Marzo – Ore 17.48 – Il video di un incendio nel nord di Israele Rinnovati attacchi dell’organizzazione libanese Hezbollah hanno colpito diverse aree nel nord di Israele, mentre intanto l’Iran ha scagliato un’ulteriore operazione aerea contro lo Stato ebraico. Diversi video che circolano online mostrano l’area dove ha impattato un drone di Hezbollah, a Nahariya…
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Approfondimenti:
Breaking Point: Tregua o illusione? Il rischio di una guerra fuori controllo di Alessia Melcangi Un ultimatum senza precedenti. Donald Trump minaccia l’Iran: riaprire lo Stretto di Hormuz o affrontare attacchi diretti alle infrastrutture energetiche. Ma mentre Washington alza i toni, cerca anche una via d’uscita. Israele accelera. Teheran resiste. Tre strategie diverse, un solo punto di rottura. Lo Stretto di Hormuz diventa il centro della crisi globale: petrolio fermo, Nato…
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Guerra e pace a metà. Ventiquattro giorni dopo l'inizio dei bombardamenti e l'eliminazione della Suprema Guida Ali Khamenei l'epilogo sembra questo. Donald Trump - prigioniero di un calendario dettato dal prezzo del gallone di benzina e dalle elezioni di "mid term" di novembre - si ritrova costretto a trattare con il nemico che prometteva di decapitare. E il risultato non è proprio di buon auspicio.
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Negli ultimi giorni, la linea di Trump si è distinta per una serie di svolte repentine, soprattutto sulla questione dello Stretto di Hormuz, cruciale per il traffico globale di petrolio. E mentre annuncia accordi con Teheran, il governo iraniano smentisce. Mentre il conflitto tra Israele e Iran entra in una fase sempre più critica, le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump delineano un quadro incerto e politicamente delicato, sospeso tra…
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Le agenzie e i media di Teheran hanno subito negato l’esistenza di colloqui tra i due Paesi, riportando anzi le parole del Ministero degli Esteri iraniano: «La Repubblica Islamica dell’Iran mantiene la sua posizione di rifiuto di qualsiasi tipo di negoziato prima del raggiungimento degli obiettivi iraniani derivanti dalla guerra». Chiarissimo. E Ghalibaf - che stando al Jerusalem Post starebbe guidando i negoziati - ha rincarato la dose: «Il nostro popolo…
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GERUSALEMME – Non è una reazione a caldo, e neanche un annuncio preparato per tempo. Sono trascorse molte ore di silenzio da quando Trump ha sorpreso il mondo — e i mercati finanziari — rivelando l’esistenza di un negoziato con gli ayatollah. Ed è già buio quando il premier israeliano Netanyahu affida a un comunicato una prima reazione ufficiale, niente affatto entusiasta. Fino a quel momento ave…
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Tregua o illusione? Il rischio di una guerra fuori controllo di Alessia Melcangi Un ultimatum senza precedenti. Donald Trump minaccia l’Iran: riaprire lo Stretto di Hormuz o affrontare attacchi diretti alle infrastrutture energetiche. Ma mentre Washington alza i toni, cerca anche una via d’uscita. Israele accelera. Teheran resiste. Tre strategie diverse, un solo punto di rottura. Lo Stretto di Hormuz diventa il centro della crisi globale: petrolio fermo, Nato spaccata, Europa esposta.
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Molti osservatori hanno sottolineato il ruolo di Netanyahu nell’aver scatenato l’ondata di violenze che sta travolgendo il Medio Oriente. A 76 anni, il primo ministro israeliano più longevo si trova a fare i conti con la propria eredità politica. Da quando è salito al potere trent’anni fa, ha trascorso più della metà di quel tempo in carica, riuscendo ripetutamente a sopravvivere alla politica israeliana, spesso conflittuale, e rimodellando al contempo il Paese come entità politica.
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Oltre 200 attacchi in 15 province, con quattro vittime, tra cui un bambino, solo nelle ultime 24 ore. In totale al 23° giorno di guerra l’agenzia iraniana Hrana parla di oltre 3 mila morti negli attacchi israelo-americani: 1.407 civili. I bollettini di morte arrivano anche dai vari governatorati: ieri un raid nella città di Urmia, …
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