Il prezzo del petrolio continua a crescere e lo ha fatto anche dopo le rassicurazioni di Donald Trump secondo il quale lo farà ancora per poco. Si intensifica invece la crisi nel Golfo e questo ha portato il petrolio a salire sopra la soglia dei 100 dollari al barile. I Paesi del G7 stanno infatti valutando di rilasciare le riserve petrolifere strategiche per stabilizzare il prezzo. Anche in Italia si discute il tema delle accise mobili per ridurre il costo…
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Comunque vada a finire lo scontro medio orientale, il rally dell’oil ha spinto l’azionario del settore, che in prospettiva potrebbe distribuire profitti ancora più alti. Sei leader europee sotto analisi. La debolezza dei nostri titoli di Stato è anch’esso un segnale da valutare. In un confronto che diventa inevitabile. Cronache dai mercati La parola più ricorrente nei resoconti finanziari più seri degli ultimi giorni è…
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Il petrolio torna a correre e i mercati trattengono il fiato nel bel mezzo delle tensioni in Medio Oriente. I futures sul Brent sono balzati fino a 84,5 dollari al barile, riaccendendo timori sulle forniture energetiche e sulle prospettive dell’economia mondiale. Ma dietro la corsa del prezzo del petrolio si nasconde una realtà più complessa: non tutte le azioni delle compagnie petrolifere beneficiano allo stesso modo dell’aumento del barile.
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I prezzi del petrolio salgono (futures sul Brent +3,8% a 84,5 dollari al barile alle 18:00 del 5 marzo) mentre l"escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a interrompere le forniture, spingendo alcuni dei principali produttori a ridurre la produzione e altri ad adottare misure per garantire la sicurezza dell"approvvigionamento. Ma tra chi prevede un prezzo del greggio a 120 dollari al barile (150 dollari al barile la…
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