È un gran bel Giro. Come direbbe Paolo Belli. Forse uno dei più belli degli ultimi anni. E non perchè è presente il corridore più forte in circolazione. Ma perchè nel gruppo si nota da parte di tutti la voglia di fare bene, al di là di una vittoria della Corsa Rosa pressochè scontata. In tanti vogliono essere protagonisti e non mi vengono in mente squadre che si siano, ad oggi risparmiate. La tappa di ieri, la Martinsicuro-Fano, è stata bella da impazzire.
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Il francese ha trionfato oggi dopo essersi staccato dal gruppo a oltre 100 chilometri dall'arrivo. Julian Alaphilippe non alzava le braccia dal Delfinato, ossia da quasi un anno fa. La grande vittoria di oggi del francese è arrivata grazie al suo stile unico d'attacco e combattivo. "Loulou" ha dimostrato di avere ancora qualche emozione da offrire ai suoi sostenitori, facendo il vuoto staccandosi dal gruppo a oltre 100 chilometri dall'arrivo e lasciando dietro di sé solo pochi corridori.
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Una tappa che si conclude con una fuga, definita persino epica da un telecronista Rai, ma che non muove la classifica. «Oggi c’è poco da osservare e criticare», attacca Mario Cipollini. Ma non perdetevi d’animo perché Re Leone anche senza dare zampate clamorose riesce sempre a trovare lo spunto interessante. Allora Mario, cosa ci ha detto la tappa di oggi? «Bisogna innanzitutto fare i complimenti ad Alaphilippe.
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Come si suol dire, non esiste grande genio senza una dose di follia. Julian Alaphilippe è un grande genio della bicicletta, c’è il suo palmares a dimostrarlo, con due campionati del mondo, una Milano-Sanremo, una Strade Bianche e tappe in tutti e tre i Grandi Giri a spiccare tra i suoi 42 successi da professionista. E poi c’è quella sana follia grazie alla quale è diventato uno dei corridori più amati dal pubblico, quel seguire più il cuore che il cervello che inevitabilmente emoziona e avvicina la gente.
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Ce l’ha fatta finalmente. Alaphilippe inseguiva una tappa di gambe e di testa a questo Giro d’Italia. Ci ha messo anche il cuore per dimostrare a Mr. Lefevere, il patron della sua squadra che lo aveva additato come troppo distratto dal ciclismo, che quella banda iridata sul bordino delle maniche sono stimmate di campione. “Sparpaglìo” direbbe Riccardo Magrini, ma in avanti, stavolta, non indietro come quando ci sono tanti corridori staccati.
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Il Giro passa dall'Abruzzo alle Marche. 193 km insidiosi che, dopo un tratto pianeggiante lungo la costa adriatica, diventano pieni di strappi e saliscendi con anche 4 GPM di quarta categoria, di cui l'ultimo a Monte Giove, a 9 km dal traguardo di Fano. Ci sono le possibilità per diversi tentativi di fuga, la maglia rosa Pogacar non dovrebbe correre rischi. Jakobsen si ritira dopo la caduta di ieri a Francavilla CLASSIFICHE - CURIOSITA' - TAPPE - MONTEPREMI - ALBO D'ORO
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