"La Russia non è un Paese democratico e Putin è un dittatore. Ma io non ho paura delle loro minacce". Lo afferma Kaja Kallas, Alto Rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, in un'intervista al quotidiano La Repubblica dopo gli attacchi che le ha rivolto il Cremlino. Nella guerra in Ucraina "c'è un aggressore e una vittima. La Russia ha attaccato palesemente un altro Paese, la sua integrità territoriale, la sua sovranità - spiega Kallas -.
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Altre informazioni:
Gli Stati Uniti non firmano un comunicato di condanna del G7 all'attacco russo a Sumy affermando l'esigenza di continuare le trattative con Mosca. Il segretario generale della Nato Rutte incontra Zelensky a Odessa: “Il sostegno dell'Alleanza a Kiev è incrollabile”. Mentre il leader ucraino liquida l'inviato Usa Witkoff, che a Fox News dice che un eventuale accordo di pace con la Russia includerebbe la questione dei 'cinque territori'.
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"Siamo abituati alla propaganda russa infondata volta a giustificare la guerra contro l'Ucraina. La Russia teme chiaramente coloro che parlano e agiscono con fermezza a sostegno della difesa dell'Ucraina. È il presidente Putin ad essere ricercato dal Tribunale penale internazionale per crimini di guerra. I fatti sono chiari: la Russia ha iniziato questa guerra, l'Ucraina è la vittima". Lo fa sapere una portavoce del Servizio di Azione Esterna dell'Ue commentando gli attacchi di Mosca contro l'alto…
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"Prestiamo attenzione alle dichiarazioni di Kaja Kallas (il capo della diplomazia europea, ndr) che sono molto, molto dure. Non le riteniamo corrette e non spetta a noi valutare queste minacce. Queste minacce dovrebbero essere valutate dagli Stati sovrani che lei minaccia. E a quanto pare, ci sono Stati in Europa che non accettano tale retorica". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmytry Peskov, rispondendo a una domanda dei giornalisti in merito alle richieste di Kaja Kallas, ai candidati…
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«Non spetta a noi valutare queste minacce. Queste minacce devono essere valutate dagli Stati sovrani che ne sono interessati. A nostro avviso, ci sono Stati in Europa che non accettano tale retorica», ha dal canto suo detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, a proposito dell'esortazione di Kallas. Lo riporta l'agenzia Interfax
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