Fermi tutti. La riforma della giustizia varata dal Consiglio dei ministri e presentata dal ministro Carlo Nordio ha un estimatore inatteso, il Re dei magistrati che hanno dato la “caccia” ai politici ai tempi di Tangentopoli. Antonio Di Pietro, intervistato dal Corriere, promuove la separazione della carriere e le retate a strascico in cui i magistrati cercano di catturare qualche pesce nella rete che gettano nel mare salvo rovinare la vita a tutti gli innocenti che vi restano…
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Antonio Di Pietro, da ex pm, cosa pensa della riforma della giustizia?«Non è la riforma della giustizia per la quale basterebbero più uomini, più mezzi e più strutture. Non c’azzecca niente. È la riforma della magistratura. Ciò detto, vedo tanta ipocrisia in chi la critica». Perché? «Una volta imboccata la strada del sistema accusatorio con il nuovo codice di procedura penale non c’è dubbio che debba esserci un giudice terzo…
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"Stop a correnti politicizzate tra i giudici", sostiene la premier mentre rivendica la riforma della giustizia emanata ieri. Il piano Casa "non è un condono". Arriva poi anche la risposta alla Cei sulle critiche all'elezione diretta del presidente del Consiglio
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Dopo trenta lunghi anni di attese, delusioni e tentativi puntualmente andati a vuoto, i tempi sono finalmente maturi per mettere mano alla Giustizia e archiviare una volta per tutte quel “metodo Tangentopoli” che ha caratterizzato, sin dalla sua genesi (si pensi all’avviso di garanzia a Silvio Berlusconi al G7 di Napoli, nel 1994), tutta la vita della Seconda Repubblica. Le inchieste giudiziarie che a suo tempo decapitarono la Prima Repubblica e i suoi protagonisti, finirono infatti col decretare…
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Alfonso Celotto Cosa cambia con la riforma della giustizia Il consiglio dei ministri ha approvato la riforma della giustizia con la separazione delle carriere. Cosa cambierà con la riforma? Lo abbiamo chiesto al professor Alfonso Celotto, costituzionalista.All'interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro e Giusi Legrenzi.
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L’Anm ieri ha convocato una giunta d’urgenza e annunciato un comitato direttivo il 15 giugno: «Vedremo come agire. C’è una volontà punitiva ». E l’opposizione, come da copione, dà manforte ai magistrati.Lo sciopero delle toghe è possibile, anzi probabile: del resto era ampiamente prevedibile che con...
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– Dottor Stefano Musolino, segretario di Magistratura democratica, come giudica il progetto di separazione delle carriere varato dal governo? "La magistratura ha evidenziato il problema cruciale: un cambiamento culturale della magistratura requirente, sempre più orientata a assecondare le esigenze di sicurezza, tipiche della polizia giudiziaria, e non a tutelare i diritti delle persone indagate. Una riduzione dei diritti dei cittadini…
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