La vicenda di Cisterna di Latina Il padre dell’uomo che ha abbandonato il bracciante Satnam Singh davanti casa, dopo che l’indiano aveva perso il braccio destro in un incidente sul lavoro, nella sua azienda agricola, da cinque anni è indagato per reati di caporalato. Il procedimento è ancora in attesa dell’udienza preliminare davanti al tribunale di Latina. La notizia è stata diffusa ieri, sabato 22 giugno, dal telegiornale di La7, pubblicando, in esclusiva, un documento giudiziario.
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La morte, terribile, di Satnam Singh ha colpito l'opinione pubblica e riempie il dibattito televisivo. Una vicenda atroce, quella del bracciante prima mutilato, poi abbandonato in strada e, infine, morto a Latina. Una vicenda sulla quale, però, la sinistra ha subito iniziato a speculare per dar contro al governo Meloni. Del caso di Singh se ne parla anche a In Onda, il programma de La7 condotto da Luca Telese e Marianna Aprile, la puntata è quella di sabato 22 giugno.
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Perché è ancora libero? Parliamo dell'uomo nella foto qui sopra, Antonello Lovato, imprenditore agricolo di Latina. Al momento accusato di omissione di soccorso e omicidio colposo per la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano impiegato (in nero) nella sua azienda. E la domanda che facciamo va oltre le questioni tecniche, gli accertamenti di responsabilità, i codici. Satnam Singh è rimasto gravemente ferito lavorando nei campi: un macchinario gli ha strappato un braccio.
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Da Sabaudia, in paesaggio lagunare, una delle città fondate durante la bonifica dell’Agro Pontino, si sale verso borghi di remota origine. Qui si ammira l‘Abbazia di Fossanova, la prima in Italia delle costruzioni nei modi gotico-cistercensi. Per arrivarci si attraversa il piano già paludoso, ora coltivato. Quando andai vidi tanti trattori, e vecchi furgoni che portavano al lavoro i braccianti stranieri.
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Il titolare della cooperativa Agrilovato, Renzo Lovato, padre di Antonello Lovato, l’imprenditore agricolo che ha abbandonato, senza chiamare i soccorsi, il bracciante indiano Satnam Singh davanti casa dopo un incidente sul lavoro nella sua azienda che gli è costato la vita, è indagato da cinque anni per reati connessi al caporalato. Il procedimento giudiziario, un altro rispetto a quello che riguarda la morte…
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Una scoperta che rende in una certa misura ancor più atroce la morte di Satnam Singh, il bracciante che ha perso la vita dopo aver subito una mutilazione per poi essere gettato in strada, a Latina. Infatti si è scoperto che il padre del suo datore di lavoro è indagato da cinque anni per reati di caporalato. Si tratta dello stesso uomo che aveva rilasciato dichiarazioni agghiaccianti dopo la tragedia, parlando di una "leggerezza che fa male a tutti".
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Quando Renzo Lovato, il papà di Antonello, l’uomo che ha scaricato Satnam Singh e il braccio amputato, ha dichiarato in tv che era stata una leggerezza del lavoratore costata cara a tutti, sapeva di cosa parlava. E infatti è indagato nell’inchiesta Jamuna, dal nome di un fiume indiano del Punjab, la regione da cui proviene la maggior parte dei braccianti dell’agro pontino. Assieme a lui altri 14 imprenditori di Terracina, San Felice Circeo e Sabaudia hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle…
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Satnam Singh. In un’altra inchiesta per caporalato emerge che anche Renzo Indagato risulta sotto indagine per caporalato Non sono mancate le polemiche per le parole considerate inopportune da parte del padre dell’indagato per la morte di Satnam Singh, Renzo Lovato. Il padre del 38enne Antonello Lovato, che è indagato per omicidio colposo, omissione di soccorso e violazione della normativa sul lavoro, è stato intervistato dal TG1 all’indomani della tragedia del 31enne “Navi”.
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Emergono nuovi dettagli sul caso della morte di Satnam Singh. Il TgLa7 ha pubblicato, in esclusiva, un documento della procura in cui si legge che Renzo Lovato, padre di Antonello Lovato, il 37enne accusato di aver abbandonato il bracciante indiano davanti casa dopo che aveva perso il braccio destro in un incidente sul lavoro nella sua azienda agricola, è indagato da 5 anni per reati di caporalato in un altro procedimento.
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Mentre la città si ferma e scende in piazza per dire no al caporalato, allo sfruttamento, per dire che non si può morire come Satnam Singh, il bracciante indiano scaricato dal suo datore di lavoro in strada con un braccio mozzato e le gambe schiacciate da un macchinario nella sua azienda, emerge un altro fatto terribile in questa storia che ha i connotati dell’orrore. Proprio mentre dal palco si invoca la bonifica dell’Agro Pontino…
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Parole molto forti, e molto sentite. Che rispecchiano in pieno la sensibilità del presidente Mattarella e i valori umani e culturali che a lui appartengono e anche a tutta la civiltà. «Lo sfruttamento illegale del lavoro - dice il Capo dello Stato - è un fenomeno che, con rigore e fermezza, va ovunque contrastato, eliminato totalmente e sanzionato. Evitando di fornire l'erronea e inaccettabile impressione che venga tollerato ignorandolo».
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La manifestazione indetta dopo la morte del bracciante indiano che ha perso la vita in un incidente sul lavoro nelle campagne pontine La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni alla manifestazione di CGIL-FLAI contro lo sfruttamento sul lavoro. La protesta è stata indetta dopo la morte del bracciante indiano 31enne Satnam Singh che ha perso la vita nelle campagne pontine dopo che un macchinario agricolo gli ha staccato un braccio.
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Renzo Lovato, padre di Antonello Lovato, il 37enne che ha abbandonato davanti casa il bracciante indiano Satnam Singh dopo aver perso il braccio destro in un incidente sul lavoro nella sua azienda agricola, è indagato da 5 anni per reati di caporalato. E' quanto emerge da un documento mostrato in esclusiva dal Tg di La7 nell'edizione delle 20, come annunciato dal direttore Enrico Mentana su Facebook
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Ascolta ora 00:00 00:00 La manifestazione in piazza a Latina in memoria di Satnam Singh, il bracciante indiano 31enne tragicamente morto abbandonato davanti casa dopo essere intrappolato in un'azienda agricola di Borgo Santa Maria (nel Latinense) in un macchinario a rullo che aveva tranciato di netto il suo braccio destro, si è trasformato in evento politico-militante. Ed è un vero peccato, perché il lavoratore scomparso lo scorso 17 giugno avrebbe…
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Tantissime persone sono scese in piazza per la manifestazione lanciata dalla Cgil dopo la morte di Satnam Singh, il bracciante 31enne scaricato in strada dal datore di lavoro dopo un incidente avvenuto in azienda.
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Lo sfruttamento illegale del lavoro è un «fenomeno che, con rigore e fermezza, va ovunque contrastato, eliminato totalmente e sanzionato, evitando di fornire l'erronea e inaccettabile impressione che venga tollerato ignorandolo». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando a Solferino in occasione dei 160 anni della Croce rossa della morte del lavoratore indiano Satnam Singh. Bracciante morto, a Latina manifestazione per Satnam Singh: «Siamo tutti responsabili…
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«Tutte le istituzioni e tutta la politica devono fare uno scatto in avanti contro questa piaga, perché Satnam Singh purtroppo non è un caso isolato. C’è un sistema strutturale di sfruttamento e di caporalato che va combattuto». Lo ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein al margine della manifestazione a Latina contro il caporalato. «Nei prossimi giorni presenteremo la nostra proposta per abolire la Bossi-Fini e…
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A pochi giorni dalla disumana morte del bracciante Satnam Singh, in migliaia hanno sfilato oggi lungo le strade del capoluogo di Regione per dire basta «ad ogni tipo di sfruttamento». Il corteo, promosso dal Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli, è partito in mattinata da piazza Garibaldi, terminando la sua marcia all’esterno di Palazzo San Giacomo. Ed è proprio alle istituzioni locali che si rivolgono i tanti extracomunitari presenti in piazza.
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