Resta un mistero il movente del femminicidio di Cinzia Pinna, la 33enne trovata senza vita in un terreno di proprietà di Emanuele Ragnedda, imprenditore vinicolo che ha confessato iero l'omicidio della donna.
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È stata l'ultima a vedere viva Cinzia Pinna la sera dell'11 settembre. «Ero con lei nello stesso locale, il “Bianco e Rosso” di Palau. Ma non siamo andate via insieme e me ne rammarico, l’ho lasciata davanti al locale perché lei voleva restare lì», racconta a Repubblica Donnette, una collega della 33enne uccisa in Sardegna. Il suo copro è stato ritrovato ieri dopo 13 giorni nella tenuta di…
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Si è fidata Cinzia Pinna, forse ha anche creduto che l’uomo gentile che la ha avvicinata a Palau la sera dell’11 settembre, avrebbe potuto aiutarla. Lei non stava bene, le era successo altre volte. Era una donna fragile Cinzia, ma amava la vita e nonostante le difficoltà e tanti problemi stava cercando la strada per una esistenza almeno serena. La stavano aiutando i familiari, i genitori e la sorella Carlotta, e gli amici.
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«Chiedevo un letargo, un anestetico, una certezza di essere ben nascosto. Non chiedevo la pace nel mondo ma la mia». Rilette ora, le parole che Cinzia aveva scritto sulla sua bacheca Facebook il 20 gennaio suonano come un doloroso epitaffio. Prese in prestito dalla «Casa in Collina» di Cesare Pavese, resteranno un'amara eredità. E poi ancora: «Conosco il peso di perdere tutto e di ricominciare», quasi un messaggio di consolazione a chi ora piange.
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Alla fine ha portato i carabinieri dove l’aveva sepolta. Cinzia Pinna, 33 anni, scomparsa nella notte dell’11 settembre. Sorride da una foto. Sorridono tutte, dalle foto. È qui sotto, ha detto. Nella sua tenuta di Conca Entosa, sette ettari di vigna nelle campagne di Palau, dove lui, Emanuele Ragnedda, produce solo vino di grande qualità, il bianco più caro d’Italia, da 1300 a 1800 euro, il Disco…
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PALAU – Donnette è stata tra le ultime persone ad avere visto Cinzia Pinna viva la sera dell’11 settembre. «Ero con lei nello stesso locale, il “Bianco e Rosso” di Palau. Ma non siamo andate via insieme e me ne rammarico, l’ho lasciata davanti al locale perché lei voleva restare lì», racconta. Il wine bar è molto frequentato dai giovani e soprattutto dal personale dell’Hotel Palau, che si trova a tre minuti di macchina dal locale.
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Il vignaiolo filosofo ha trasformato la sua tenuta di lusso, simbolo dell’eccellenza enologica, nel cimitero di Cinzia Pinna. Il golden boy di Gallura, lo scapolo d’oro che aveva sempre il tavolo migliore ( e neanche a dirlo le bottiglie più costose) nei locali della Costa Smeralda, braccato dalla paura, ha concluso sugli scogli la sua fuga in gommone cercando rifugio nella casa di mamma e papà. Da testimonial dell’eccellenza sarda ad assassino.
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A metterlo spalle al muro è stata quella sua folle fuga in gommone da Cannigione a Baja Sardinia, perché sapeva di essere braccato: da giorni era forte il sospetto che fosse stato lui ad uccidere una ragazza scomparsa a metà settembre.
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