La materia oscura, uno dei più grandi enigmi della cosmologia moderna, potrebbe essere stata finalmente osservata in modo diretto. Un nuovo studio condotto dal professor Tomonori Totani dell'Università di Tokyo, pubblicato sul Journal of Cosmology and Astroparticle Physics, riporta la rilevazione di un peculiare segnale di raggi gamma proveniente dal centro della Via Lattea, compatibile con le previsioni teoriche sull'annichilazione di particelle di materia oscura.
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La materia oscura è un mistero che accompagna fisica e astronomia da quasi un secolo. Dalla sua formulazione, all’inizio del ventesimo secolo, l’idea che debba esistere della materia invisibile, ma capace di far sentire i propri effetti gravitazionali nell’Universo, è diventata sempre più indispensabile per spiegare un grande numero di fenomeni cosmici: dal moto delle galassie, alla loro nascita ed evoluzione.
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La materia oscura rappresenta uno dei più affascinanti enigmi della fisica contemporanea: costituisce circa l'83% di tutta la materia nell'universo, eppure rimane completamente invisibile alla nostra osservazione diretta. Per ogni chilogrammo di materia ordinaria – quella che compone stelle, pianeti e galassie – esistono circa 5 chilogrammi di materia oscura, la cui presenza si rivela solo attraverso gli effetti gravitazionali sul cosmo visibile.
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Analizzando i dati del telescopio spaziale della NASA, ricercatori dell'Università di Tokyo avrebbero individuato un alone di raggi gamma attorno al centro della Via Lattea compatibile con le caratteristiche di una classe teorica di particelle che potrebbero costituire la misteriosa materia oscura
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Un team della University of Tokyo propone una scoperta che, se confermata, rivoluzionerebbe la nostra comprensione dell’Universo: il telescopio spaziale Fermi della NASA potrebbe aver rilevato la materia oscura nella Via Lattea. Lo studio, pubblicato sul Journal of Cosmology and Astroparticle Physics, segnala un’emissione di raggi gamma da circa 20 gigaelettronvolt che si estende come un alone attorno al centro galattico, in linea con la distribuzione prevista della materia…
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Era il 1937 quando l'astronomo svizzero Fritz Zwicky ipotizzò per primo, osservando diverse galassie all'interno dell'ammasso della Chioma e provando ad approssimare la loro massa, che l'ammasso dovesse essere tenuto insieme da una "materia oscura" invisibile. Oggi, dopo quasi un secolo, una ricerca basata sui dati del telescopio spaziale a raggi gamma della NASA Fermi potrebbe aver fornito le prime prove dirette dell'esistenza della materia oscura.
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