Nelle scorse ore, il Governo ha approvato il provvedimento per frenare gli aumenti ai prezzi della benzina tagliando le accise per i prossimi 20 giorni. Tuttavia, la crisi energetica che stiamo vivendo, legata alla guerra in Iran, sta provocando rincari a raffica su molti prodotti e un impatto devastante sul sistema economico. Il segnale più visibile arriva dai carburanti i cui prezzi - come nel caso del diesel - sono arrivati a crescere di 30 centesimi in due settimane e 15…
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L’industria italiana ed europea rischiano la “polverizzazione” se non si interviene con urgenza per spezzare la morsa di una “tempesta perfetta” fatta di conflitti, dazi e shock energetici: è il messaggio lanciato da Confindustria, attraverso le parole della sua Vicepresidente Lucia Aleotti, in occasione della presentazione del Rapporto di previsione Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria. Il rapporto cerca di delineare le prospettive per…
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Mercoledì 25 marzo 2026 In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Entro quattro mesi la crescita italiana sarebbe del tutto azzerata. Il presidente Emanuele Orsini: “Si deve fare presto e l’Europa deve reagire” Link alla notizia
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La guerra in Iran mette a rischio la crescita del Pil in Italia. E’ questo il cuore delle preoccupazioni espresse da Confindustria che – lanciando un appello rivolto alle forze di maggioranza e opposizione – parla di “responsabilità politica condivisa in Italia come in Europa”. Il punto è la necessità di predisporre misure per fronteggiare le ricadute sulla crescita di un eventuale protrarsi del conflitto fino all’estate, o peggio, fino alla fine dell’anno.
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Gli esperti: “Il rincaro dei prezzi di petrolio e gas presi insieme è ipotizzato pari al +12% rispetto al 2025” e se lo scontro durerà fino alla fine dell'anno “sale addirittura al +133%". Il presidente Orsini ribadisce l'usuale richiesta di aiuti pubblici Il centro studi di Confindustria disegna un quadro a tinte fosche rispetto alle conseguenze del conflitto in Medio Oriente tra Iran, Stati Uniti e Israele e…
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Lo scenario economico internazionale era caratterizzato da grande incertezza già prima dello scoppio della guerra in Iran il 28 febbraio 2026, allargatasi poi ai paesi vicini. Incertezza dovuta soprattutto ai dazi americani introdotti nel 2025. Questo stava determinando importanti correzioni nei flussi commerciali tra le varie economie. Lo sottolinea il Centro Studi Confindustria spiegando che su questo scenario in aggiustamento, si è innestato il conflitto in Medio Oriente, che…
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Le domeniche a piedi degli anni ’70. Se la guerra dovesse proseguire, torneranno, dice Confindustria, che lancia un appello alla politica: rischiamo la crisi energetica più grave della storia, non intervenire sarebbe un suicidio. Già prima del conflitto le previsioni erano differenti rispetto a quelle del governo: non un PIL a +0,7% a fine anno, ma a +0,5. Ora il messaggio è chiaro: con i prezzi dell’energia alle stelle si rischia il crollo.
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