Nell'epoca dei social media, uno dei principali aspetti della vita sociale riguarda sicuramente la polarizzazione delle idee. I nuovi mezzi di comunicazione, sfruttati come cassa di risonanza digitale, permettono una costante amplificazione dei propri pensieri che, in passato, la comunicazione analogica non favoriva certo allo stesso modo. In compenso, alla democraticizzazione nella produzione dell’informazione, oltre che nella fruizione, non è corrisposto un adeguato controllo…
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In questo anno, è veramente paradossale dover vivere il 25 aprile come una festa. Questa data rappresenta la liberazione dal nazifascismo, il ripristino della democrazia. Questo è ciò di cui questa giornata è simbolo, poi bisogna capire come abbiamo fatto, ogni anno, un po’ di più, a svuotarla completamente dal suo significato primario. Oggi quale dobbiamo metterci. A pochi giorni dal 25 aprile, c’è una carica della polizia sugli studenti della Sapienza, come c’è stata contro gli studenti di Pisa, gli esempi sono tanti, i fatti sono sotto gli…
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Caro Aldo, ogni 25 aprile abbiamo il festival della retorica. Siamo l’unico Paese al mondo che festeggia una sconfitta. Checché se ne dica è stata una guerra civile e, pertanto, bisognerebbe ricordarla in quanto fa parte della nostra storia ma non festeggiarla. È comunque una festa che divide ed essendo il tempo il miglior medico solo non festeggiarla unirebbe finalmente tutti gli italiani. Gli alleati avrebbero comunque vinto come hanno vinto sulla Germania e il Giappone ma non vi sono state…
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Lamezia Terme – “Il 25 aprile non è solo l'anniversario della Liberazione dell'Italia da parte delle formazioni partigiane, ma anche l'occasione per considerare più attentamente quella carta costituzionale che rappresenta la principale eredità della resistenza e la base fondativa di un paese che si era liberato dalla dittatura e dalla guerra. L’opera sistematica di rimozione e manipolazione della storia di questo Paese avvenuta negli ultimi trent’anni non…
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"Il PD lametino parteciperà come sempre alle celebrazioni del 25 Aprile, Festa della Liberazione dal Nazifascismo, per celebrare i tanti eroi che, donando la loro vita per... Leggi tutta la notizia
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Ci risiamo. Come ogni anno, il 25 Aprile è un giorno divisivo. È stato censurato un monologo per la festa della liberazione dello scrittore, giornalista e docente universitario Antonio... Leggi tutta la notizia
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Gianluigi Paragone 23 aprile 2024 Alla fine la morale di questa storia l’ha detta Fiorello, a cui tocca pesare con ironia i fatti per quel che sono: «Questo è il record dei record: il monologo censurato più visto dei monologhi censurati. Ieri siamo andati festeggiare il compleanno di Susanna: sul menù del ristorante c’erano i primi, i secondi ed il monologo di Scurati», ha detto prima di immaginare un elenco di repliche.
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/04/2024 13:01:00 Ci risiamo. Come ogni anno, il 25 Aprile è un giorno divisivo. È stato censurato un monologo per la festa della liberazione dello scrittore, giornalista e docente universitario Antonio Scurati, già vincitore dei premi Strega con "M. Il figlio del secolo", Campiello e Viareggio. Scurati ha scritto anche "L’uomo della Provvidenza" e infine "M. Gli ultimi giorni dell’Europa", dimostrando di essere sicuramente un militante antifascista e di sinistra.
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Di Giorgio Boratto Bisogna ancora ribadire che l’antifascismo deve essere un sentimento e un valore universale. Essere antifascisti non significa solo essere contro un movimento politico, ma avere sentimenti democratici, antitotalitari e credere in una umanità che può evolvere verso una società di liberi ed eguali. Ogni volta molti politici italiani fanno fatica a proclamarsi antifascisti e invece dovrebbe essere più che naturale, vivendo in una società democratica e condividendo una…
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Ci avviciniamo alla data più bella dell’anno, il 25 aprile. La data nella quale le facce dei fascisti di ieri e di oggi si fanno più livide, le loro voci più stridule, il loro imbarazzo e fastidio sempre più evidenti. Soltanto questo dovrebbe far capire come l’antifascismo – sopratutto oggi che i protagonisti dei giorni di allora sono tutti scomparsi, mentre sporgono sempre più da oscure profondità i crapini dei loro nipoti, una dei quali a capo del Governo addirittura – sia attuale e indispensabile.
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Gli italiani non si bevono la storiella del pericolo fascista. La batosta rimediata dal campo largo in Basilicata è un’altra radiosa giornata per la sinistra. Elly Schlein e Giuseppe Conte, già finiti ai materassi dopo lo scandalo di Bari, hanno un’altra sconfitta su cui meditare. L’opposizione è avvitata in una crisi di identità: Elly Schlein ha subìto la rivolta dei pezzi da novanta del Pd e dopo aver fatto un passo avanti mettendo il suo nome nel simbolo, ne ha fatto mille indietro cancellandolo; Giuseppe Conte parla come…
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Mentre il centrosinistra si schiera compatto e rilancia convintamente il monologo di Antonio Scurati sull’omicidio Matteotti e il fascismo, con la richiesta esplicita alla maggioranza di dichiararsi antifascista, il filosofo Massimo Cacciari, già sindaco di Venezia, sbotta. «Macché antifascismo! Non ha più senso, questa parola. Non serve a niente chiedere di dichiararsi antifascisti. È inevitabile che in campagna elettorale si possa…
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Perché questa destra non sa dire antifascista L’unicità delle attività nelle città del Nord Italia merita di essere ricordata e celebrata. Fu un’insurrezione partigiana organizzata a vincere e sconfiggere sul terreno militare nazisti e fascisti GIOVANNI DE LUNA
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Il 25 aprile si conferma, purtroppo, come la festa più divisiva che ci sia. Stavolta, sulla ricorrenza della Liberazione gravano due rischi che possono vanificarne l’importanza e snaturarne il senso che mai come adesso - in questa fase di guerre a due passi dall’Italia e di campagna elettorale che richiede pacatezza e concentrazione perché si sta per decidere il futuro dell’Europa, ossia di tutti noi - dovrebbe essere quello della pacificazione.
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"Un pezzo significativo di questo governo non riconosce il 25 aprile": Primo Minelli, presidente di Anpi Milano, lo ha sottolineato nella conferenza stampa per presentare la manifestazione nazionale per la festa della Liberazione. Il fatto che il vicepremier Matteo Salvini abbia scelto proprio il 25 aprile per presentare il suo libro a Milano "è un non riconoscere questa festa, né più né meno" ha osservato, aggiungendo che comunque altri amministratori della sua coalizione festeggiano la…
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Odio il 25 aprile: consigli pratici per sopravvivere alla ricorrenza Puntuali come le tasse. Inesorabili come il tempo, come la vecchiaia. Ecco servite anche quest’anno le polemiche sul 25 aprile, che da quando il governo è in mano a Giorgia Meloni stanno vivendo una straordinaria stagione di rifioritura. E mai come stavolta verrebbe voglia di migrare su Plutone pur di scampare alla consueta cagnara e alla insopportabile valanga di retorica che accompagnano questa ricorrenza.
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Anche nel 2024 la celebrazione del 25 Aprile della Liberazione dal Nazifascismo cade in un contesto estremamente negativo. I principi di democrazia e libertà affermati dalla Resistenza sono oggetto di nuovi attacchi e si registra un ulteriore gravissimo arretramento di quel poco che rimane dei diritti sociali e civili sanciti nella Costituzione. Le riforme costituzionali proposte dalla Destra al governo, Premierato e Autonomia Differenziata, segnano una svolta autoritaria con il definitivo ridimensionamento del ruolo del Presidente della…
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Perché festeggiare il 25 aprile? Perché accanirsi ancora su quei fatti, quella memoria, quei valori? Non può essere che il significato morale e ideale della Resistenza, della Liberazione per mano popolare dal nazi-fascismo, si sia inevitabilmente raffreddato, diventando un reperto storico importante, anche fondativo, ma ormai distante, come lo sono il Risorgimento, l’impresa dei Mille, Cavour e Garibaldi? Sono passati quasi ottant’anni dal 25 aprile 1945: perché non dovremmo poter constatare che l’antifascismo, come tutte le…
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– Il filone polemico che da tempo accompagna il 25 aprile è una sconfitta per tutto il Paese, ma soprattutto per la destra di governo ancora alle prese con un uso politico della storia". Per Michela Ponzani, 46 anni, docente di storia contemporanea a Tor Vergata, ricercatrice internazionale e conduttrice del canale Rai Storia, la mancata messa in onda sulla Rai del monologo di…
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Ci risiamo. Arriva il 25 Aprile. Quand'ero ragazzo, con mio dispiacere di giovane militante di sinistra, non se lo filava più nessuno. Qualche stanca celebrazione con una banda militare e i labari degli ex partigiani. Poi, grazie alla destra che ha cominciato a vincere le elezioni nel 1994 e non ha smesso più, rieccolo. Pimpante e tonico come si deve a una data storica, liberatoria oserei dire. Vuoi mettere del resto liberare l'Italia dal…
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Si chiama semplicemente ’25 Aprile’ l’ultimo saggio di (ed Il Mulino) di Luca Baldissara, docente di Storia contemporanea all’Alma Mater ed esperto di guerra e Resistenza, conflitti sociali e movimenti politici. L’appuntamento è domani alle 18 alla libreria Feltrinelli di piazza Ravegnana conl ’autore e Roberta Mira e Luca Sancini. La domanda di base è semplice e parecchio inquietante: possiamo immaginare l’Italia senza il 25 aprile? È la festa civile fondativa dello…
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Parola d’ordine: spegnere il 25 aprile, ridimensionarlo, oscurarlo, sgonfiarlo. Per arrivare magari, un giorno, a cancellarlo. La destra va all’attacco della Festa della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Come in una specie di offensiva sul campo, sindaci, amministrazioni, associazioni, partiti e movimenti allergici all’antifascismo – in alcuni casi dichiaratamente neofascisti - e alla sua…
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Il 25 Aprile cade quest’anno in un clima di allarme sui pericoli che minacciano la democrazia in Italia e anche in Europa. Un effetto moltiplicatore è dato dal clima di esasperato bellicismo in cui la guerra in Ucraina e quella in atto nel Medio Oriente hanno fatto precipitare il mondo occidentale. Anzitutto, sembra tramontata l’idea di Europa come area di pace, di distensione e di cooperazione internazionale e anche come soggetto di nuovi rapporti tra Nord e Sud del mondo che facessero giustizia dell’eredità coloniale…
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A due mesi esatti dalla sua scomparsa il ricordo di Enrico Cosentino, colonnello da artiglieria di montagna e grande appassionato di arte, poesia e montagna, è ancora vivido e indelebile nelle persone che hanno avuto l’onore di conoscerlo. Soprattutto quello di Aran Cosentino, nipote per cui è stato molto più di un semplice nonno. Nato il 24 agosto 1935 a Caporetto, è cresciuto in una famiglia modesta ma felice.
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