I fratelli Alessandro e Francesco Viscione gestiscono l’Oleificio Angelini nato a fine Ottocento, il primo della città di Ascoli situato in pieno centro storico, in una traversa di via Pretoriana. Fin da allora uno dei pilastri fondamentali dell’azienda è stata l’impronta a conduzione familiare al fine di valorizzare al meglio l’olio extra vergine di oliva. Alessandro e Francesco, come va la molitura? "Tanta oliva di altissima qualità, ma la resa è bassa perché le piante sono cariche e questo poi naturalmente incide sulla produzione dell’olio.
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L’Oleificio di Domenico Fratoni a Brecciarolo è al lavoro giù da un paio di settimane e sono già tanti i coltivatori che hanno raccolto le loro olive. Domenico, come sta andando? "Una campagna olearia che si annuncia straordinaria per il Piceno, come non se ne registrava da anni. Tante, ma tante olive sulle piante e soprattutto perfettamente sane, capaci di garantire una straordinaria qualità". Come sarà la qualità dell’olio? "È una campagna fortunata per il nostro territorio.
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PENNE. A rischio la lavorazione delle olive nell’area vestina a causa della carenza di acqua potabile nei frantoi, indispensabile per il corretto funzionamento del processo di molitura. La carenza idrica potrebbe mettere a rischio l'intera produzione olearia della zona. Ad evidenziare le difficoltà di tanti frantoi vestini è il presidente Cia Chieti-Pescara, Domenico Bomba. «La mancanza di risorse idriche potrebbe causare la marcitura delle olive, vanificando mesi di lavoro e sacrificio da parte degli agricoltori locali.
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Ascoli Piceno, 16 ottobre 2024 – La raccolta delle olive nel Piceno è in pieno svolgimento, con dati incoraggianti sulla qualità del prodotto, nonostante una leggera flessione della quantità disponibile. È quanto emerge dal primo bilancio stilato dalla Cia Agricoltori provinciale di Ascoli, Fermo e Macerata. Grazie all’assenza della mosca olearia, la qualità delle olive, sia della varietà tenera ascolana che da olio, si conferma eccellente, ma il prezzo medio al consumatore è aumentato di…
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Attiva la lettura vocale L'olio vestino è a rischio a causa della crisi idrica e il raccolto delle olive nei frantoi rischia di marcire. È la Cia, la confederazione italiana agricoltori,... Leggi tutta la notizia
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La raccolta delle olive in Toscana è entrata nel vivo e, a livello regionale, si prevede un aumento medio della produzione di olio tra il 35 e il 40%, con punte del 70%. Insomma, buone notizie arrivano da Fabrizio Filippi, presidente Consorzio di Tutela Toscano IGP. Dopo due annate da dimenticare, specialmente nelle zone interne, le stime per il 2024 indicano un significativo recupero, “in particolare nelle zone dove un anno fa la produzione era stata scarsa o addirittura…
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– Dopo due anni difficili, in cui a causa dei cambiamenti climatici la produzione è stata scarsa, quest’anno la raccolta delle olive in Toscana si preannuncia positiva. “La produzione si prospetta buona, sia per qualità che per quantità”, sorride Cesare Buonamici, imprenditore olivicolo di Fiesole e presidente di Coldiretti Firenze-Prato. Insomma, l’annata 2024 dà finalmente un sospiro di sollievo agli imprenditori.
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Roma, 14 ott. – E’ iniziata la campagna olearia in Umbria e si prospetta più ricca della precedente, con un aumento della produzione di olive del 30-40% ma anche rese in olio al frantoio in calo almeno del 30% rispetto alla scorsa campagna olearia. Questo significa che l’olivicoltore porta più olive al frantoio, portando a casa la stessa quantità di olio, o poco più, dello scorso anno ma con un aumento di costi, soprattutto di frangitura.
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Meno olio ma di eccellente qualità, superiore anche alle passate annualità che hanno portato alla consacrazione delle due cultivar “Rustica e Gentile”, apprezzate in campo nazionale tra le migliori varietà di olivo. Parte oggi la campagna olearia 2024 nel frantoio di Ansape-Terrantica di Raiano, la cooperativa guidata da Fausto Ruscitti, che da anni sta lavorando con l’Università di Teramo e con esperti nazionali del settore, per il riconoscimento dell’unicità dell’olio di Rustica e Gentile.
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Chieti. Lavorazione delle olive che rischia di essere compromessa nell'area Vestina a causa dell'assenza di acqua potabile nei frantoi, indispensabile per il corretto funzionamento del processo di... Leggi tutta la notizia
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La Toscana olivicolo-olearia si appresta a celebrare una campagna come non se ne ricordava da tempo, sia per quantità che per qualità. E con i frantoi ormai attivi dalla costa all’entroterra, in ogni provincia le sensazioni sono davvero confortanti. Se ne fa interprete Fabrizio Filippi, alla guida della Ol.Ma. in provincia di Grosseto (una delle maggiori realtà olearie nazionali) e presidente del Consorzio Igp Toscano.
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ROMA – L’estate ha portato qualche assestamento verso il basso dei listini dell’extravergine. Ma nel periodo gennaio-settembre, il valore degli oli di qualità hanno retto il prezzo verso l’alto, dopo gli aumenti del 30% rispetto agli anni precedenti. Anche se i prezzi attuali dell’olio extravergine d’oliva, così come dop e igp, lampanti e oli d’oliva, sono già pubblicati da alcune settimane…
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Resa di produzione più scarsa rispetto allo scorso anno e buona qualità. Sono i parametri della campagna olearia 2024, che in queste settimane sta vedendo all’opera i produttori italiani e pugliesi. Se a livello mondiale si registra un incremento di produzione fra i più importanti paesi produttori di olio, a partire dalla Spagna, a livello locale l’annata si presenta “scarica”. Responsabilità di un’estate siccitosa, delle scarse precipitazioni primaverili e invernali, che hanno naturalmente causato delle…
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Italia Non calerà il prezzo dell’olio extravergine di oliva nell’area vestina che fa i conti con una diminuzione della produzione del 70%. L’olio nuovo a 14-15 euro al litro | 09:00 | C. S. La situazione nell’area vestina dell’Abruzzo non è buona per la produzione di olio di oliva. Secondo Coldiretti il calo di produzione a Penne e nei comuni limitrofi è del 70%. Il problema è stato il caldo in allegagione e la siccità: meno frutti e tanta cascola.
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ASCOLI Ogni anno, all'avvio della stagione olearia, la domanda che gli olivicoltori si pongono è: «quale sarà la resa in olio?». Poiché il periodo della raccolta delle olive va dalla metà di ottobre fino alla fine di novembre, siamo andati a verificare l’andamento della corrente campagna olivicolo /olearia. Il primo ad essere contattato è stato l'oleificio Silvestri Rosina, sito in via Schiavoni a Spinetoli, tra i primi ad aprire il frantoio.
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Una stagione ricca quella olearia in Umbria in questo 2024. Almeno per quanto riguarda la produzione di olive, in aumento tra il 30 e il 40%. In calo, invece, le rese in olio al frantoio, in diminuzione di almeno il 30% rispetto all’anno precedente. A tracciare il quadro della campagna olearia nel Cuore verde d’Italia, oramai al via, è l’Assoprol, ossia l’organizzazione dei produttori olivicoli umbri, attraverso il suo presidente, l’imprenditore folignate Marco Viola.
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ROMA – La campagna produttiva italiana 2024/25 sconta una naturale alternanza e i problemi legati alla siccità che esasperano anche i suoi effetti. E’ quanto emerge dal report di Ismea mercati (olio d’oliva – settembre 2024). LEGGI ANCHE Olio d’oliva, focus produzione: Italia unico paese grande produttore in calo (-32%). Spagna e Tunisia a +58%, media mondiale +23%. Scorte mai così basse Pur essendo ancora le prime…
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Italia Secondo sotto i 3,5 euro al chilo non può essere considerata una remunerazione adeguata per gli olivicoltori secondo Bruno Seabra, direttore generale di Carapelli. I prezzi non scenderanno del 40% quest'anno | 14:45 | T N Tradizionalmente schivi a interviste e dichiarazioni, ancor più sui futuribili prezzi di mercato ad annata appena iniziata, i big del settore si stanno lasciando andare a previsioni e visioni sul comparto olivicolo-oleario.
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È ufficialmente iniziata la stagione olearia in Umbria, e come ogni anno, si accendono le discussioni sul prezzo al litro dell’olio extravergine di oliva. Vendere il prodotto a 14-15 euro al litro, come accaduto nella precedente campagna, sembra eccessivo a fronte di una stagione più abbondante, con gli ulivi carichi di olive. “Se l’offerta è ampia, il prezzo dovrebbe diminuire”, è il ragionamento di molti.
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ROMA – L’Italia è l’unico paese grande produttore di olio d’oliva a far registrare un calo di produzione rispetto all’anno precedente. A livello mondiale l’aumento della produzione è stimata a + 23%, con la Spagna che dovrebbe far segnare un +58%, mentre l’Italia subirà un calo di un terzo rispetto al 2023 (-32%). Le prime stime produttive sulla campagna 2024/25…
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Campagna olearia in Umbria: produzione in crescita, ma rese in calo Campagna olearia Umbria: – La nuova campagna olearia in Umbria è ufficialmente iniziata, con un aumento della produzione di olive rispetto all’anno precedente, ma le rese in olio al frantoio risultano in calo. Secondo le stime, la quantità di olive è cresciuta di un 30-40%, mentre la resa in olio è diminuita di circa il 30% rispetto alla scorsa stagione.
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Per l’olio extravergione d’oliva, quella 2024-2025 sarà una campagna col segno più. La Spagna, primo produttore mondiale, dopo il crollo degli ultimi due anni si appresta a tornare più o meno ai livelli produttivi di sempre, e più in generale la produzione mediterranea si preannuncia in crescita del 30%. Gli ingredienti dunque ci sarebbero tutti per aspettarsi finalmente un abbassamento dei prezzi, dopo il record dei 9,5 euro al chilo toccato quest’anno.
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Il Direttore generale Bruno Seabra auspica una responsabilità congiunta di tutti gli attori della filiera per incentivare lo sviluppo dell’olio evo all’insegna di qualità, innovazione, sostenibilità e comunicazione al consumatore Si avvicina il dato previsionale di produzione di olio di oliva in Italia. Molte imprese del comparto oleario affinano le nuove strategie commerciali del dopo raccolta, alla luce dei cambiamenti che hanno caratterizzato questo mercato nell’ultimo biennio: crisi idrica, scarsità di…
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La Sicilia si appresta a registrare una produzione d’olio d’oliva ai minimi storici a causa della persistente siccità che ha colpito l’isola. Le stime preliminari indicano una produzione non superiore alle 20-25.000 tonnellate, circa la metà di una stagione normale, con una conseguente impennata dei prezzi, in particolare per gli oli DOP. Calo produttivo e impatto sui prezzi Si prevede una riduzione della produzione del 30% rispetto al 2023, con un totale inferiore alle 25.000 tonnellate…
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