Il presidente della Regione Giovanni Toti "così come qualsiasi indagato, può presentare una memoria" o fare "spontanee dichiarazioni al Riesame". È quanto precisa il procuratore capo di Genova Nicola Piacente in merito alla fissazione della data in cui il governatore potrebbe essere sentito. Quello davanti al pubblico ministero "non è un interrogatorio di garanzia" e dunque "non è obbligato a farlo".
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La mafia, i riesini e i 400 voti comprati: la maxi inchiesta che ha decapitato Regione Liguria con l'arresto del presidente Toti, di Aldo Spinelli e dell'ex presidente dell'Autorità Portuale Paolo Emilio Signorini ha travolto anche Certosa, che oggi viene dipinto come quartiere del malaffare genovese. "Ma Certosa non è sotto il giogo della mafia" sottolinea Enrico D'Agostino, storico attivista del quartiere…
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Il presidente sospeso della Regione Liguria Toti potrebbe tornare libero in caso di dimissioni perché senza quell'incarico in linea teorica non potrebbe reiterare il reato e inquinare le prove. Come a dire che il governatore di trova di fronte a una difficile e complicatissima scelta: rinunciare al suo incarico e di fatto chiudere la sua carriera politica, o rimanere ancora alle rigide e pesanti restrizioni degli arresti domiciliari che gli impediscono di avere rapporti con l'esterno, tranne…
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Pietro Senaldi 16 maggio 2024 Ieri in Tribunale era il giorno dei riesini, la comunità originaria di una cittadina in provincia di Caltanissetta che figura nel filone d’indagine relativo alla corruzione elettorale, che vede a carico di Matteo Cozzani, il capo di gabinetto di Toti, anche l’aggravante mafiosa. «Vengo lì e ti sputo in faccia», lo avrebbe insultato via sms Maurizio Testa, con il gemello Arturo uno dei portatori di voti per la lista Cambiamo.
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Dopo il successo di Giovanni Toti alle Regionali 2020, i gemelli di Boltiere Arturo e Maurizio Testa pare siano richiestissimi. Lo stesso Toti propone di richiamarli a Genova per la campagna del sindaco Marco Bucci, ma il suo capo di gabinetto Matteo Cozzani non può parlarci: «Se no mi squartano», dice probabilmente riferendosi ai posti di lavoro promessi e mai arrivati. Dalle carte dell’inchiesta, che ieri mattina (14 maggio 2024) ha…
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Alla candidata su cui sarebbero confluiti parte dei voti in odore di mafia, non piacevano quei personaggi che secondo i pm manovravano i voti della comunità siciliana di Certosa, consensi che sarebbero stati inquinati da personaggi vicini al clan Cammarata di Riesi. Ilaria Cavo, parlamentare eletta nel partito di Giovanni Toti sentita due giorni fa …
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Genova. C’è una lettera che torna due volte nell’indagine per corruzione della procura di Genova e in particolare nel filone che riguarda le accuse di corruzione e corruzione elettorale con aggravante mafiosa. Si tratta di una mail del 15 marzo 2007 firmata da Marta Vincenzi e destinata all’associazione di riesini a Genova, associazione promossa da Venanzio Maurici, oggi tra gli indagati della maxi-inchiesta.
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Sono arrivati insieme a Genova di prima mattina i fratelli di Boltiere Arturo e Italo Testa, indagati per corruzione elettorale aggravata dell'agevolazione mafiosa nell'inchiesta "Toti". Martedì (14 maggio) è stato il giorno degli interrogatori di garanzia dei due gemelli, rappresentanti della comunità riesina nel capoluogo ligure. “Toti lo conosco da quando era coordinatore nazionale di Forza Italia - le parole di Arturo all'uscita dal tribunale…
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«Toti lo conosco da quando era coordinatore nazionale di Forza Italia. Noi non abbiamo mai chiesto posti di lavoro. Io fascista? Chi ci conosce dice eresie. Io mi definisco antifascista e il saluto romano erauna goliardata. Se vado in piazza Rossa, saluto con il pugno...». Così al termine dell'interrogatorio di garanzia, Arturo Angelo Testa, rappresentante della comunità riesina a Genova…
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Genova. Ha negato “ogni addebito”, Arturo Angelo Testa, che insieme al gemello Italo Maurizio è indagato per corruzione elettorale aggravata dall'aver agevolato il clan Cammarata nell'ambito dell'inchiesta sulla maxi corruzione in Liguria. Testa è arrivato in tribunale martedì mattina per l’interrogatorio di garanzia davanti alla gip Paola Faggioni, accompagnato dagli avvocati Celeste Pallini e Stefano Vivi.
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"Ho fatto solo una vita ad aiutare la gente". Così Venanzio Maurici, l'ex sindacalista indagato nell'inchiesta che ha portato ai domiciliari il governatore Giovanni Toti, accusato di corruzione elettorale, aggravata dal fine di aver agevolato Cosa Nostra e destinatario dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria entrando a palazzo di giustizia per l'interrogatorio di garanzia. Il sindacalista genovese è in pensione dal 2018 ed è tra i nomi che emergono dall’inchiesta.
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"Facevo solo campagna elettorale tramite comunità riesina, non capisco perché mi accusano". Lo ha detto Arturo Angelo Testa, uno dei due fratelli ex Forza Italia indagati per corruzione elettorale aggravata dall'aver agevolato il clan mafioso Cammarata del mandamento di Riesi nell'ambito dell'inchiesta che ha portato ai domiciliari il governatore ligure Toti, l'imprenditore Aldo Spinelli e l'ex presidente dell'autorità portuale ed ex ad di Iren Paolo Signorini
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