VENEZIA – L’orto americano è l’horror gotico di Pupi Avati, film di chiusura della 81a Mostra di Venezia, in Selezione Ufficiale, Fuori Concorso. Il film, una produzione Duea Film, Minerva Pictures con Rai Cinema e prodotto da Antonio Avati, Gianluca Curti e Santo Versace, arriverà prossimamente al cinema con 01 Distribution. La trama: A Bologna, ai tempi della Liberazione, un giovane problematico con aspirazioni letterarie si innamora al primo sguardo di una bellissima nurse dell’esercito americano.
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Pubblicazione: 07 settembre alle 21:00 Le nebbie del Po velano ogni cosa in L’Orto Americano, eco di un passato che sembra volersi disperdere piuttosto che essere ricordato. Tra l’Iowa e l’Emilia Romagna, Pupi Avati costruisce una storia che si propone di scavare nelle pieghe oscure della memoria e della follia, un intreccio dove l’amore si trasforma in ossessione e la verità si smarrisce in un labirinto di ombre.
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Tra le opera Fuori Concorso dell'81esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica - La Biennale di Venezia, di cui Radio Italia solomusicaitaliana è radio ufficiale, c'è anche il primo film in bianco e nero di Pupi Avati, "L'orto americano", tratto dal suo omonimo romanzo. Con questo lungometraggio, il regista ha "avuto modo di fare non film ma di fare cinema; mi ha fatto crescere e rinnamorare del cinema come non era accaduto prima".
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(Adnkronos) – (Adnkronos/Cinematografo.it) “Non mi sono mai allontanato più di tanto dal genere gotico, che dovremmo praticare di più in Italia credendoci maggiormente”. Parola di Pupi Avati, che a Venezia 81 porta fuori concorso ‘L’orto americano’, film di chiusura di quest’edizione della Mostra, in uscita con 01 distribution nel 2025: un horror gotico interpretato da Filippo Scotti, Roberto De Francesco, Armando De Ceccon, Chiara Caselli
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Alcuni film sono una dichiarazione di essenza. Un modo per dire “ci sono”, per ricordare che quel cinema esiste e c’è sempre stato. E non importa, tutto sommato, quanto siano realmente riusciti o meno perché l’importante è proprio questo, sapere che c’è: L’orto americano di Pupi Avati, girato a 85 anni, film di chiusura del Festival di Venezia 2024 e ritorno al gotico padano che lo stesso regista ha inventato, rifatto proprio nell’età più matura della vita come il serpente che si morde la coda.
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Fra Bologna e il Midwest alla fine della Seconda guerra mondiale insieme a un giovane scrittore e un amore americano. Filippo Scotti è il protagonista del nuovo horror gotico di Pupi Avati, L'orto americano, che chiude fuori concorso il Festival di Venezia. La nostra video intervista con entrambi.
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A Bologna, ai tempi della Liberazione, un giovane problematico con aspirazioni letterarie si innamora al primo sguardo di una bellissima nurse dell’esercito americano. L’anno dopo, nel Mid West americano, lui andrà ad abitare in una casa contigua a quella della sua amata, separata solo da un nefasto orto. Lì vive l’anziana madre, disperata dalla scomparsa della figlia che non ha dato più notizie di sé dalla conclusione del conflitto.
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Pupi Avati chiude la Mostra di Venezia con il suo thriller gotico, L’orto americano, girato in bianco e nero, ambientato dopo la Liberazione. Tratto dal romanzo omonimo, racconta di un aspirante scrittore – il sempre preciso Filippo Scotti – che si ritrova coinvolto in una storia che ha al centro un’ausiliaria dell’esercito americano scomparsa, che lui aveva incontrato – e sognato – nel negozio da barbiere.
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“Non mi sono mai allontanato più di tanto dal genere gotico, che dovremmo praticare di più in Italia credendoci maggiormente”. Parola di Pupi Avati , che a Venezia 81 porta fuori concorso L’orto americano, film di chiusura di quest’edizione della Mostra, in uscita con 01 distribution nel 2025: un horror gotico interpretato da Filippo Scotti, Roberto De Francesco, Armando De Ceccon, Chiara Caselli. La storia si svolge a Bologna, ai tempi della Liberazione, quando un giovane problematico con aspirazioni letterarie si…
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Che Pupi Avati sia un abile narratore lo si capisce anche dall’incredibile capacità di raccontare se stesso e il suo cinema al pubblico che gli sta di fronte. Così è stato nell’ultima masterclass di questa Mostra. Un affabulatore talmente abile che, come ha ricordato venerdì 6 settembre, riusciva a rendere reali anche le sue bugie. «Da trent’anni racconto la storia di quando durante una tournée…
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Fabio Bani e Ezio Alessio Gensini sul set del film Ezio Alessio Gensini Font +: Stampa Commenta Si arricchisce il parterre degli ospiti mugellani all' 81esima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Negli scorsi giorni è stata resa nota la partecipazione del Teatro Cinema Garibaldi di Scarperia e San Piero ai dieci anni del "premio Lizzani", come unica sala in Toscana, su 17 premiate, a ricevere questo importante…
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Arriva finalmente al Lido l’horror gotico di Pupi Avati. ‘L’orto americano’ sarà il titolo di chiusura della 81esima mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, in selezione ufficiale, fuori concorso, stasera (ore 21, sala grande). Bologna ai tempi della Liberazione: un giovane problematico con aspirazioni letterarie si innamora al primo sguardo di una bellissima governante dell’esercito statunitense.
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Condotta dalla critica cinematografica Angela Prudenzi, e dopo le conversazioni con Sigourney Weaver, Cristina Comencini, Claude Lelouch, Richard Gere, Peter Weir ed Ethan Hawke, l’ultima masterclass ospitata dalla 81. Mostra Internazionale di Cinema di Venezia vede Pupi Avati mattatore nella Match Point Arena allestita al Tennis Club Venezia del Lido. Il regista bolognese – chiamato a chiudere l’edizione 2024 con il suo ultimo L’orto americano – spazia dai suoi primi film, le ingenuità e i disastri di una volta…
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VENEZIA – Pupi Avati ha 85 anni di vita e 56 di carriera. Chiude la Mostra del cinema di Venezia con il suo ultimo film L’orto americano, un ritorno al cinema gotico dell’inizio della sua carriera con protagonista Filippo Scotti. Ma è stato protagonista di una masterclass in cui ha ripercorso i suoi tanti anni di cinema. “Questo mio film è il film della Mostra che è costato meno solo 3.2 milioni, il più economico di tutti.
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Pupi Avati è il regista italiano con più presenze a Venezia (il 6 settembre alle 16 tiene la Masterclass alla Match Point Arena). Festeggia la sua decima volta chiudendo l’81° edizione con L’orto americano, thriller gotico su un giovane psicopatico che parla con le foto dei defunti e cerca l’amore della vita. Perché questo ritorno al gotico? «Perché contrariamente ai miei colleghi autori io non ho mai disdegnato i f ilm di genere
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