' min read For feedback, please contact [email protected] Translated by AI Versione italiana After many rumours, repeatedly reported by Il Sole 24 Ore, the big technology companies concretise their challenge to Nvidia's monopoly by making microprocessors 'in house'. Apple and Intel have reached a preliminary agreement to produce some chips for the Cupertino company's devices. According to the WSJ, talks between the two companies, backed by the Trump administration to bring hi-tech production back to the…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 1' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Dopo tanti rumors, più volte riportati dal Sole 24 Ore, le grandi società tecnologiche concretizzano la sfida al monopolio di Nvidia, realizzando “in casa” i microprocessori. Apple e Intel hanno raggiunto un accordo preliminare per la produzione di alcuni chip per i dispositivi della società di Cupertino
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Apple e Intel hanno raggiunto un accordo preliminare per la produzione di alcuni chip per i dispositivi della società di Cupertino. Secondo il Wsj, i colloqui tra le due aziende, sostenuti dall'amministrazione Trump per riportare la produzione hi-tech negli Usa, sono in corso da oltre un anno e, in base ad alcune fonti, nei mesi scorsi è stata definita un'intesa formale. Non è ancora chiaro a quali prodotti Apple la produzione di Intel sarà rivolta: Apple commercializza oltre 200 milioni di…
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Questa volta sembra che sia tutto vero. E Apple, che da anni promette a Donald Trump di riportare parte della produzione negli Stati Uniti, avrebbe fatto il primo, vero, passo. Secondo Bloomberg infatti il gruppo starebbe trattando con Intel e Samsung per produrre negli Stati Uniti i processori principali dei suoi dispositivi. Una scelta che ridurrebbe la dipendenza dal colosso taiwanese TSMC, partner di Cupertino da oltre un decennio per la produzione dei chip di iPhone, iPad e Mac
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] C’è stato un tempo in cui il binomio Apple-Intel era sinonimo di business molto solido. Nel 2006, la casa di Cupertino decise di affidarsi proprio al produttore di Santa Clara per i chip dei suoi Mac. E così è stato per quasi 15 anni. Poi, nel 2020, la decisione di una transizione a processori proprietari basati su architettura ARM, i cosiddetti Apple Silicon…
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Dopo le vendite di ieri sono tornati gli acquisti sulle Borse europee, con i principali indici che hanno terminato la seconda seduta della settimana in generale rialzo. Ad aver sostenuto gli acquisti sia alcune buone trimestrali provenienti dalle aziende europee e statunitensi che la tenuta della tregua in Medio Oriente. Con un petrolio che prosegue la sua fase correttiva di breve periodo, Wall Street si avvia al giro di boa sui nuovi massimi di sempre.
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È sotto gli occhi di tutti come, nel corso degli anni, Apple abbia costruito una delle catene di approvvigionamento più solide e sofisticate al mondo, basata su un equilibrio estremamente delicato tra progettazione interna e produzione affidata a partner selezionati. Eppure, come spesso accade nel settore tecnologico, soprattutto in una fase storica dominata dall’esplosione dell’intelligenza artificiale, anche i modelli più consolidati iniziano a mostrare…
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