Francesco M. Cataluccio Come diversi ungheresi lo scrittore László Krasznahorkai (pronuncia: Laslo Krosnohorkoi) ha gli occhi slavatamente dolci e un volto amaro. L'Accademia delle scienze svedese gli ha assegnato il Premio Nobel della Letteratura all'ungherese "per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte". Solo un altro scrittore ungherese aveva vinto precedentemente il Nobel (nel 2002): Imre Kertész, che è stato tra i primi, assieme a W.
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Ha trasformato l'attesa, l'illusione e il fallimento in materia narrativa. Per questo il Premio Nobel per la Letteratura 2025 è stato assegnato allo scrittore ungherese László Krasznahorkai. L'Accademia Svedese, con l'annuncio dato dal segretario permanente Mats Malm, ha motivato il riconoscimento con parole di rara forza: «per la sua opera potente e visionaria che, nel mezzo di u…
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Siamo ridotti così: che se il Nobel della letteratura va ad uno scrittore che si chiama László Krasznahorkai si ironizza sull’impronunciabilità del cognome e si alza il ditino: e chi diavolo lo conosce questo qui? Ma fanno apposta a scegliere scrittori sconosciuti? Vaglielo a dire che in Italia di László Krasznahorkai al momento ci sono in catalogo sette titoli, tutti pubblicati…
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Nel romanzo Melancolia della resistenza (1989), László Krasznahorkai — scrittore ungherese tra i più intensi e visionari del secondo Novecento, premio Nobel per la Letteratura 2025 — scrive: “Aveva visto miliardi di cose inquiete, pronte al cambiamento continuo, aveva visto come dialogavano tra loro severamente senza capo né coda, ognuna per conto proprio; miliardi di relazioni, miliardi di storie, miliardi, ma si riducevano a una sola, che conteneva tutte le altre: la lotta tra ciò che resiste e ciò…
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Mentre il governo ungherese è intento a mandar giù il boccone indigesto della definitiva conferma dell’immunità parlamentare di Ilaria Salis, di Péter Magyar, diretto sfidante del premier, e dell’europarlamentare Klára Dobrev, anch’essa ungherese come il primo, lo scrittore László Krasznahorkai, connazionale di Viktor Orbán, ottiene il Nobel per la letteratura. Il secondo che il paese può vantare in questo ambito.
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Domenica scorsa La lettera che segue è stata un colpo al cuore. Scrive Aldo De Rosa: «I suoi consigli di lettura sono sempre preziosi, ora ci propone Allen, Follett e Lemaitre. Di quest’ultimo in passato ho molto apprezzato la trilogia Irene, Alex e Camille e anche Lavoro a mano armata (tutti da Mondadori). Negli ultimi tempi lei ha parlato anche, più o meno di sfuggita, di La ragazza dei cocktail, l’ho letto anni addietro (segnalato dal Joker!) apprezzandolo in particolare per la…
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E insomma, il Nobel per la Letteratura va all’ungherese László Krasznahorkai, con menzione d’onore per i giurati che hanno scritto correttamente il suo nome sulla scheda. Ma un po’ per via dell’incandescente situazione internazionale, un po’ perché ieri l’Ansa descriveva i libri di Krasznahorkai come «segnati dal vuoto e dalle attese, fra sospensioni e ritorni e le dilanianti tensioni ambientate nella fangosa campagna ungherese», è facile immaginare che ad attirare l’attenzione del grande pubblico sarà soprattutto il…
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Uno scrittore venuto dalla Mitteleuropa che aveva perso gli Asburgo per stare nel blocco sovietico e che ha attraversato i terreni della guerra, della distopia e guardando spesso al misterioso fascino dell'Apocalisse, ma sempre da una prospettiva umana. Il Nobel per la letteratura 2025 è stato assegnato dal'Accademia di Svezia all'ungherese Laszlo Krasznahorkai, 71 enne autore di romanzi e racconti e già vincitore del…
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Il collega che avrebbe dovuto scrivere questo pezzo, Daniele Abbiati, quando ha saputo del Nobel a László Krasznahorkai, il "suo" ungherese, ha reagito così: "Ah, sono contento. Ma secondo me a lui non frega niente". Non è vero, perché il diretto interessato, contattato a Francoforte, dove si trova, ha spiazzato tutti: "Sono molto contento di aver ricevuto il…
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Satantango, Melancolia della resistenza, Guerra e guerra e Il ritorno del barone Wenckheim: «questo è il mio solo libro», ha affermato alcuni anni fa Krasznahorkai. Sosteneva di averlo riscritto quattro volte, perché sempre rimasto insoddisfatto – e senza successo. Se avesse dovuto trovare un titolo alla quadrilogia, avrebbe scelto qualcosa come Sconfitta, e come sottotitolo Manicomio come rifugi…
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Ha vinto il maestro dell’apocalisse, il genio dell’infinito, l’anatomo della desolazione. Sono definizioni prese in prestito da Susan Sontag per descrivere il romanziere e sceneggiatore ungherese László Krasznahorkai, che ha ricevuto il Nobel per la letteratura. Oppure, come dice oggi il suo predecessore Orahn Pamuk a La Stampa: «Ha vinto la complessità in una società globale che tende sempre di …
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La prosa ossessiva, frammentaria, allucinata di László Krasznahorkai, che l’Accademia svedese nelle motivazioni del Nobel definisce «affascinante e visionaria» capace «nel mezzo di un terrore apocalittico» di riaffermare il potere dell’arte, ha frasi lunghe talvolta quindici pagine; il suo Herscht 07769, ad esempio, è composto da una sola frase. In apparenza, quindi, non è facile. In realtà è tra…
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Dóra Várnai , nata in una famiglia italo-ungherese e cresciuta a Milano in una casa dove si parlavano due lingue «che sono una l’opposto dell’altra», ha tradotto tutti i libri di László Krasznahorkai usciti in italia, tranne Melancolia della resistenza, tradotto da Bruno Ventavoli, direttore di TuttoLibri della Stampa fino a due anni fa, e Dóra Mészáros. Nel Nobel ci sperava molto ma credeva, orm…
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Ammesso che un’opera tanto intricata come quella di László Krasznahorkai possa essere posta sotto la rassicurante egida di un solo imperativo, questo potrebbe sintetizzarsi nell’ossessione che perseguita György Korin, il protagonista di Guerra e guerra: «comprimere tutto in un’unica frase, dire tutto con un solo, profondo, definitivo respiro». Nel nevrotico arrovellarsi di quest’ometto gogoliano, provvisto di tratti evidentemente autobiografici, l’autore nato a Gyula nel 1954 ha riversato – declinandolo in una…
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Dopo la vittoria di Imre Kertész nel 2002, l’Ungheria letteraria torna sotto i riflettori del mondo. I giurati di Stoccolma hanno assegnato ieri il Nobel per la Letteratura a László Krasznahorkai. L’autore si porta appresso – Susan Sontag – la definizione di “maestro dell’apocalisse”. In effetti in epigrafe a un suo libro si legge: …
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Di VANNI SANTONI Il Nobel della Letteratura al maestro ungherese dell’apocalisse. «Questo premio dimostra che la scrittura esiste per sé, al di là di tutto, e dà speranza» (foto Epa) C’è una definizione che è rimasta sempre addosso a László Krasznahorkai, classe 1954, insignito del Premio Nobel per la Letteratura: «Il maestro ungherese dell’apocalisse». La definizione non è mai tramontata per il calibro della battezzante — la filosofa Susan Sontag, che la ideò dopo aver letto, nel 2000, il…
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«Ha scritto e creato un'opera eccezionale dopo l'altra. E ora scopriamo che il corpus della sua opera, a quarant'anni dalla pubblicazione del suo primo romanzo e dopo quasi mezzo secolo di pura eccellenza, è davvero encomiabile». Steve Sem-Sandberg, membro del comitato Nobel commenta le opere dello scrittore ungherese László Krasznahorkai vincitore del Premio Nobel per la letteratura per la sua «opera avvincente e visionaria che, in mezzo al terrore apocalittico, riafferma il potere…
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Lo scrittore ungherese Laszlo Krasznahorkai ha vinto il Nobel per la Letteratura 2025 per il suo stile epico e visionario, tra assurdo e grottesco. I suoi romanzi spaziano dai villaggi dell’Europa centrale a viaggi in Cina e Giappone, confermando il potere dell’arte anche di fronte al terrore apocalittico
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È triestino, certo. Per scelta e non per caso. Come milioni di altri, nel tempo: perché Trieste è così, ti adotta solo se prima la scegli tu. László Krasznahorkai, premio Nobel per la Letteratura 2025, ha casa nella zona della Sinagoga. E allora non è difficile immaginarlo seduto a un tavolo del Caffè San Marco, lì accanto. Triestino non per turismo, non per posa — ma per appartenenza silenziosa, per quella forma di fedeltà che nasce quando trovi un porto che ti somiglia.
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È lo scrittore ungherese Lazlo Krasznahorkai a vincere il premio Nobel per la Letteratura 2025. È lo scrittore ungherese Lazlo Krasznahorkai a vincere il premio Nobel per la Letteratura 2025, «per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte», si legge nella motivazione dell’Accademia di Svezia che assegna il premio. Il commento dello scrittore «Mi rattrista molto pensare alla situazione attuale del mondo, l’essere umano è la…
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«L’amore puro libera l’umanità»: un testo dello scrittore ungherese che ha vinto il premio Nobel per la LetteraturaRipubblichiamo il testo, anticipato su «la Lettura» #71’ del 6 luglio 2025, che László Krasznahorkai ha presentato l’8 luglio 2025 a Letterature Festival Internazionale di Roma. Lo scrittore ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2025
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