Presentato alla Berlinale, No Good Men è il nuovo film di Shahrbanoo Sadat, terzo capitolo di una pentalogia iniziata con Wolf and Sheep e proseguita con The Orphanage. Ambientato nel 2021, alla vigilia del ritorno dei talebani a Kabul, il film sceglie una prospettiva diversa e anche sorprendente: raccontare gli ultimi giorni di libertà attraverso i codici della commedia romantica. No Good Men. Il film di Sharbanoo Sadat La protagonista, Naru, è l’unica cameraman della principale…
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Altre notizie:
Arundhati Roy non sarà alla Berlinale come annunciato in precedenza. La scrittrice indiana ha deciso di rinunciare all'evento (iniziato lo scorso 12 febbraio e che proseguirà fino al 28) per via di una serie di dichiarazioni di Win Wenders, Presidente di giuria della 76esima edizione. Le dichiarazioni di Wim
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News Cinema Domenica affollata, la quarta giornata del Festival di Berlino 2026: è comparsa gente attorno a Potsdamer Platz che col festival non c'entra e di film ce ne sono stati tanti. Qui ne raccontiamo tre. Divenuta dopo la caduta del Muro di Berlino la più vasta area edificabile d'Europa, la zona di Potsdamer Platz, completamente ricostruita e composta da edifici modernissimi progettati dai più importanti architetti, tra cui Renzo Piano, è il cuore pulsante…
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Berlinale Naru è l'unica operatrice televisiva afghana. I suoi colleghi e superiori sono tutti uomini, ma a lei non importa, sa di essere brava nel suo lavoro. Subisce la discriminazione in una società che considera le donne come subalterne. Siamo a Kabul, poco prima del ritorno al potere dei talebani. Naru si scontrerà persino con il noto giornalista d'inchiesta di Kabul News per cui si troverà a fare da operatrice.
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News Cinema Nella terza giornata del Festival di Berlino 2026 si sono visti alcuni film dell'orrore, e degli orrori di film. Le locandine più belle e divertenti che si vedono esposte all'interno dello European Film Market di Berlino, al suo esterno, e che vengono pubblicate sulle pagine dei cosiddetti trade - ovvero le riviste che si rivolgono principalmente a chi lavora nel cinema, riviste come Variety, Screen e The Hollywood Reporter, che durante i festival che ospitano anche un mercato pubblicano dei daily - sono…
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Continuano le grane alla 78a edizione della Berlinale. Dopo le dichiarazioni del presidente della giuria Wim Wenders, che, alla conferenza stampa d’apertura, rispondendo a una domanda sul sostegno del governo tedesco a Israele, ha detto che “dobbiamo stare fuori dalla politica” perché “noi registi siamo il contrappeso della politica, siamo l’opposto”, ogni incontro con gli artisti presenti al festival si sta rivelando un campo minato.
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— La commedia romantico-politica afghana No Good Men ha aperto la 76ª Berlinale, presentata fuori concorso al Gala Special del festival a Berlino. Ambientata sullo sfondo della presa di potere dei talebani, la storia racconta di Naru, l'unica cameraman donna in una tv di Kabul, interpretata dalla stessa
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“È un modo per mettere a tacere il dibattito su un crimine contro l’umanità proprio mentre si sta consumando davanti ai nostri occhi in tempo reale, quando artisti, scrittori e registi dovrebbero fare tutto il possibile per fermarlo”. Così la scrittrice indiana Arundhati Roy ha giudicato la scelta della direzione artistica della Berlinale di evitare …
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Berlinale, apertura con l'Orso d'Oro onorario a Michelle Yeoh e Wim Wenders presidente della Giuria Un'apertura splendida per la 76ma edizione del Festival di Berlino: l'Orso d'oro onorario di quest'anno è andato all'attrice malaysiana di etnia cinese Michelle Yeoh, già vincitrice di un Oscar e di un Golden Globe mentre il Presidente della giuria Wim Wenders ha scatenato qualche polemica affermando che non bisogna parlare di politica in un festival…
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Si apre oggi la 76esima edizione del Festival del cinema di Berlino di Cristina Battocletti 13 febbraio 2026 Il fil rouge femminile è il tema attorno a cui si è costruita la rassegna tedesca guidata da Tricia Tattle
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È il film che non ti aspetti di vedere e che offre una prospettiva inedita su un Paese e le donne che lo abitano. A inaugurare ieri la 76ª edizione della Berlinale è arrivato infatti No Good Man, scritto e diretto dalla regista afghana Shahrbanoo Sadat, al suo terzo film dietro la macchina da presa, che ci immerge nella Kabul del 2021, alla vigilia del ritiro delle ultime truppe statunitensi e del ritorno dei talebani e del terrore.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Loading... Il cinema afghano apre la Berlinale: l’inaugurazione della 76esima edizione del festival tedesco è stata affidata a “No Good Men”, terzo lungometraggio di Shahrbanoo Sadat. Nata in Iran ma di nazionalità afghana, Sadat sta sviluppando un progetto di cinque film ispirati a un’autobiografia mai pubblicata di Anwar Hashimi, mescolata a esperienze di vita vissute dalla…
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Berlino – Nel festival più politico del mondo Wim Wenders sceglie di non entrare nel rumore. A 80 anni, presidente di giuria della Berlinale 76, simbolo vivente del cinema europeo ma anche autore capace di attraversare Hollywood, il documentario, la musica e la fotografia, Wenders rifiuta di trasformare il palco in tribuna. Mentre intorno infuriano polemiche su guerre, leadership globali, ritorni…
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Si è aperta ieri la 76. edizione del festival internazionale di Berlino. Internazionale non solo per i film in concorso – anche se qualche mancanza importante c’è, come verrà fatto notare durante questa prima conferenza – ma anche per la giuria della competizione principale. Oltre al presidente di quest’anno, Wim Wenders, i giurati e le giurate provengono dalle più differenti parti del mondo. Soprattutto dal continente asiatico: il regista Min Bahadur Bham dal Nepal, il regista e archivista Shivendra Singh…
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All’inizio di No Good Men c’è il desiderio della regista di raccontare la storia di una donna a Kabul oggi, un soggetto che fino allora Shahrbanoo Sadat aveva evitato perché – come dice – «mi sembrava fin troppo utilizzato e spesso con troppe semplificazioni». L’idea però di un personaggio femminile giovane, vicino alla sua generazione è rimasta lì insieme alla necessità di affrontarlo a suo modo, sfuggendo cioè agli stereotipi di un immaginario che riguarda non solo le donne afghane ma tutto il suo Paese…
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