Lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale, è diventato il fulcro di una crisi geopolitica senza precedenti dopo la decisione dell’Iran di bloccarne il passaggio il 4 marzo 2026. Attraverso questo corridoio marittimo transita circa il 20% del petrolio mondiale, oltre a ingenti quantità di gas naturale e materie prime strategiche, rendendolo un punto nevralgico per l’economia…
Leggi
Altre informazioni:
Rutte (Nato): alleati discutono su modo migliore per riaprire Hormuz 18 marzo 2026 Roma, 18 mar. - Gli alleati della Nato stanno lavorando insieme per trovare il modo migliore per riaprire alla navigazione lo Stretto di Hormuz, ha dichiarato il Segretario Generale della Nato Mark Rutte, durante una conferenza stampa con il ministro della Difesa della Norvegia, Tore O. Sandvik, e il ministro degli Esteri della Norvegia, Espen Barth Eide
Leggi
Due miglia cioè 3,2 chilometri. La guerra brucia il Medio Oriente dal sud del Libano a Dubai. Gli occhi del pianeta sono concentrati, però, sulla “porta stretta” di Hormuz. Il sottile braccio di mare – sottilissimo nel tratto lungo la penisola di Musandam – è l’uscio da cui il Golfo Persico e quello dell’Oman si affacciano sull’Oceano Indiano. Il passaggio obbligato, cioè, del petrolio e del gas liquefatto – un quinto del totale globale – che fluisce dai principali Paesi produttori verso i…
Leggi
(Adnkronos) – “Sono arrabbiato con l’Italia”. Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e da tempo vicino a Donald Trump, con un tweet critica i paesi europei membri della Nato che non hanno raccolto l’appello del presidente degli Stati Uniti per formare una coalizione internazionale destinata a liberare lo Stretto di Hormuz. Trump, oggi 17 … (Adnkronos) – “Sono arrabbiato con l’Italia”. Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e da tempo vicino a Donald Trump, con un tweet…
Leggi
"Sono arrabbiato con l'Italia". Rudy Giuliani, ex sindaco di New York e da tempo vicino a Donald Trump, con un tweet critica i paesi europei membri della Nato che non hanno raccolto l'appello del presidente degli Stati Uniti per formare una coalizione internazionale destinata a liberare lo Stretto di Hormuz. Trump, oggi 17 marzo, ha reso noto che "tutti gli alleati della Nato hanno detto no". Il presidente ha stigmatizzato l'atteggiamento dei partner…
Leggi
Gli scenari di un contrammiraglio americano: dall'intelligence ai droni, dagli elicotteri alle cacciamine (che mancano). Con l'ombra cinese sulla regione Il 4 marzo 2026 l'Iran ha ufficialmente dichiarato chiuso lo Stretto di Hormuz. Da quel momento, uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, ma anche buona parte del gas del Qatar, e forniture cruciali di zolfo ed elio, è diventato il teatro…
Leggi
La guerra in Medio Oriente prosegue e ogni giorno dispiega i suoi effetti destabilizzanti in tutto il pianeta, in particolare nell’emisfero occidentale. La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha ricordato al mondo come una crisi regionale possa intaccare l’intera sistema commerciale globale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, forse sorpreso dalla forze della risposta del regime di Teheran, ha iniziato a fare pressione sui membri dell’alleanza Atlantica e sugli alleati…
Leggi
Due navi da guerra della Marina statunitense, le unità classe Independence Uss Tulsa e Uss Santa Barbara, stanno facendo rotta verso il Medio Oriente per entrare nell'area di responsabilità del Centcom e assumere il ruolo di “dragamine”. Potrebbe toccare a loro il delicato compito di liberare lo Stretto di Hormuz dalle mine navali posate dai Guardiani della Rivoluzione Islamica per interdire il traffico marittimo e bloccare le rotte…
Leggi
Di: ATS/ANSA/M. Ang. “Non era previsto che Donald Trump esortasse la Cina a inviare navi in Medio Oriente. La richiesta di aiuto cinese da parte del presidente statunitense rappresenta un evento cigno nero (ossia raro, imprevedibile n.d.r). In un periodo di grande rivalità tra potenze, l’egemone invita il suo principale sfidante ad aiutarlo a uscire dalla regione più instabile del mondo”. Così l’editorialista Edward Luce sul Financial Times, sottolineando che la Cina chiaramente “non ha alcuna…
Leggi
Il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius: "Non è la guerra della NATO" In vista del Referendum sulla Giustizia, "Tg4 -Diario del giorno" ospita il confronto tra Antonio di Pietro a favore del SI e Clemente Mastella a favore del NO. In vista del Referendum sulla Giustizia, "Tg4 -Diario del giorno" ospita il confronto tra Ettore Rosato a favore del SI e Matteo Ricci a favore del NO. In diretta a "Tg4 -Diario del giorno" intervista a Raffaele Sollecito.
Leggi
Roma, 17 mar. – L’Unione europea sta conducendo colloqui diplomatici con l’Iran per sbloccare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato oggi il portavoce per gli affari esteri dell’Ue, Anouar El Anouni.“Siamo impegnati diplomaticamente perché non abbiamo alcun interesse in una guerra senza fine ed è nel nostro interesse, nell’interesse dell’Ue, mantenere aperto lo Stretto di Hormuz”, ha dichiarato El Anouni ai giornalisti.
Leggi
C’è un errore epistemico che l’entusiasmo tecnologico tende a compiere: confondere la mappa con il territorio. I modelli di AI sono mappe — rappresentazioni di una realtà sempre più ricca e contraddittoria di qualsiasi sua raffigurazione. Hormuz come mappa è riducibile a coordinate GPS e statistiche di flusso energetico. Hormuz come territorio è il luogo dove si intrecciano la sopravvivenza economica di nazioni intere, ambizioni nucleari, sogni di autonomia di un popolo.
Leggi
Il no dell'Europa a Trump, nessun aiuto militare per la riapertura dello stretto di Hormuz. In vista del Referendum sulla Giustizia, "Tg4 -Diario del giorno" ospita il confronto tra Antonio di Pietro a favore del SI e Clemente Mastella a favore del NO. In questa puntata intervengono: Ada Lopreiato (Movimento 5 Stelle), Pietro Pittalis (Delegato componenti Camera - Forza Italia), Mario Calì (Partito Socialdemocratico Italiano), Claudia Mancina (Associazione Libertà Eguale), Elena Bonetti (Gruppo misto)…
Leggi
L’Europa non accontenta Donald Trump su possibili interventi congiunti per favorire il transito marittimo nello Stretto di Hormuz. Il canale, strategico soprattutto per il transito di petrolio e gas, rimane ostaggio degli attacchi iraniani che minacciano il passaggio agli alleati di Stati Uniti e Israele. Il presidente statunitense invocava un intervento in nome dell’Alleanza atlantica e in modo perentorio: “Per 40 anni vi abbiamo protetto e non volete essere coinvolti in…
Leggi
Comunque la si voglia leggere, il blocco del transito delle navi ritenute non amiche dal governo di Teheran lungo lo Stretto di Hormuz è qualcosa di reale, incombente e che ha già creato pesanti ripercussioni sui mercanti finanziari del pianeta. Le economie occidentali e anche quelle dei Paesi in via di sviluppo non possono (ancora) fare a meno delle energie fossili, ne hanno un bisogno costante e massiccio; siamo…
Leggi
Guerra in Iran, Trump: Incoraggiamo fortemente gli alleati ad aiutarci nello Stretto di Hormuz 17 marzo 2026 "Incoraggiamo fortemente le altre nazioni, le cui economie dipendono dallo Stretto molto più della nostra... sapete, noi riceviamo meno dell'1% del nostro petrolio dallo Stretto, mentre alcuni paesi ne ricevono molto di più: il Giappone riceve il 95%, la Cina il 90%, molti europei ne ricevono una buona parte, la Corea del Sud riceve il 35%.
Leggi
«Intervenire sullo stretto di Hormuz vorrebbe dire oggettivamente fare un passo avanti verso il coinvolgimento» dell’Italia nel conflitto in Medio Oriente. «Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso». Su Hormuz «chiaramente» ogni passo da compiere «è più impegnativo» con le bombe e i droni pronti a venire giù e a colpire. In sintesi, abbiamo le mani legate.
Leggi
Hormuz è uno stretto minato o no? Fra minacce e smentite, il dubbio è ormai seminato ed è sufficiente a bloccare i traffici nel braccio di mare, attraverso il quale fluiva il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto globali. Se davvero, però, l’Iran ha posato mine a Hormuz, allora il blocco di questa arteria globale rischia di durare a lungo, anche oltre l’eventuale fine delle ostilità. Economiche e facili da piazzare…
Leggi
Trump invoca la Nato, che risponde picche. Si sfilano pure i singoli Paesi chiamati in causa, inclusi Giappone e Uk. Berlino e Parigi interverrebbero a combattimenti finiti. Il tycoon deluso: «Nel bisogno non ci siete mai».Un’«Armada» si è incagliata a Hormuz. Benché il comando statunitense continui a sciorinare i numeri degli obiettivi colpiti in Iran, Donald Trump non ha fatto proprio la figura del comandante di una spedizione trionfale, quando ha chiesto aiuto agli alleati per…
Leggi
Buongiorno. «L’Europa non fa parte di questa guerra. Non abbiamo iniziato noi questa guerra e gli obiettivi politici non sono chiari». Le parole dette ieri da Kaja Kallas, Alta rappresentante per la politica estera Ue, sul conflitto in Iran, sono già piuttosto chiare. Forse, però, ce ne sono di ancora più stringate ed efficaci per riassumere come è stato interpretato, in Europa ma non solo, l’appello del presidente americano a un gruppo di Paesi (la coalizione dei non volenterosi, qualcuno l’ha subito ribattezzata) perché diano una mano agli…
Leggi
Diciassettesimo giorno di guerra, ore 11:45 locali. Donald Trump parla alla riunione del consiglio di amministrazione del Kennedy Center. All’ordine del giorno il rimpasto del centro nazionale per le arti e la chiusura «per restauro», dichiarata dopo l’esodo generale di artisti che rifiutano di esibirsi nel complesso ribattezzato in proprio onore dal presidente come «Trump-Kennedy». Ma l’argomento vira subito sul conflitto scatenato da Usa e Israele, sempre più caotico e difficile da controllare e sul quale l’amministrazione alterna dichiarazioni di…
Leggi
Rifiuti, silenzi, temporeggiamenti. La coalizione per proteggere le rotte petrolifere del Golfo Persico non miete consensi in Asia orientale. Né tra i rivali, né (sin qui) tra gli alleati degli Stati uniti. La richiesta di Donald Trump è stata avanzata a Cina, Giappone e Corea del sud. Parlando al Financial Times, il presidente statunitense ha messo in dubbio la sua visita a Pechino del 31 marzo, in assenza di risposte all’appello per l’invio di navi da guerra sullo Stretto di Hormuz
Leggi
Ci sono timori che sono più forti di certe minacce: entrare in guerra è uno scenario che l’Unione europea non intende rischiare. Gli Stati membri hanno prestato la massima attenzione per evitarlo quando la guerra era (ed è) quella scatenata dalla Russia contro l’Ucraina e il copione si ripete con il conflitto promosso da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il presidente Usa Donald Trump ha avuto l’effetto di compattare i ministri degli Esteri dei Ventisette, che hanno escluso l’invio di navi da…
Leggi
Da giorni la guerra in Iran è nella sua fase «geo-economica»: i danni all’economia globale sono una componente essenziale nella strategia dei combattenti. Il blocco dello Stretto di Hormuz per impedire la navigazione commerciale – di navi superpetroliere e anche portacontainer – è decisivo nella controffensiva iraniana. Chi ci perde di più? Ed è possibile contrastarlo? A questa seconda domanda anticipo una risposta interessante che attinge alla storia: un intervento americano per…
Leggi
