Milano si mobilita per Alessandro, il 15enne morto nel maggio 2017 mentre giocava a basket con gli amici su un campetto in via Dezza. Infatti, la notizia che i girasoli che la madre porta regolarmente in suo ricordo venivano strappati e della scritta comparsa nei giorni scorsi in risposta al biglietto della famiglia che chiedeva rispetto per quel fiore ("Se tutti mettessero un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera") ha scatenato una vera e…
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Pubblicato: 26/11/2025 19:31 Da otto anni, sullo stesso campetto da basket della periferia di Milano, una mamma compie sempre lo stesso gesto: appende un girasole alla rete per ricordare il figlio Alessandro, morto a 15 anni per un improvviso arresto cardiaco proprio lì, su quel terreno di gioco. Quel fiore, semplice e luminoso, è diventato il suo modo di restargli accanto. Ma puntualmente qualcuno lo strappa e lo getta via, cancellando in…
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– Talmente crudele che si stenta a crederci. Come definire altrimenti il gesto di un ignoto milanese che, nel campetto da basket di via Dezza (zona piazza Vesuvio) ha strappato via un fiore dedicato a un 15enne morto per un malore proprio su quel campetto. E, non pago, ha anche spiegato che “se tutti mettono un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera”. Italiano traballante, umanità inesistente.
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A Milano, in un campetto da basket, da otto anni, cioè da quando in quel luogo ha perso la vita il figlio 15enne per un arresto cardiaco, una donna lascia un girasole sulla rete. Fiore che puntualmente viene strappato e buttato. Per questo, la mamma ha scritto un messaggio su un bigliettino in cui spiega cosa significa quel gesto e lo ha lasciato al campo: "Non strapparmi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su…
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Un gesto di amore profondo, seguito da uno di autentica cattiveria e poi da un terzo che trasuda ignoranza: il teatro di tutto è il campetto da basket milanese di via Dezza, dove nel 2017 perse la vita Alessandro, un ragazzo di 15 anni che era impegnato in una partita. Morì lì, stroncato da un malore. Da allora, ogni giorno sua madre lascia sul cancello del campo un girasole, in ricordo del carattere solare del figlio che non riabbraccerà più.
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Non bisognerebbe neanche spiegare certi gesti. Altri sono incomprensibili. Chi perde un figlio, un ragazzino di 15 anni stroncato da un arresto cardiaco sul campo da basket, ha un fardello da portare per il resto della sua vita. Ricordarlo con un fiore sembra piccola cosa, ma non lo è per la sua mamma che puntualmente lo lascia dove il suo unico figlio ha perso la vita nel maggio del 2017. E, appunto, non bisognerebbe neanche spiegare perché lo fa.
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