chiesto ai suoi di trasformarsi in bestie affamate di vittorie.
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Juric, serve la svolta. Il Romanista: "Ingrana la seconda" "Ingrana la seconda", si legge sulla prima pagina de Il Romanista, quotidiano dedicato alle vicende della Roma. I giallorossi sono chiamati alla reazione per poter dare continuità alla vittoria ottenuta contro la Dinamo Kiev: "Al Franchi con 300 romanista al seguito. Juric e la squadra, dopo i primi tre punti in Europa, cercano la svolta in campionato e, speriamo, della stagione.
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La Roma che ha ricominciato a vincere non può davvero fermarsi adesso. C’è tutto un ciclo di partite ravvicinate più o meno complicate che decideranno il destino della stagione e forse anche di Juric, l’allenatore capitato sicuramente nel momento sbagliato in attesa di capire se il posto per la sua carriera fosse quello giusto. A noi, però, interessa semmai la “carriera” della Roma e quello che si potrà ottenere in questa stagione partita malissimo e non ancora raddrizzata.
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Una vittoria, se non celebrata, va sempre onorata anche quando la prestazione non è convincente. Per restare in corsa per la fase a eliminazione diretta dell’Europa League, la Roma non aveva alternativa, doveva battere la Dinamo Kiev. Lo ha fatto con il rigore di Dovbyk, qualche consueta disattenzione difensiva, un orrore di Le Feé da iscrivere forse al capitolo superficialità, la solita difficoltà a trasformare in rete occasioni anche clamorose.
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Archiviata la vittoria in Europa League, Juric medita di proporre la stessa formazione che ha cominciato la partita contro l’Inter. Quattro cambi dunque rispetto alla Dinamo, con Mancini che ha smaltito la febbre e quindi è candidato al rientro. Angeliño dovrebbe dunque tornare nella difesa a tre, da centrale sinistro. Le altre certezze sono Cristante a centrocampo al posto di Le Fée, e la coppia di trequartisti titolari: Dybala più Pellegrini.
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ROMA CAMBIO MODULO – Un contesto che stenta a decollare, mentre i risultati arrivano solo a singhiozzi. Per la Roma di Juric si è aperto un mini-ciclo di partite molto ravvicinate con la vittoria stentata in casa contro la Dynamo Kiev. Tra indicazioni contrastanti e un ritmo non irresistibile, Juric potrebbe pensare a delle contromosse nell’assetto tattico. Aggiustamenti necessari per raddrizzare il timone Al terzo tentativo, è arrivata la prima vittoria europea per Juric sulla…
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Nella Roma segna solo Dovbyk: l'ucraino ha sempre giocato ma ora dovrà riposare SOS gol in casa Roma. La formazione di De Rossi prima e Juric poi fa fatica a segnare. Solo 10 le reti dei giallorosse, mai così poche in quest'ultimo quadriennio. Cinque portano la firma di Artem Dovbyk, il centravanti arrivato dal Girona che gioca sempre e che ha segnato gol che hanno portato punti, vittorie e hanno sbloccato le gare.
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CARINA: “Alla Roma mancano i gol di centrocampisti e difensori”; ORSI: “Squadra non adatta alle richieste di Juric” SENTI CHI PARLA ALLE RADIO – La rubrica di Romanews.eu “Senti chi parla… alle radio” è lo spazio quotidiano in cui potete leggere i commenti sul mondo Roma di speaker e opinionisti protagonisti dell’etere romano raccolti dalla nostra Redazione. Carina a Radio Radio Mattino: “La partita di Firenze è ancora da…
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La Roma segna poco. Ma poco poco. Undici partite, distribuite tra DDR e Juric , e soltanto 10 reti. ... Un brutto dato. Pessimo, anzi. Ce ne è un altro, poi, che deve indurre a un'ulteriore accurata riflessione: il 50% delle reti sono state firmate da Dovbyk . Se da una parte si può salutare con soddisfazione il rendimento dell'ex Girona , da un'altra non si può fare a meno di rilevare come i suoi 5 gol (3+2) sui 10 totali stiano lì a indicare in maniera inequivocabile che la Roma davanti ha un problema.
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NOTIZIE AS ROMA – C’è solo Dovbyk. Il resto, in termini di produzione offensiva, è un insieme di inefficienze, scrive oggi il Corriere dello Sport (R. Maida). Se a Monza, prima della sosta, la Roma aveva creato tante situazioni per segnare e ne aveva concretizzata appena una, ovviamente con Dovbyk, le due partite successive hanno evidenziato un problema diverso: la squadra segna poco perché genera poche situazioni per meritarlo.
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La Roma europea vince al terzo appuntamento del mega girone voluto dall’Uefa. Alzi però la mano chi è rimasto non diciamo soddisfatto, ma che ha visto progressi nell’evoluzione di una squadra che fa una maledetta fatica a essere tale, al di là delle carenze strutturali della rosa, di un inizio di stagione in cui la società, almeno quello che resta, ha fatto una serie di errori che neppure volendolo ci sarebbe riuscita così bene.
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Undici partite, distribuite tra DDR e Juric, e soltanto 10 reti (nella passata stagione erano state 26). Otto in campionato (come Cagliari e Monza) in altrettante gare (mai così male dal 2010-11: 7 reti). Un pessimo dato. E il 50% delle reti sono state firmate da Dovbyk. Il che - sottolinea Mimmo Ferretti su 'Il Corriere della Sera' - indica in maniera inequivocabile che la Roma davanti ha un problema.
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No Dovbyk, no party. Se non segna il gigante ucraino, la Roma la porta avversaria la vede in cartolina. Artem il suo dovere lo sta facendo: 5 reti in 11 partite. Il problema è il resto: da... Leggi tutta la notizia
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No Dovbyk, no party. Sta diventando una triste consuetudine: se non segna il gigante ucraino, la Roma la porta avversaria la vede in cartolina. Artem, di professione centravanti, il suo dovere lo sta facendo: 5 reti in 11 partite, di cui un paio (Elfsborg 26' e l'altra sera contro la Dinamo Kiev 53') nemmeno giocate per intero. Il problema è il resto: da difensori e centrocampisti mancano i gol. Tanti gol.
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Dopo otto giornate di campionato la Roma è la squadra più indecifrabile della Serie A. In meno di 12 mesi è già al terzo allenatore, da Mourinho a De Rossi, da De Rossi a Juric che, tanto per cambiare, è già sotto esame e la partita di Firenze dirà qualcosa di importante sul futuro del tecnico croato. Non gioca male ma nemmeno bene. Con l’Inter, ultima gara di campionato e ultima sconfitta, avrebbe meritato anche il pareggio, ma c’è troppa confusione intorno alla…
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Vocegiallorossa.it "È la dura legge del gol", cantava Max Pezzali nel lontano 1997, e oggi quelle parole suonano più attuali che mai. La Roma, nonostante i numerosi momenti difficili che ha attraversato negli ultimi anni, ha sempre potuto contare su una risorsa fondamentale: i calci piazzati. Durante l'era Mourinho, infatti, i gol realizzati su calcio d'angolo sono stati una delle principali armi offensive dei giallorossi, rappresentando una costante fonte di pericolosità.
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