Sull’Albania: «Indietro tutta!» ma senza l’orchestra di Renzo Arbore. Stretta tra la magistratura ordinaria e quella contabile, Giorgia Meloni sta esplorando nuove strade, anche quella di trasformare gli hotspot albanesi in carceri per ospitare i detenuti affiliati alla «mafja shqiptare», la mafia albanese, che in Italia sono circa 2800. Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, ha avvertito: «La mafia del futuro, non solo in Italia ma anche in Europa, sarà quella albanese».
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– I centri per il trattenimento e il rimpatrio dei migranti in Albania, avviati ufficialmente l’11 ottobre, sembrano essere giunti a un punto di stallo totale. La cooperativa Medihospes, incaricata di gestire queste strutture, si prepara al rientro in Italia del proprio personale entro domani. Gli operatori sociali italiani lasceranno le basi di Shengjin e Gjader, lasciandosi alle spalle centri vuoti e un progetto costoso che, finora, non ha accolto praticamente alcun migrante.
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Mentre il personale dei centri migranti aperti dall'Italia in Albania sta rientrando in madrepatria, dato che gli impianti sono vuoti, nel paese balcanico tutto tace. Da settimane, il premier albanese Edi Rama ha optato per il silenzio di fronte al blocco delle deportazioni di migranti imposto dalla magistratura al governo italiano. Ma manca anche una risposta alle proteste che stanno avvenendo nel Paese.
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Di Daniela Patti e Guido Silvestri Ieri abbiamo visitato il centro per migranti di Gjadër in Albania. La delegazione di Volt era composta da 4 dei 5 eurodeputati del partito europeo e il loro staff, oltre alla co-presidente di Volt Europa Francesca Romana d’Antuono e al co-presidente di Volt Albania Ardit Minarolli e noi, co-presidenti di Volt Italia. Siamo stati accolti e guidati nel…
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Il progetto dei Centri per il Rimpatrio (CPR) in Albania, annunciato come una soluzione innovativa per gestire i migranti al di fuori dei confini italiani, sembra essere giunto a un punto critico. L’iniziale entusiasmo del governo per questa strategia è ora offuscato da difficoltà operative, critiche politiche e ostacoli legali che ne hanno minato l’efficacia e stanno decretando il fallimento del Modello Albania.
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ROMA — Non sarà l’addio, ma è un arrivederci Albania. A Shengjin e Gjader si fanno le valigie. Tutti gli operatori sociali di Medihospes, la cooperativa che senza che sia stato ancora siglato l’appalto gestisce i centri per il trattenimento e il rimpatrio dei migranti, rientreranno entro domani in Italia. E al momento non sono previsti ricambi. Al di là dell’Adriatico restano una manciata di alba…
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«Lo staff presente nei centri in Albania è stato ridotto al livello minimo, restano solo i lavoratori necessari per la manutenzione della struttura e per fornire i servizi di base agli agenti che si occupano della sicurezza e a quelli presenti nel penitenziario», afferma l’eurodeputato tedesco di Volt Damian Boeselager. Ieri ha visitato il centro di Gjader con una delegazione del suo partito, «movimento progressista pan-europeo», che a Strasburgo ha eletto cinque deputati.
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Tutti gli operatori sociali di “Medihospes”, l’ente gestore dei Centri italiani in Albania per il rimpatrio dei migranti, lasceranno Shengjin e Gjader per rientrare in Italia entro il fine settimana. E a quanto si apprende non sarebbero previsti ricambi. Ma dal ministero dell’Interno trapela che i centri costruiti oltre Adriatico restano comunque operativi e vigilati: …
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I dipendenti di “Medihospes”, l’ente gestore dei Cpr, lasceranno Schengjin e Gjader entro il fine settimana. Previsto il 4 dicembre la decisione della Cassazione sulla legittimità degli stop dei tribunali Prima le persone migranti, poi gli agenti di polizia, ora gli operatori sociali. I centri per il rimpatrio, voluti da Giorgia Meloni, si stanno svuotando. I dipendenti di “Medihospes”, l’ente…
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Contrordine: si torna tutti in Italia. Almeno per ora. Dai centri in Albania per il trattenimento dei migranti, privi di ospiti, andranno via entro domani anche tutti gli operatori sociali. «Non è una dismissione — minimizzano dal Viminale — ma una rimodulazione in base alle esigenze del momento. I centri restano aperti e vigilati». Intanto della «Medihospes», cooperativa che gestisce l’assistenza sociale e sanitaria nelle strutture di Shengjin e Gjader, resteranno da lunedì solo in 7, tutti impiegati in ruoli…
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Dopo la riduzione degli agenti, deciso il rientro in Italia anche dei dipendenti della coop che gestisce il centro albanese di Gjader Come non detto. Dietro front, avanti march. È l’ordine arrivato agli operatori della cooperativa Medihospes, vincitrice dell’appalto per la gestione dei centri italiani di Schengjin e Gjader. Secondo fonti albanesi, l’ultimo operatore dovrebbe tornare in Italia entro il weekend.
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I centri per i migranti realizzati dal governo Meloni si svuotano sempre più. La scorsa settimana una cinquantina di agenti addetti alla sicurezza erano già rientrati in Italia, lasciando nelle strutture di Gjader e Shengjin, che al momento non "ospitano" mezzo migrante, le 170 unità necessarie a gestire la turnazione. Secondo i piani dell'esecutivo, una volta a regime i centri avrebbero dovuto ospitare 295 agenti, un numero che ormai sembra destinato a restare sulla…
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Medihospes, l'ente gestore dei Cpr, lasceranno Schengjin e Gjader entro il fine settimana. Il ministero degli Interni: «Personale ridotto in base alle esigenze del momento» Tutti gli operatori sociali di Medihospes, l’ente gestore dei Centri italiani in Albania per il rimpatrio dei migranti, lasceranno Schengjin e Gjader per rientrare in Italia entro il fine settimana. E a quanto si apprende non sarebbero previsti ricambi.
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Resta adesso a presidio un piccolo contingente di 7 persone per l’amministrazione e la necessaria formazione del personale albanese in attesa del 4 dicembre, quando la Cassazione si pronuncerà sulla questione dei “Paesi sicuri” e sui ricorsi del Viminale contro i decreti dei magistrati di Roma che a metà ottobre avevano inviato in Italia i primi 12 richiedenti ascolta articolo Tutti gli operatori sociali di Medihospes, l'ente gestore dei Centri italiani in Albania per il…
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Dopo la drastica riduzione degli agenti impiegati nei cpr in Albania, anche gli operatori dell'ente gestore delle strutture per il rimpatrio dei migranti torneranno in Italia. Intanto le opposizioni denunciano il flop dell'accordo con Tirana: "È un fallimento epocale".
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Tutti gli operatori sociali di 'Medihospes', l'ente gestore dei Centri italiani in Albania per il rimpatrio dei migranti, lasceranno Schengjin e Gjader per rientrare in Italia entro il fine settimana. E a quanto si apprende non sarebbero previsti ricambi. Ma dal Viminale trapela che i centri restano comunque operativi e vigilati: attualmente, sottolineano fonti del ministero dell'Interno, il personale è stato ridotto e varia in base alle esigenze del momento.
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"Tornano gli operatori dall’Albania, i centri rimangono vuoti. La campagna elettorale è finita e non servono più. Se ne riparla alla prossima". Lo scrive su Instagram Elisabetta tti di Alleanza Verdi Sinistra, dopo che sono circolate le notizie sul rientro in Italia degli operatori dell’ente gestore dei centri costruiti in Albania dal governo italiano e dopo la riduzione delle forze dell’ordine italiane in loco.
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Gli operatori della cooperativa Medihospes, incaricata della gestione dei centri italiani in Albania a Shengjin e Gjader, stanno rientrando in Italia e saranno tutti a casa entro il fine settimana: a scriverlo è Il Manifesto. Non sono previsti ricambi, riporta ancora il quotidiano, mentre restano incerti i destini dei contratti di lavoratori selezionati ma mai inviati. A complicare il…
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Il limbo dei migranti rientrati dall’Albania nel Cara a Brindisi: “Mai informati sui nostri diritti”
Sono arrivati nei centri in Albania senza neppure rendersene conto. Alcuni non sapevano di stare a Shëngjin. Ma a distanza di poche ore dall’approdo sono stati comunque messi di fronte allo schermo di un computer per giocarsi, senza capirlo, la possibilità di ottenere o meno l’asilo. Dietro il monitor c’era la commissione territoriale che – a tempi record e con procedura online – ha esaminato le …
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Le parole dell’esterno rossoblù, che analizza le cause della sconfitta e il momento difficile che sta attraversando la squadra Matteo Liviero: “Onestamente per come siamo rientrati in campo nel secondo tempo, ho avuto l’impressione che la potessimo portare a casa ed invece abbiamo subito un gol particolare che non ci ha favoriti. Sicuramente stanno mancando i risultati, perché due sconfitte ed un pareggio fanno male.
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Ceccano – Non sembra esser di certo un buon momento per il Comune di Ceccano. Dopo la fine dell’amministrazione Caligiore, con le dimissioni dei suoi fedelissimi e non solo, a seguito dell’inchiesta “The good lobby”, dopo l’arrivo del Commissario prefettizio, ora una nuova batosta si abbatte sull’ente. Il Tribunale, infatti – a seguito del giudizio intrapreso da un iscritto della Cisl Funzione Pubblica e assistito dall’avvocato Tiziana…
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