Min. di lettura Un duplice attacco a poche ore dalla celebrazione della Giornata Internazionale contro l’OmoBiTransfobia, con l’Italia sempre più in basso nella classifica dei diritti LGBTI+ e con il Governo Meloni che ha schierato il nostro paese contro la dichiarazione con cui la presidenza del Belgio ha invitato l’Unione Europea ad impegnarsi per la tutela dei diritti della comunità LGBTI+. Da parte dell’esecutivo c’è stato un…
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L’Italia è tra i nove Paesi dell’UE che non hanno firmato la dichiarazione che promuove le politiche europee a favore delle comunità LGBT+, scatenando proteste diffuse all’interno del Paese, mentre il governo l’ha definita “squilibrata”. Il rifiuto dell’Italia di firmare la dichiarazione dell’UE sulla Giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia ha suscitato molte polemiche, sia da parte dei partiti di opposizione che dei cittadini italiani.
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Una vita condivisa da oltre 48 anni con Edoardo Marziari, sposato nel 2016, e l’orgoglio nel rivendicarlo: "Scriva pure che sono frocio e non un appartenente alla comunità Lgbtqi+, una sigla che ha poco senso e in cui non mi riconosco". Lo stilista Bruno Tommassini ha fondato l’Arcigay nazionale nel 1985 e quella di Arezzo 15 anni fa, è stato presidente di Federmoda Cna ed è stato anche assessore del centrosinistra a Marciano.
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Il 7 maggio il governo sottoscrive una dichiarazione europea contro omofobia, transfobia, bifobia. Dieci giorni dopo, invece, non sottoscrive un documento che contiene una apparentemente analoga dichiarazione, che auspica un crescente impegno degli stati europei ad attuare misure a favore delle minoranze Lgbtiq. La motivazione addotta per la mancata sottoscrizione è che il secondo testo (quello non votato), in quanto “sbilanciato sull’identità di genere”, richiamerebbe l’impostazione del ddl Zan.
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"Non c'e una sola famiglia tradizionale di cui loro tanto parlano e che pochi di loro hanno. Esistono molti tipi di famiglie. E loro non vogliono riconoscere. E non hanno votato a favore dei diritti Lgbtq+, vergogna". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein ad Alghero, tappa elettorale a sostegno del candidato sindaco Raimondo Cacciotto, a proposito della mancata firma dell'Italia alla dichiarazione per la promozione di politiche europee a favore delle comunità Lgbtq+…
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Anna Paola Concia, ex deputata del Pd e attivista, il governo non ha firmato la dichiarazione europea per la promozione delle politiche a favore delle comunità Lgbtiq+. Cosa ne pensa? Abbiamo fatto una bruttissima figura. Soprattutto perché l’Italia ha deciso di non firmare questo documento in compagnia di un gruppo di paesi, in primis l'Ungheria, dove le discriminazione nei confronti delle persone Lgbt sono pesantissime.
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Dice la ministra della Famiglia -. No, ha una posizione liberale. Abbiamo aderito alla dichiarazione contro la transfobia, la bifobia, l'omofobia». Sì a questo documento, quindi, ma non a quello presentato dal Belgio e che l'Italia insieme solo ad altri 8 Paesi europei su 27 non ha firmato proprio nella Giornata internazionale contro l'omofobia. «Lo troviamo molto sbilanciato verso il cosiddetto gender - ha detto la ministra -.
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Diritti, Roccella: "No a forzature gender, si è maschi o femmine" 19 maggio 2024 "No a forzature gender, si è maschi o femmine e non è oscurantismo". Così la ministra della Famiglia, Eugenia Roccella, in un'intervista nella quale ha analizzato il tema relativo alla mancata firma da parte dell'Italia, insieme ad altri 8 Paesi Ue, della dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbbtiq+.
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L’Italia è reazionaria? Assolutamente no, “la nostra è una posizione liberale”. Parola della ministra della Famiglia Eugenia Roccella che, in un’intervista a Il Messaggero, torna a rivendicare il no italiano alla firma della dichiarazione Ue per i diritti Lgbtq+. “Abbiamo aderito a una dichiarazione contro la transfobia, la bifobia, l’omofobia” ma quel testo “lo troviamo molto sbilanciato verso il cosiddetto gender.
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Troppe ambiguità sul caso gender Il tema del genere è tra quelli in cima all’agenda politica, poiché l’Italia si è schierata con i paesi considerati più retrivi nel non accettare la proposta dei belgi, capofila di quelli cosiddetti più aperti e progressisti, secondo la quale bisogna non solo rifiutare qualunque tipo di discriminazione sessuale ma anche promuovere politiche e azioni. Il corsivo di Battista Falconi Matteo Salvini ha tradotto con la sua solita ed efficace semplicità quello che il ministro Eugenia Roccella aveva articolato in un…
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La ministra Roccella spiega che il governo non ha firmato il documento Ue per i diritti Lgbtq+ in quanto conteneva troppi riferimenti al gender, mentre deve "valere ancora il cosiddetto binarismo sessuale di maschi e femmine". Ma non mancano le critiche.
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"È l’ennesimo sciacallaggio di una sinistra capace solo di strumentalizzare, anche i diritti delle persone. Erano tre documenti, uno è stato sottoscritto e altri due no. Non è che se uno non dice esattamente quello che la sinistra pensa diventa omofobo". Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia, risponde così alle accuse al governo, che non ha firmato la dichiarazione della Ue sulle persone Lgbt+.
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"L'Italia un paese reazionario? No. È una posizione liberale. Abbiamo aderito alla dichiarazione contro la transfobia, la bifobia, l'omofobia". Così al Messaggero la ministra della Famiglia Eugenia Roccella, in merito al no dell'Italia al documento Ue pro-Lgbt+. Il documento rifiutato invece "lo troviamo molto sbilanciato verso il cosiddetto gender. Abbiamo un'idea molto chiara: chiunque può scegliere con chi avere rapporti amorosi e sessuali".
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"No a forzature gender. Si è maschi o femmine". Roccella spiega la posizione italia sui diritti Lgbt
In un'intervista concessa al quotidiano Il Messaggero, il ministro della Famiglia, Eugenia Roccella, è tornato sulla mancata firma dell'Italia alla dichiarazione Ue sui diritti Lgbt. " No a forzature gender. Si è maschi o femmine e non è oscurantismo ", ha dichiarato il ministro, sottolineando che questo governo è " per la libertà, ma conserviamo il principio di genitorialità ". La libertà " di essere chi si vuole è una…
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"Basta con quest'atteggiamento morboso nei confronti della sessualità, non se ne può più. La scelta di non aderire al documento (pro-Lgbt+, ndr) non fa bene a un Paese civile come il nostro. La firma non sarebbe stato un atto di coraggio, ma semplicemente di giustizia". Così, alla Stampa, l'europarlamentare di FI Alessandra Mussolini. "Si crea un'atmosfera di ostilità che può ferire forse non gli…
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Prima di rispondere sui diritti civili e negare che il governo stia portando l’Italia sulla via ungherese, Giovanni Donzelli vuole parlare di Superbonus: «Due miliardi dei bonus edilizi sono finiti in mano alla criminalità, il che dovrebbe preoccupare tutti. Il “gratuitamente” di Conte — attacca il responsabile Organizzazione di Fratelli d’Italia — è stato un regalo di due miliardi alla mafia». Conte vi accusa di inseguire un «modello orbaniano».
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Nella Giornata internazionale contro l'omofobia, nove dei 27 Stati dell'Unione europea, tra cui l'Italia, non hanno firmato la dichiarazione per la promozione delle politiche a favore delle comunità Lgbtq. E la cosa ha scatenato feroci polemiche. In realtà i documenti sono due. Uno, generale, contro l'omofobia e la transfobia, approvato da tutti. E un altro non sottoscritto dall'Italia - che cita la «gender identity» (ossia l'appartenenza di una persona a un genere con cui si identifica, diverso dal sesso alla…
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Dopo la decisione dell'Italia di non firmare insieme ad altri Stati membri la «dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+» è iniziata la grancassa mediatica della sinistra contro il governo. Le accuse alla destra sono quelle di sempre: avere posizioni retrograde, favorire la discriminazione, guardare ai paesi dell'est Europa come modello e tutto l'armamentario ideologico che ben conosciamo.
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Ministro Roccella, l’Italia risulta isolata: non potevamo anche noi sottoscrivere il documento Ue sui diritti Lgbtq? Siamo ormai considerati un Paese non solo conservatore ma addirittura reazionario. «E invece, non lo siamo affatto. La nostra è una posizione liberale. Abbiamo aderito infatti a una dichiarazione che aveva uno scopo unitario e perciò è stata approvata da tutti. Mi riferisco a quella contro la transfobia, la bifobia, l’omofobia.
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Che l’intolleranza per il diverso costituisca una lacerazione profonda della democrazia ce l’ha ricordato Sergio Mattarella in occasione della Giornata internazionale contro l’omo-bi-transfobia, sottolineando (per l’ennesima volta) come in Italia siano ancora tante le persone discriminate e umiliate in ragione del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere. Dichiarazioni cui hanno fatto seguito quelle di Giorgia Meloni, che ci ha tenuto a rassicurare il Presidente: il suo governo sarà sempre in prima linea per…
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Il fantasma del gender si aggira per il centrodestra. Di fronte alle polemiche sulla mancata firma da parte del governo Meloni della dichiarazione per i diritti delle persone Lgbtq+, la destra tira fuori un grande classico del pensiero reazionario postmodermo: la fantomatica «ideologia gender», che si insinua nelle case delle ignare famiglie italiane per distruggerle dall’interno. «Altro che politiche contro la discriminazione, sulle quali il governo italiano è in prima linea – dice ad esempio il…
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MASSA-CARRARA – “Ieri, 17 maggio, si celebrava la Giornata internazionale contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. Ieri, 17 maggio 2024, il Governo italiano ha deciso di non firmare la dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore della comunità LGBTQIA+. Credo che questo sia uno schiaffo a tutte le persone e a tutte le famiglie che ancora vengono discriminate nel nostro paese”.
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Diritti LGBTQIA+, di cosa parla la dichiarazione Ue che l’Italia non ha firmato. Roccella: “No all’identità di genere” Bufera sulla scelta del Governo di non sottoscrivere il documento sulla promozione di politiche in tema di diritti civili. Ecco perché ROMA – Un vespaio di polemiche. Da ieri non si attenua la bufera sulla scelta dell’Italia di non firmare la dichiarazione a favore dei diritti LGBTQIA+.
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Roma, 18 mag – Sono scoppiate polemiche infuocate da parte della schiera progressista nostrana, dal Partito democratico di Elly Schlein fino alle sigle arcobaleno più intransigenti e radicali, per il mancato voto dell’Italia sulla dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbt presentata dalla presidenza di turno belga agli Stati membri. Oltre all’Italia altre otto nazioni europee (Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e…
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