«Il primo punto da rilevare nella sentenza della Corte costituzionale è che viene ribadito il fatto che non esiste un diritto al suicidio assistito». Mauro Ronco, presidente del Centro Studi Livatino, docente universitario emerito di Diritto penale e vicepresidente del Comitato nazionale per la Bioetica, parla con Tempi della recente sentenza della Corte Costituzione sul fine vita. La Consulta ha rigettato alcune questioni di legittimità che erano state sollevate dal gip di Firenze e che miravano a…
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– Riguardo il caso della donna di 53 anni toscana con una forma progressiva di sclerosi multipla, interviene la Asl Toscana Nord Ovest. E lo fa dopo che ieri, 18 luglio, la Corte costituzionale è tornata a esprimersi in merito al Fine vita. Tra i temi più importanti in discussione quello dell’applicazione di uno dei quattro principi fissati dalla stessa Consulta nella ormai nota sentenza 242/2019 “Dj Fabo/Cappato”, quello della necessaria dipendenza dal trattamento…
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A seguito della decisione di ieri (18 luglio) della Corte costituzionale in materia di suicidio assistito, subito questa mattina (19 luglio) la commissione multidisciplinare dell’Asl Toscana nord ovest, in accordo con la direzione aziendale, è al lavoro per rivedere il parere rilasciato in merito al recente caso che si è presentato sul territorio aziendale prima e in attesa della nuova sentenza. “L’Asl, che ha dimostrato da sempre estrema attenzione a questa tematica (è…
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La Corte costituzionale italiana ha emesso un'importante sentenza sul suicidio assistito, chiarendo e ampliando l'interpretazione del requisito del “trattamento di sostegno vitale”: uno dei quattro criteri stabiliti per l'accesso a questa pratica nel 2019 con la sentenza sul caso di Dj Fabo, dal nome di Fabiano Antoniani, il dj rimasto tetraplegico e che nel 2017 aveva espresso la volontà di accedere al suicidio assistito.
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Della Corte costituzionale che delinea i confini di intervento con l’aiuto indiretto a morire da parte di un medico. Le condizioni richieste dalla sentenza sono: la richiesta deve essere di una persona che sia tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità…
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La Corte costituzionale (sentenza n. 135 del 18 luglio) ha dichiarato infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal GIP di Firenze sull’articolo 580 c.p., che miravano ad ampliare l’area di non punibilità del suicidio assistito oltre i confini tracciati dalla medesima Corte con la sentenza n. 242/2019. Per un approfondimento sulla sentenza, consigliamo anche l’articolo “Suicidio assistito: la Consulta ribadisce i limiti dell’illegittimità” 1.
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Molte volte ci lamentiamo dell’incapacità del nostro Parlamento di approvare leggi sui diritti civili. Negli anni ’70 i partiti avevano capito che era il momento di intervenire su temi controversi e divisivi come il divorzio, l’aborto, il transessualismo. Perché erano leggi di cui la società aveva bisogno.Negli ultimi decenni, invece, il Parlamento fa molta fatica ad approvare leggi su temi diffi…
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Sospesi. L'ultima parola spetta ancora ai medici e non ne sono affatto contenti. Non è neppure difficile capire il perché. Questi uomini in camice bianco per vocazione o per mestiere si sbattono per curare gli umani, fin dove è possibile, fino ai limiti della scienza e della coscienza, con un antico giuramento, quello di Ippocrate, che si scioglie con l'ultimo respiro. Da lì in poi è metafisica e si aprono altre porte, sul nulla o sul tutto, e destini insondabili.
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Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Firenze sollevava, in riferimento agli artt. 2, 3, 13, 32 e 117 della Costituzione, quest’ultimo in relazione agli artt. 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, questioni di legittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, «come modificato dalla sentenza n. 242 del 2019» della Consulta, nella parte in cui subordina la non punibilità di chi agevola l’altrui suicidio alla condizione che l’aiuto sia…
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Il tema era importante, se possibile cruciale. Alla Corte si domandava se non fosse irragionevole consentire l’assunzione di un farmaco letale ai soli pazienti tenuti in vita da un trattamento di sostegno vitale e non a quelli che, seppure nelle identiche condizioni di sofferenza intollerabile, non sono sottoposti a presìdi sanitari invasivi. La Consulta spiega che nella vicenda del suicidio assistito ci troviamo davanti a un’eccezione e non a una regola.
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La risposta tanto attesa è arrivata: nei trattamenti di sostegno vitale - uno degli elementi fondamentali perché i pazienti possano accedere al suicidio medicalmente assistito - rientreranno anche alcune pratiche svolte da caregiver o familiari e non sarà quindi più necessario che le proprie funzioni vitali dipendano da macchinari per poter vedere accolta la richiesta. È questa la pronuncia della Corte Costituzionale riguardo al caso che ha visto protagonista…
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La Corte Costituzionale ha dichiarato infondata una questione di legittimità costituzionale sollevata dal gip di Firenze sul suicidio assistito, cioè la possibilità di auto-somministrarsi un farmaco letale a determinate condizioni. La questione riguardava il requisito del "trattamento di sostegno vitale" per poter ricorrere al suicidio, come l’essere tenuti in vita da un respiratore meccanico: attualmente è obbligatorio, ma contestato da tempo da attivisti…
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"I giudici dovranno valutare ogni singolo caso giudiziario di suicidio assistito, sulla base dei principi della sentenza emessa nel 2019". Lo ha stabilito la Consulta che ha dichiarato "non fondate" le questioni di legittimità sollevate dal gip di Firenze per estendere l’area della non punibilità del suicidio assistito. Il procedimento vedeva indagati l’attivista Marco Cappato e altri due che si autodenunciarono per l’aiuto a un 44enne malato di sclerosi, poi morto in Svizzera col suicidio…
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Con un’attesa decisione, n. 135 depositata il 18 luglio 2024, la Corte Costituzionale ha rigettato integralmente le questioni di legittimità sollevate dal GIP di Firenze, che miravano a estendere le ipotesi di legalizzazione del suicidio assistito. 1. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 135/2024, impone un chiaro stop alle istanze di estensione dei casi di non punibilità dell’aiuto al suicidio.
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Laura Santi era arrivata alla Corte costituzionale alle 9,00 in punto del 19 giugno. Una missione quasi impossibile, la sua. Non perché fosse inchiodata a una sedia a rotelle ma perché la battaglia per conquistare il diritto di parola nel processo sul suicidio assistito sembrava persa fin dall’inizio. Dall’esito di quel processo sarebbe dipeso il suo commiato da una vita che, già da molto tempo ormai, non è più vita.
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La svolta della Corte costituzionale sul suicidio assistito è contenuta un’indicazione di poche righe: «Non può esserci distinzione tra la situazione del paziente già sottoposto a trattamenti di sostegno vitale, di cui può chiedere l'interruzione, e quella del paziente che non vi è ancora sottoposto, ma ha ormai necessità di tali trattamenti per sostenere le sue funzioni vitali. Dal momento che anche in questa situazione il paziente può legittimamente rifiutare il trattamento, egli si…
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Editoriale a cura di Ilaria Taccola Il browser in uso non supporta frame non ancorati oppure è configurato in modo che i frame non ancorati non siano visualizzati. La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di costituzionalità, sollevate dal GIP di Firenze sull’articolo 580 del codice penale, che miravano a estendere l’area della non punibilità del suicidio assistito oltre i confini stabiliti dalla Corte con la precedente sentenza del 2019, ribadendo i requisiti già previsti dalla sentenza n.
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«I requisiti per l’accesso al suicidio assistito restano quelli stabiliti dalla sentenza n. 242 del 2019», conosciuta come Cappato-Dj Fabo, «compresa la dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale», il cui significato va però correttamente interpretato in linea con la «ratio» di quel pronunciamento. Ratio che si basa – scrive la Corte costituzionale nella sentenza 135, depositata ieri, con la quale rigetta le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Gip di…
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Siciliani Alla soddisfazione per la chiusura espressa ieri dalla Corte costituzionale rispetto a un presunto diritto a morire, fa da contraltare la preoccupazione per quello che sembra essere un allargamento delle maglie interpretative che definiscono i «trattamenti al sostegno vitale». Va in un questa duplice direzione l’accoglienza riservata dall’associazione Pro Vita & Famiglia alla sentenza della Consulta sulle questioni di legittimità sollevate dal Gip di Firenze (vedi pagina accanto).
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Ansa Anzitutto, la vita. Intervenendo nuovamente sui confini di non punibilità dell’aiuto al suicidio, la Corte costituzionale ha ribadito con energia un punto fermo della sua giurisprudenza recente in materia (e con questa sentenza 135/2024 siamo ormai al quarto pronunciamento in 5 anni, tanto che i giudici più volte citano sé stessi), ovvero che non esiste né è invocabile un “diritto di morire” nel nostro ordinamento, al centro del quale c’è invece la «tutela della vita umana», un «bene che “si…
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La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di costituzionalità, ribadendo i requisiti già previsti dalla sentenza n. 242/2019 e precisando il significato del “trattamento di sostegno vitale”. Dichiara Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Coscioni, difensore e coordinatrice del collegio legale di studio e difesa di Chiara Lalli, Felicetta Maltese e Marco Cappato: “La Corte costituzionale chiarisce la nozione di trattamenti di sostegno vitale che deve…
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La Corte Costituzionale, con la sentenza sul suicidio assistito depositata oggi, ha espresso il "forte auspicio che il legislatore e il servizio sanitario nazionale assicurino concreta e puntuale attuazione ai principi fissati dalla propria precedente sentenza, ferma restando la possibilità per il legislatore di dettare una diversa disciplina, nel rispetto dei principi oggi richiamati". E ha ribadito lo stringente appello, già formulato in precedenti occasioni, affinché "sia…
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Sul fine vita la Corte costituzionale non “corregge” se stessa. Ma bussa ancora alla porta della politica muta, e invita tutti a rispettare le regole di accesso al suicidio assistito stabilite cinque anni fa. Regole che restano invariate, spiega la Corte, ma reinterpretate per ciò che riguarda il criterio dei “trattamenti di sostegno vitale”. Ovvero uno dei quattro requisiti sanciti nel 2019 con la sentenza 242 sul caso Cappato Dj/Fabo, il nodo sul quale la Corte era chiamata nuovamente a…
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La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di costituzionalità, ribadendo i requisiti già previsti dalla sentenza n. 242/2019 e precisando il significato del “trattamento di sostegno vitale”. Queste, le parole dell’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatrice del Collegio di studio e difesa — composto anche dalle professoresse Marilisa D’Amico, Benedetta Liberali e Irene Pellizzone e gli avvocati Massimo Clara, Francesca Re, Rocco…
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In un silenzio del Parlamento che dura dal 2018 sul tema del suicidio assistito, c'era molta attesa riguardo al pronunciamento di oggi, da parte delle associazioni che rappresentano malati terminali. Secondo l'avvocata Filomena Gallo dell'Associazione Luca Coscioni e Marco Cappato rappresenta un passo avanti, nonostante le richieste del governo. E annunciano: "Siamo pronti ad affrontare i nuovi processi" La Corte Costituzionale interviene ancora una volta sul fine vita.
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In un silenzio del Parlamento che dura dal 2018 sul tema del suicidio assistito, c'era molta attesa riguardo al pronunciamento di oggi, da parte delle associazioni che rappresentano malati terminali ma i giudici, di fatto, hanno ribadito che per poter ricorrere alla pratica la persona deve essere dipendente da «trattamento di sostegno vitale», senza una più precisa definizione La Corte Costituzionale interviene ancora una volt sul fine vita.
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La Corte costituzionale si è pronunciata ancora una volta sul suicidio assistito: oltre a chiedere che sia il Parlamento a intervenire con una legge, i giudici hanno chiarito quali sono le condizioni per accedere al suicidio assistito senza che questo sia punibile.
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Aumentano i casi in cui una persona potrà chiedere di accedere al suicidio medicalmente assistito mentre le singole vicende giudiziarie sul tema saranno esaminate volta per volta dai tribunali. La sentenza della Consulta allarga le maglie sul fine vita con una rivoluzione a metà. Vengono ribaditi i principi della 'sentenza Dj Fabo' del 2019 ma i paletti fissati da quel verdetto sono stati spostati: nelle richieste dei pazienti non si terrà soltanto in considerazione il fatto che siano legati a delle…
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I giudici erano stati chiamati a pronunciarsi sull'aiuto fornito a dicembre 2022 da Marco Cappato, rappresentante legale dell’Associazione Soccorso Civile, da Chiara Lalli e Felicetta Maltese, che, con un’azione di disobbedienza civile, hanno accompagnato in Svizzera Massimiliano, toscano, affetto da sclerosi multipla, perché potesse ricorrere al suicidio assistito. Il 44enne non era dipendente da un cosiddetto «trattamento di sostegno vitale» (come…
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Sono da intendersi quali trattamenti di sostegno vitale anche quelle procedure che sono normalmente compiute da personale sanitario ma che potrebbero essere apprese da familiari o “caregivers”. Procedure, quali ad esempio l'evacuazione manuale dell’intestino, l’inserimento di cateteri urinari o l’aspirazione del muco dalle vie bronchiali, che si rivelino in concreto necessarie ad assicurare l’espletamento di funzioni vitali del paziente, al punto che la loro omissione o interruzione…
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Nella perdurante assenza di una legge che regoli la materia, i requisiti per l’accesso al suicidio assistito restano quelli stabiliti dalla sentenza n. 242 del 2019, compresa la dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale, il cui significato deve però essere correttamente interpretato in conformità alla ratio sottostante a quella sentenza. Tutti questi requisiti - irreversibilità della patologia, presenza di sofferenze fisiche o psicologiche che il…
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Nella sentenza appena pubblicata sul fine vita, la Corte costituzionale è stata costretta a ribadire - per l’ennesima volta - che una legge sul tema è indispensabile. Quella legge nella scorsa legislatura era sul punto di essere approvata. Poi è caduto il governo Draghi e non se n'è fatto più nulla. Ma come mai? Ha le idee chiare Alfredo Bazoli, che di quel ddl era relatore e che ha ripresentato la…
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La Corte costituzionale ha emesso una nuova sentenza sul fine vita, ampliando il riferimento ai "trattamenti di sostegno vitale”, uno dei quattro requisiti per l’accesso al sudicio assistito, stabiliti nella precedente sentenza del 2019, che restano confermati e devono essere accertati dal Servizio sanitario nazionale ascolta articolo Nella perdurante assenza di una legge che regoli la materia, la Corte costituzionale è tornata a esprimersi sul fine vita con una sentenza, pubblicata oggi, che…
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Mentre prosegue l’immobilismo del Parlamento che non ha ancora provveduto a regolare la materia, arriva un nuovo intervento della Consulta sul fine vita. La Corte costituzionale ha ribadito oggi che i requisiti per l’accesso al suicidio assistito restano quelli stabiliti dalla sentenza n. 242 del 2019 (quella sul caso di Dj Fabo) ma precisa che la nozione di “trattamenti di sostegno vitale” deve…
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Era una decisione attesa, annunciata: la Corte costituzionale è tornata ad esprimersi in merito al Fine vita. Tra i temi più importanti in discussione quello dell’applicazione di uno dei quattro principi fissati dalla stessa Consulta nella ormai nota sentenza 242/2019 “Dj Fabo/Cappato”, quello della necessaria dipendenza dal trattamento di sostegno vitale per chi richiede di accedere al suicidio medicalmente assistito.
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Eccola la nuova e storica sentenza sul fine vita della Corte costituzionale, che porta il numero progressivo 135. Firmata dai giudici Franco Modugno e Francesco Viganò, e dal presidente della Corte Augusto Barbera. Sono quasi 40 le pagine nella versione in pdf, consultabile sul sito stesso della Corte. Decisione tanto attesa che la medesima Corte anticipa, nei dettagli, con un suo…
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Arriva la Corte costituzionale, di nuovo, ad aprire spiragli sul suicidio assistito. Non cambia le regole che lei stessa aveva dato. Ma le spiega. E spiegandole allarga, almeno in parte, le maglie che consentono a una persona molto malata, che soffre in maniera indicibile e che subisce cure invasive senza le quali non sarebbe in vita, di chiedere di porre fine alla propria esistenza. Laddove sia capace di intendere e di volere e…
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L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.
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“La Corte costituzionale, con la sentenza 242/ 2019, che ha valore di legge, ha stabilito il diritto al suicidio assistito in condizioni specifiche, descritte dalla stessa sentenza. La proposta di legge presentata ieri in commissione Sanità, in riferimento alla sentenza della Consulta, norma esclusivamente tempi e procedure e la composizione dell’equipe multidisciplinare di verifica dei requisiti. Non sancisce il diritto al suicidio assistito, che invece è già sancito dalla Corte costituzionale, ma dà solo attuazione…
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Saranno di volta in volta i giudici a stabile, caso per caso, se per il «trattamento di sostegno vitale», la terza delle quattro condizioni poste nel 2019 dalla Consulta per consentire il suicidio assistito, si debba intendere l’essere attaccati a una macchina, come un respiratore, o essere completamente dipendente da altre persone per sopravvivere. È questo, in estrema sintesi, il contenuto della nuova, dirompente sentenza dei…
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Nella perdurante assenza di una legge che regoli la materia, i requisiti per l'accesso al suicidio assistito restano quelli stabiliti dalla sentenza n. 242 del 2019, compresa la dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale, il cui significato deve però essere correttamente interpretato ...
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I giudici dovranno valutare caso per caso ogni singola vicenda giudiziaria riguardante il suicidio assistito. Sarà dunque il giudice nella sua autonomia a valutare, "sulla base dei principi espressi nella sentenza già emessa nel 2019, se una persona è incriminabile in merito alla pratica del suicidio assistito". È quanto
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Nella perdurante assenza di una legge che regoli la materia, i requisiti per l’accesso al suicidio assistito restano quelli stabiliti dalla sentenza n. 242 del 2019, compresa la dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale, il cui significato deve però essere correttamente interpretato in conformità alla ratio sottostante a quella sentenza. Tutti i requisiti devono essere accertati dal servizio sanitario nazionale, con le…
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I giudici dovranno valutare caso per caso ogni singola vicenda giudiziaria riguardante il suicidio assistito. Sarà dunque il giudice nella sua autonomia a valutare, "sulla base dei principi espressi nella sentenza già emessa nel 2019, se una persona è incriminabile in merito alla pratica del suicidio assistito". È quanto stabilisce la Consulta nella sentenza emessa oggi. .
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Ha ricevuto la diagnosi nel 2007. E dal 2015, a causa della malattia, è tetraplegica, sulla sedia a rotelle non più autosufficiente, costretta ad appoggiarsi totalmente al marito, suo careviger, per qualsiasi cosa. Una situazione ormai insostenibile per la paziente, affetta da sclerosi multipla e da un grave disturbo del trigemino: di qui, la richiesta…
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