La Francia continua a portare incertezza sull'obbligazionario (lo spread Francia/Germania resta a ridosso dei massimi da sette anni), anche in Italia. Tutti concordano: fino al 30 giugno, data del primo turno delle elezioni, si continuerà ad avere una certa volatilità. Non c’è il rischio di una frexit
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Milano — Lo scombussolamento politico uscito dal risultato delle urne europee di domenica scorsa ha portato con sè una settimana altrettanto turbolenta sui mercati finanziari. I rendimenti dei titoli di Stato nel Vecchio Continente sono risaliti nonostante il taglio dei tassi di un quarto di punto annunciato qualche giorno fa dalla Bce e le Borse, in particolare quella francese e quella italiana, hanno lasciato sul campo tra il 5 e il 6,5% in cinque sedute, ridimensionando i guadagni ottenuti da inizio anno.
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La Borsa di Tokyo ha iniziato l’ultima seduta della settimana all’insegna della cautela, in attesa dell’esito della riunione della Banca del Giappone (BoJ) e le indicazioni di politica monetaria. In apertura di scambi l’indice di riferimento NIKKEI 225 segna una flessione dello 0,22% a quota 38.634,62, e una perdita di 85 punti. Sul mercato dei cambi lo yen si rivaluta sul dollaro, a 157, e sull’euro a 169,50.
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