Si può dire senza temere una smentita che i referendum su lavoro e cittadinanza ai migranti non hanno esattamente appassionato gli altoatesini. La provincia di Bolzano è stata di gran lunga quella dove si è votato di meno. Una percentuale davvero irrisoria di votanti, appena il 15,9%, praticamente la metà di quanti sono andati alle urne nel vicino Trentino. Un altro dato in controtendenza con quello nazionale è la vittoria del “no” con il 52% al referendum che chiedeva il…
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I risultati dei referendum: il dato sul quesito relativo alla cittadinanza. Il referendum abrogativo sulla cittadinanza si è rivelato il più controverso tra i cinque proposti agli elettori: stando ai risultati ufficiali del Viminale, in Friuli Venezia Giulia il 40% dei votanti ha detto no, una percentuale nettamente più alta rispetto agli altri quesiti, che hanno invece visto un’ampia affermazione del sì (oltre l’80%).
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Di Massimo Falcioni SAN BENEDETTO DEL TRONTO. A San Benedetto sono stati circa 11.500 i cittadini che si sono recati alle urne a votare per il referendum, con leggero predominio delle donne (oltre 6.200) sugli uomini (circa 5.300). Cinque i quesiti su cui bisognava esprimersi. Il primo riguardava il reintegro nel posto di lavoro per licenziamento ingiustificato; il secondo proponeva di eliminare il tetto agli indennizzi nei licenziamenti delle piccole imprese…
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Al referendum divario di oltre 20% rispetto ai temi legati al lavoro Non solo l’affluenza alle urne al referendum 2025 è rimasta ben al di sotto del quorum necessario, ma tra i cinque quesiti proposti, quello sulla cittadinanza agli stranieri ha ottenuto risultati nettamente inferiori rispetto agli altri, tutti incentrati su temi legati al lavoro. Il quesito in questione proponeva di modificare la norma che prevede dieci anni di…
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L’Italia (non) ha votato: il quorum non è stato raggiunto, e la conseguenza più immediata è che milioni di persone rimarranno senza diritti, con meno protezione, e continueranno a essere formalmente straniere in quello che considerano il proprio Paese. Era inevitabile: non perché gli italiani siano incapaci di accettare, di coinvolgere, di integrare. Affatto…
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Il quesito referendario sulla cittadinanza a cinque anni rischia di essere «aggirato» dalla solita giurisprudenza creativa. Oggi e domani ci saranno i referendum popolari abrogativi previsti dall’articolo 75 della Costituzione su cinque quesiti: quattro in materia di lavoro e uno sulla cittadinanza. Il quesito chiede che di ridurre da dieci a cinque anni il periodo di residenza in Italia degli stranieri per acquisire la cittadinanza italiana, come era prima della riforma degli anni Novanta.
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Dovessero vincere i sì, nel giro di pochi mesi in Italia ci potrebbero essere 1,4 milioni di stranieri in meno, fra cui 380mila minori. E non perché espulsi o allontanati, ma perché da cinque anni residenti in Italia, dunque in condizioni di presentare la domanda per il riconoscimento della cittadinanza. È questo uno dei quesiti a cui dovranno rispondere gli elettori che oggi e domani si presente…
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