Abedini, la Procura generale di Milano: "No agli arresti domiciliari" 02 gennaio 2025 Milano, 2 gen. - No agli arresti domiciliari per Mohammed Abedini Najafabadi. La procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha infatti espresso parere contrario alla concessione dei domiciliari per il cittadino iraniano, arrestato lo scorso 16 dicembre a Malpensa su richiesta degli Stati Uniti e la cui vicenda è strettamente legata all'arresto, in Iran, della giornalista Cecilia Sala.
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Alla reporter, contrariamente a quanto affermato dalle autorità iraniane, non è arrivato neanche il pacco (con beni di prima necessità, sigarette e una mascherina per proteggersi dalla luce al neon che nella cella è accesa 24 ore su 24) che le è stato inviato dal Governo italiano. A Cecilia Sala è riservato lo stesso trattamento delle prigioniere politiche che affollano le celle del carcere diventato il simbolo della repressione della Repubblica islamica.
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Convocato questa mattina per le ore 12.00 l'ambasciatore iraniano in Italia Mohammad Reza Sabouri per riferire del caso di Cecilia Sala. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato un vertice oggi a Palazzo Chigi alle ore 16.00 per fare il punto sul caso. Al vertice parteciperanno il ministro degli Esteri, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano
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Mohammad Abedini Najafabadi è un soggetto pericoloso e deve rimanere in carcere. Lo afferma il Dipartimento di giustizia del Massachussets in un documento inviato per via diplomatica alla Corte d’Appello di Milano, che nei prossimi giorni dovrà decidere sulla richiesta di detenzione domiciliare avanzata dal 38enne ingegnere svizzero-iraniano, arrestato a Malpensa il 16 dicembre scorso e attualmente detenuto nel carcere di Opera.
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Le autorità italiane continuano a lavorare per il rilascio della giornalista italiana arrestata il mese scorso a Teheran e trattenuta nel carcere di Evin. Sala sarebbe costretta a dormire sul pavimento in una cella sempre illuminata. Giovedì pomeriggio vertice a Palazzo Chigi con la premier Meloni PUBBLICITÀ Cresce la preoccupazione per la giornalista italiana Cecilia Sala, trattenuta in carcere a Evin, in Iran
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MILANO «Io sono un accademico, uno studioso: non sono certo un terrorista. Non capisco questo arresto, è incomprensibile. Sono stupito». Mohammad Abedini Najafabadi, fermato a Malpensa due settimane fa dalla Digos su mandato del Dipartimento di giustizia del Massachusetts, dalla sua cella nel carcere di Opera ribadisce la propria innocenza. Afferma di avere saputo del caso di Cecilia Sala guardando la televisione nel penitenziario, è in ansia per la moglie e i…
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Non ci sarebbe stato alcun riferimento alla vicenda della giornalista Cecilia Sala, detenuta a Teheran dal 19 dicembre, nel corso del colloquio tra l’ingegnere 38enne iraniano Mohammad Abedini Najafabadi, il console iraniano e il suo avvocato Alfredo De Francesco che si è tenuto ieri mattina al carcere di Opera: «Abedini è ovviamente molto spaventato, in un Paese che non conosce, in cui si parla una lingua che non conosce.
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"Io sono un accademico, un uomo degli studi. Non sono un terrorista. Non riesco a capire questo arresto". Secondo quanto apprende l'AdnKronos sono queste le parole di Mohammad Abedini... Leggi tutta la notizia
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L'udienza per gli arresti domiciliari per Abedini Entro il 2 gennaio 2025, la Corte d’Appello di Milano dovrà fissare l’udienza per esaminare la richiesta di concessione degli arresti domiciliari ad Abedini. Il cittadino iraniano, 38 anni, è accusato di cospirazione per aver esportato componenti elettronici per droni dall’America all’Iran e di aver fornito supporto materiale al Corpo delle Guardie della Rivoluzione…
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Gli Usa hanno formalizzato la richiesta di estradizione “Sono molto preoccupato per la mia famiglia e dispiaciuto di trovarmi di fronte a un’accusa che sostanzialmente mi considera al fianco di terroristi”. E’ quanto fa sapere a LaPresse, attraverso il suo avvocato Alfredo De Francesco, Mohammad Abedini Najafabadi, il cittadino iraniano arrestato lo scorso 19 dicembre a Malpensa su richiesta degli Stati Uniti
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Al momento dell'arresto, avrebbe dichiarato di essere "un accademico, un uomo di studi, e non un terrorista", lo svizzero-iraniano di 38 anni Mohammad Abedini Najafabadi, fermato a Malpensa il 16 dicembre su richiesta degli Stati Uniti, che lo accusano di avere esportato illegalmente tecnologia per i droni usati dall'Iran per l'attentato alla base militare Usa in Giordania, a gennaio 2024. Il suo avvocato, Alfredo De Francesco, lo ha incontrato nel carcere…
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"Io sono un accademico, un uomo degli studi. Non sono un terrorista. Non riesco a capire questo arresto". Secondo quanto apprende l'AdnKronos sono queste le parole di Mohammad Abedini Najafabadi, il cittadino iraniano arrestato a Malpensa il 19 dicembre scorso su richiesta degli Stati Uniti, durante un incontro che ha avuto questa mattina con il suo legale Alfredo de Francesco nel carcere di Opera.
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