Da Carlo Calenda a Ugo Rossi, da Gianpaolo Poli a Paolo Endrici 600 firme per il manifesto ''Con l'Ucraina, per la sovranità europea, per la pace'': oltre 200 raccolte sotto l'acqua tra i 1.000 di Trento Dopo il successo incredibile di ''Un'altra piazza per l'Europa'' che…
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"A seguito delle sconcertanti notizie di stampa secondo le quali la manifestazione ’Una piazza per l’Europa' è stata pagata dal Campidoglio con 270mila euro di soldi pubblici, la Lega è pronta a presentare un esposto e ad agire in tutte le sedi": lo si legge in una nota del partito di Matteo Salvini a proposito della manifestazione di sabato 15 marzo in piazza del Popolo a Roma, convocata dal giornalista di Repubblica Michele Serra, a sostegno…
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Francesco Storace 18 marzo 2025 Europa Europa, poi alla fine pagano i romani... Mica ce li ha messi negli 800 miliardi per le armi, Ursula von der Leyen, gli spiccioli per Roma capitale. Macchè, Roberto Gualtieri, per la manifestazione “spontanea” di sabato scorso ha dovuto aprire il borsellino della città e ha tirato fuori 270mila euro. Dei cittadini. La sinistra chiama in piazza i compagni del riarmo e i compagni contro il riarmo, ma paga il popolo.
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Una manifestazione per l’Europa, ma pagata dai romani. Un raduno indetto da un editorialista di Repubblica, rilanciata dallo stesso quotidiano, eppure sostenuta economicamente non dall’editore bensì dai contribuenti. Costo per il Comune di Roma: 270mila euro, spicciolo in più, spicciolo in meno. A rivelarlo è il Giornale che si è chiesto chi avesse messo le risorse per costruire il palco di Piazza del Popolo, per i microfoni, i fari, i pass, la pulizia dell’area.
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Le piazze ci sono quando c’è l’urgenza, c’è il popolo, c’è il vento che fa garrire (bel verbo) le bandiere. E tutto questo c’è stato. A colpo d’occhio, dall’alto del Pincio, sabato passato Elly Schlein, la segretaria del Pd, guadava la piazza dell’Europa, la piazza chiamata da Michele Serra, la piazza dei 50 mila. E gli sguardi dei manifestanti erano per lei. Guadava letteralmente, come si guada …
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Ho scritto che non avevo apprezzato quel «Qui si fa l’Europa o si muore» inventato da Michele Serra: evoca battaglie e stragi belliche, e soprattutto dice che per una “buona causa” è giusto morire e uccidere. Ma che non dubitavo delle sue buone intenzioni. Nella piazza romana di sabato scorso queste intenzioni c’erano. In forme molto contraddittorie, certo, ma è anche vero – Serra ridixit – che il contrasto delle idee sarebbe il sale della democrazia… Una delle note più stonate è stato l’elenco dei geni occidentali, da…
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La piazza ha parlato ed è sempre un segno di democrazia la parola della piazza. Tanti corpi riuniti per difendere l’Europa, sull’invito di un grande giornalista-scrittore, Michele Serra, indicano una volontà di creare il futuro, di condividere dei valori. Proprio in tempi in cui i giovani soffrono di indifferenza e sfiducia nel futuro è importante dare un esempio di partecipazione e volontà di esserci come corpo sociale e come intesa solidale.
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Scampagnata a Roma con la regia dell'Università di Parma. Per partecipare a un seminario di studi? Non proprio. Parliamo della gentile offerta dell'ateneo a studenti e studentesse per un affare imperdibile: la trasferta nella Capitale per dare manforte alla piazza pro Europa delle sinistre in ordine sparso. Non sfuggirà la
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Il leader di Democrazia Sovrana Popolare: «Il nemico degli europei non è Mosca, ma Bruxelles. L’immigrazionismo cancella lo Stato di diritto, le pensioni e la sicurezza».Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, è reduce dalla «contromanifestazione pacifista» tenutasi sabato a Roma, in co...
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